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	<title>Il Secolo 21</title>
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	<description>Approfondimenti, interviste, voci. Per non perdere la bussola.</description>
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		<title>Giovanni Sartori e l&#8217;ingenuo buon senso.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsecolo21</dc:creator>
				<category><![CDATA[IMMIGRAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovanni Sartori è certamente un italiano di buon senso. Nel suo editoriale pubblicato recentemente sul Corriere della Sera &#8220;Una soluzione di buon senso&#8221; propone una soluzione riguardo al dibattito sugli immigrati scatenati da un post di quel simpaticone di Beppe &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/immigrazione/un-italiano-di-buon-senso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6797" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><a href="http://ilsecolo21.it/immigrazione/un-italiano-di-buon-senso/"><img class="size-medium wp-image-6797" title="giovanni sartori" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2012/01/giovanni-sartori-280x300.jpg" alt="" width="280" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Sartori</p></div>
<p><strong>Giovanni Sartori</strong> è certamente un italiano di buon senso. Nel suo editoriale pubblicato recentemente sul Corriere della Sera <a href="http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_26/una-soluzione-di-buon-senso-giovanni-sartori_1d2340dc-47e6-11e1-9901-97592fb91505.shtml">&#8220;Una soluzione di buon senso&#8221;</a> propone una soluzione riguardo al dibattito sugli immigrati scatenati da un post di quel simpaticone di <strong>Beppe Grillo</strong>. Cittadinanza si, cittadinanza no? Per nascita, per sangue, per prolungata residenza nel territorio nazionale?<br />
In due parole quel che Sartori propone alla riflessione è questo: in Francia e in Inghilterra, paesi dove l&#8217;immigrazione è di gran lunga più sviluppata rispetto all&#8217;Italy, e dove ormai esiste una terza generazioni di immigrati, esistono consistenti sacche di emarginazione (ricordate le rivolte nelle banlieau di Parigi e negli slums di Londra) e di concreta mancata integrazione. Ecco le sue parole:</p>
<blockquote><p>La sorpresa è stata che una parte significativa di questa terza generazione non si è affatto integrata. Vive in periferie ribelli e ridiventa, o sempre più diventa, islamica. Si contava di assorbirli e invece si scopre che i valori etico-politici dell&#8217;Occidente sono più che mai rifiutati.</p></blockquote>
<p>La soluzione offerta da Sartori è la seguente: non diritto di sangue, cittadinanza a chi nasce da genitori che hanno già lo status di cittadini e nemmeno diritto di suolo, cioè cittadinanza a chi nasce in Italia, ma:</p>
<blockquote><p>la concessione di una  residenza permanente, trasferibile ai figli, ma pur sempre revocabile. Chiunque entri in un Paese legalmente, con le carte in regola e un posto di lavoro, non dico assicurato, ma quantomeno promesso o credibile, diventa residente a vita ( senza fastidiosi e inutili rinnovi). [...] Certo se un residente viene pizzicato per strada a vendere droga, a rubare e simili, la residenza viene cancellata e l&#8217;espulsione è automatica.<span id="more-6792"></span></p></blockquote>
<p>Ogni proposta di buon senso è sicuramente foriera di un contributo positivo, per trovare una strada italiana all&#8217;integrazione dell&#8217; immigrato extracomunitario. In questo caso però, le riflessioni fornite da Sartori sembrano, almeno sotto il punto di vista della stretta osservanza del buon senso, improntate ad una logica che chiamerei della campana di vetro: di chi cioè ha buoni propositi, ma evita per ingenuità, incomprensibilità o difficoltà interpretativa di analizzare i fatti del reale per quello che sono, con il buonismo insomma di chi vuol salvare la faccia dell&#8217;opinione democratica, senza cadere nelle posizioni di chi sulla lotta all&#8217;immigrazione ha costruito un consenso politico diffuso e trasversale.</p>
<p>Perché Sartori non convince?</p>
<div id="attachment_6799" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6799" title="Manifestazione" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2012/01/Manifestazione-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Foto di Cristina Campanile</p></div>
<p>Perché dipinge un quadro senza il colore necessario per un&#8217;esperienza veritiera. Primo, Sartori mette un bel paletto, la legalità dell&#8217;ingresso: egli conferirebbe la <em>residenza permanente</em> solo a chi entra legalmente nel paese. Ma la <strong>Fortezza Europa</strong> non si chiamerebbe così se fosse semplice entrarvi regolarmente e chi conosce le dinamiche migratorie per quel che sono, sa benissimo che ciò significa non risolvere nemmeno il problema per quelli, la maggioranza, che arrivano in aereo e attualmente diventano clandestini al terzo mese di soggiorno scadendo il loro visto per turismo.</p>
<p>E tutti quelli che arrivano sbarcando sulle nostre coste? Ce ne siamo dimenticati? Valgono meno dei dispersi della tragedia di una Costa Concordia? Al momento si. Per dei naufraghi in vacanza si accende il cordoglio internazionale, per dei naufraghi esuli dalla miseria, dalla fame e dai più sanguinari conflitti, la solidarietà la trovi con lo scandaglio in fondo al Mediterraneo nostro, mare-cimitero di anime in fuga.</p>
<div id="attachment_6801" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6801" title="Manifestazione1" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2012/01/Manifestazione1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Foto di Cristina Campanile</p></div>
<p>Fumoso diventa poi il ragionamento quanto si parla di lavoro promesso o credibile. Secondo quale logica si può individuare un tale tipo di impiego? Ricordando che siamo nell&#8217;<a href="http://ilsecolo21.it/immigrazione/sanatoria-truffa-e-stato-truffatore/">Italia della sanatoria truffa</a>, un paese che spesso e volentieri segue filo filo le proprie leggi per arricchirsi sulle spalle degli ultimi arrivati.</p>
<p>In ultimo il ritiro automatico e l&#8217;espulsione per chi delinque. Ovviamente questo cenno non poteva mancare in una proposta di buon senso. Ma nell&#8217;Italia di oggi, dove l&#8217;onestà è una forma di delirio patologico, dove chi lavora è costretto a infrangere le leggi per farsi disperatamente ascoltare, dove pensionati vengono pizzicati con la pastina da brodo in tasca al supermercato e ammettono di ricevere 400 euro di pensione, che senso ha essere giustizialisti se non si lavora per cambiare le cause di questo malessere sociale, del quale logicamente l&#8217;ultimo che arriva è ancor più vittima?</p>
<p>Ecco un esempio per Sartori: giovane straniero latinoamericano arriva in Italia minorenne, non finisce la scuola dell&#8217;obbligo e va a lavorare. Perde il lavoro e a 18 diventa clandestino. Si arrangia in nero, panettiere, muratore, ponteggi. Sottopagato e senza tutele sindacali. Il suo datore di lavoro di turno spesso se ne approfitta e dal già magro stipendio decurta a piacere quel che desidera. A volte i soldi proprio non si vedono. E una e due e tre. Il giovane lavoratore sfruttato si fa giustizia da solo. Minaccia il datore di lavoro con un coltello e pretende gli arretrati. Arriva la polizia e si porta il ragazzo con l&#8217;accusa di lesioni aggravate e di clandestinità. Perché questo esempio Sartori? Perché fosse successo a un italiano la ditta sarebbe stata fermata sinché la posizione lavorativa non sarebbe stata regolarizzata.</p>
<p>Altro esempio: profugo nigeriano con permesso di soggiorno per richiedente asilo. Vive in una struttura statale, per il suo status non può lavorare e riceve 77,5 euro mensili dalla comunità. Che ci fa? Come tira avanti?</p>
<p>La legalità ha senso nella misura in cui fornisce alla collettività i mezzi per un sostentamento dignitoso, in caso contrario ogni individuo, cittadino e non, italiano doc o straniero, ha il diritto di cercare la propria strada seguendo le opportunità concesse dalla situazione nella quale è immerso. Spacciare è un reato? Certo.</p>
<p>Non volete che si venda droga nelle nostre strade, regolatene l&#8217;accesso come in tanti altri paesi ben più civili. Togliete questi proventi alla criminalità organizzata e riscattate con coraggio le generazioni future. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
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		<title>Governo tecnico: lezione di immigrazione.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 08:13:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli italiani sono per natura assistenzialisti, qui in Italia infatti, si continua ad assistere una classe politica. Una classe politica la cui inettitudine fomenta i problemi invece che risolverli e di rimando ci lascia assistere un paese che di giorno &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/immigrazione/governo-tecnico-lezione-di-immigrazione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: left;">
<div id="attachment_6740" class="wp-caption alignright" style="width: 612px"><a href="http://ilsecolo21.it/immigrazione/governo-tecnico-lezione-di-immigrazione"><img class="size-full wp-image-6740" title="Senegalesi freddati a Firenze" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/12/Senegalesi-freddati-a-Firenze.jpg" alt="" width="602" height="397" /></a><p class="wp-caption-text">Violenza razzista a Firenze.</p></div>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 24px;">Gli italiani sono per natura assistenzialisti, qui in Italia infatti, si continua ad assistere una classe politica. Una classe politica la cui inettitudine fomenta i problemi invece che risolverli e di rimando ci lascia assistere un paese che di giorno in giorno propone vecchie tragiche novità.</span></p>
</div>
<p>Torino-Firenze. Non la nuova linea privata per l&#8217;alta velocità inaugurata da quei filantropi di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/lalta-velocita-campioni-made-italy/177229/" target="_blank">Della Valle e Montezemolo</a>, ma l&#8217;asse di una vergognosa violenza razziale che erompe infrasettimanale nell&#8217;arena pubblica. Violenza scomoda e significativa.<span id="more-6734"></span></p>
<p>Scomoda perché proprio mentre la cinghia del debito pubblico si serra più stretta intorno a moltissimi italiani, <a href="http://altracitta.org/blog/2011/12/11/vicini-rom-colpevoli-per-definizione-a-torino-rischiano-il-linciaggio-e-nessuno-chiede-scusa/" target="_blank">a Torino una ragazzina si inventa uno stupro che innesca un vigliacco linciaggio in un campo nomadi</a> (fuoco vendicatore che esorcizza ancestrali paure e ignoranze) e a Firenze, due giorni dopo, <a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20111214_00003.shtml" target="_blank"><strong>Gianluca Casseri</strong>, pazzo omicida con simpatie xenofobe destrorse si arma da perfetto angelo sterminatore e lancia la propria sfida di piombo alla comunità senegalese fiorentina, che conta oggi due morti e tre ferit</a>i.</p>
<p>Così, mentre il <strong>governo Monti</strong> si tende sul baratro del fallimento-default con inaudita destrezza e spinta tecnica, questi episodi riportano il paese al confronto con qualcosa di meno tecnico che un mercato finanziario o che una crisi economica, qualcosa che portiamo avanti alla giornata e che alla giornata può esplodere nella più cieca follia.</p>
<p>Gli stranieri, gli immigrati, intanto ci guardano attoniti. Non è certo la prima volta che accadono episodi del genere, ma il punto è: cosa fanno le istituzioni per disinnescare l&#8217;ordigno del conflitto razziale? Poco e nulla, anzi a parte la retorica democratica, nel concreto gli effetti dell&#8217;impianto legislativo sull&#8217;immigrazione ( dalla Turco-Napolitano alla Bossi-Fini, passando per i vari pacchetti sicurezza maroniani) sono sotto gli occhi di tutti quelli che non lasciano all&#8217;indifferenza la soluzione dei problemi che non li riguardano in prima persona.</p>
<blockquote><p>Queste persone sono criminalizzate, sfruttate e senza tutele, sulle loro spalle si compiono le carriere politiche dei politici securitari di destra e sinistra, sulle loro vite e sulla regolamentazione discriminatoria delle stesse si creano consensi bipartisan.</p>
<p>E allora bisogna legiferare, bisogna invertire la rotta che conduce alla banalizzazione di questo razzismo imperante. Come si può dire al cittadino di non attuare comportamenti razzisti se proprio la legge<em> in primis</em> si contraddistingue perché impregnata dello stesso razzismo?</p></blockquote>
<p>Si è detto che <strong>Mario Monti</strong> e il suo esecutivo sono dei tecnici, gente non legata alla politica la cui virtù è appunto quella di entrare nel merito delle questioni come specialisti. L&#8217;attuale<strong> Ministro degli Interni <a href="http://ilsecolo21.it/societa/gli-alpini-a-genova-incontro-con-il-prefetto-anna-maria-cancellieri/" target="_blank">Anna Maria Cancellieri</a></strong>, donna di Stato, coraggiosa e di buon senso, è la persona che dovrebbe attivarsi per proporre delle soluzioni nel campo dell&#8217;immigrazione. Ecco quel che potrebbe domandarsi con coraggio e buon senso se volesse agire da specialista in questa spinosa materia.</p>
<p>Perché non annullare la vergogna giuridica del reato di clandestinità? Un reato contrario alla dichiarazione dei diritti dell&#8217;Uomo e strumento adatto esclusivamente a generare mano d&#8217;opera senza tutela sindacale e civile, altro che sicurezza.</p>
<p>Perché non dare il permesso di soggiorno agli immigrati che la forza pubblica trova a lavorare in nero? Se fossero italiani la ditta sarebbe fermata sino a quando non si attivasse per l&#8217;assunzione regolare. Questo perché il lavoro si tutela a prescindere dal colore della pelle e dal documento in tasca.</p>
<p><a href="http://ilsecolo21.it/immigrazione/sanatoria-truffa-e-stato-truffatore/" target="_blank">Perché non regolarizzare tutti gli stranieri che hanno partecipato alla sanatoria truffa?</a> In migliaia manifestano per tutta la penisola chiedendo di ottenere quello per cui hanno sborsato i soldi, truffati da improbabili datori di lavoro e da uno Stato che con una circolare ha cambiato in corso le regole del gioco dopo che il piatto era già stato abbondantemente versato.</p>
<p>E infine, perché non far crescere tranquilli quei tanti nuovi italiani che imparano nelle scuole la nostra storia e la nostra lingua e si preparano a diventare i cittadini di domani?</p>
<p>Da un governo tecnico ci si aspetta risposte tecniche, astratte dal conflitto politico e portate avanti per il bene del paese. Rigore, crescita e sopratutto equità insomma.</p>
<p>Per approfondimenti seguire la <a href="http://ilsecolo21.it/category/immigrazione/" target="_blank">rubrica IMMIGRAZIONE del Secolo 21</a>.</p>
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		<title>Il gatto ed il topo. Parlamento, esecutivo e società civile.</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 16:16:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rigore, crescita ed equità. Quando il gatto gioca con il topo nessuno si lamenta per l&#8217;asimmetria di potere messa in atto nella loro relazione: il gatto sa che fine farà il topo e quest&#8217;ultimo si limita a far parte di &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/societa/il-gatto-ed-il-topo-parlamento-esecutivo-e-societa-civile/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rigore, crescita ed equità. Quando il gatto gioca con il topo nessuno si lamenta per l&#8217;asimmetria di potere messa in atto nella loro relazione: il gatto sa che fine farà il topo e quest&#8217;ultimo si limita a far parte di un gioco nel quale il suo ruolo è quello della vittima designata. E&#8217; l&#8217;ineluttabilità della vita naturale.</p>
<p>Questa stessa ineluttabilità par si possa applicare alla situazione politica nazionale.</p>
<p>L&#8217;Italia di novembre e dicembre, i rapporti fra esecutivo, Parlamento e società civile, ricordano proprio la dinamica del gatto e del topo. Una recita dove le parti in causa si rincorrono nella danza democratica dell&#8217;equilibrio, reciproco, dei rapporti di potere.</p>
<p>Niente di strano dunque, ma una prassi maturata in 60 anni di democrazia.</p>
<p>Il meccanismo sembra però vacillare se si analizza il peso che la società civile italiana riveste all&#8217;interno di questa rappresentazione, un peso residuale e di tutta marginalità.<br />
<div id="attachment_6758" class="wp-caption alignright" style="width: 707px"><a href="http://ilsecolo21.it/societa/il-gatto-ed-il-topo-parlamento-esecutivo-e-societa-civile/"><img class="size-full wp-image-6758" title="il gatto e il topo." src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/12/il-gatto-e-il-topo.jpg" alt="" width="697" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Il gatto e il topo. Di Andrea Bodon.</p></div><br />
<span id="more-6706"></span> La società civile italiana insomma non ha la forza di mettere i suoi rappresentanti di fronte alle loro responsabilità (anni e anni di colpevole utilizzo del bene comune) esautorandola di ogni legittima autorità per proporre un rinnovamento reale della classe politica, e così, la tela del ragno della<strong> manovra &#8220;Salva Italia&#8221;</strong> si tende, nonostante le priorità individuate in settimane di dibattito pubblico, a sfoltire le tasche del cittadino medio.</p>
<p>Taglio dei costi delle politica, vitalizi, auto blu e soprattutto drastica riduzione del numero dei deputati, rilancio del paese che passa attraverso nuove e concrete opportunità per i giovani, lotta all&#8217;evasione fiscale e un&#8217;attenzione fondamentale per la riforma del mercato del lavoro. Che se deve essere flessibile deve prevedere dei meccanismi di tutela per chi questa stessa flessibilità la vive nel quotidiano alternando disoccupazione a occupazione precaria e lavoro nero.</p>
<p>Su tutto questo Monti si è mosso davvero poco.</p>
<p>Diceva <strong>Kapuscinski,</strong>  nel suo libro sulla vita del Negus d&#8217;Etiopia, che con il popolo bisogna adottare la legge dei due sacchi: mai caricare sulle sue spalle due sacchi contemporaneamente, sempre mettere prima uno e poi l&#8217;altro in modo che il peso complessivo non venga percepito subito nella sua interezza, ma dilazionato in due tempi e quindi reso più accettabile. Questo popolo è come una massa informe senza la forza politica di discernere quanto la teoria dei due sacchi costituisca il più grande scacco alla propria autonomia. Prima o dopo infatti sempre due sacchi si portano.</p>
<p>In Italia oggi la situazione è un pò la stessa: sull&#8217;incudine del debito pubblico e col martello del consenso <em>bipartisan</em> accordato al <strong>Premier Mario Monti</strong>, si forgia una manovra che grava sui settori della società che meno riescono a far valere le proprie istanze. I forti, tutelati dalle pressioni lobbistiche esercitate attraverso le cricche parlamentari ed i deboli a caricarsi prima il debito, e poi la manovra anti debito.</p>
<p>E così, come afferma T. Piller sul Frankfurter Allgemeine Zeitung:</p>
<blockquote><p><em>[...] Alla luce dell&#8217;enorme debito pubblico da 1.900 miliardi di euro, Monti avrebbe potuto essere un pò più coraggioso. L&#8217;approvazione di un&#8217;ulteriore imposta </em>una tantum<em> <em>[ la patrimoniale NDR] </em>per gli italiani più ricchi sarebbe stata utile per abbattere il debito. Ma potrebbe essere approvata anche in futuro, se il governo Monti decidesse di riformare il rigido mercato del lavoro italiano e se avrà bisogno di una riforma che vada incontro ai sindacati e alla sinistra. <strong>Ora la cosa importante per l&#8217;Italia è che Monti vada avanti con il suo lavoro e rompa molti tabù. Perché presto i politici della vecchia guardia vorranno tornare a servire le loro clientele</strong>.</em></p></blockquote>
<p>Non esiste cambiamento sinché i vecchi assetti di potere avranno la forza di tornare a domandare con arroganza la salvaguardia dei privilegi che stanno affondando il paese.</p>
<p>Parlando delle recenti manifestazioni di Mosca, in una Russia ben poco democratica, <strong><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/12/11/news/racconto_protesta_mosca_erofeev-26416730/index.html?ref=search">Viktor Erofeev</a> </strong>afferma sulle colonne della Repubblica:</p>
<blockquote><p>[<strong>la società civile</strong> NDR] invece di lanciare astratti appelli alla libertà e proteste contro il regime,<strong> si è avvicinata responsabilmente al proprio compito: subordinare il potere alla sua volontà, fare in modo che debba renderle conto del suo operato</strong>.</p></blockquote>
<p>In Italia nonostante esistano mille piattaforme rivendicative, dai sindacati, più e meno confederati, ai movimenti, agli indignati, agli esausti a chi più ne ha più ne metta, questo scatto di consapevolezza e responsabilità non sembra essere possibile. Non esistono le condizioni grazie alle quali la società civile possa ricoprire la parte che le spetta nelle dinamiche esistenti fra potere esecutivo e potere legislativo e sinché non avverrà una saldatura fra le varie anime non istituzionali che si oppongono alle sperequazioni dello status quo, ogni manovra verrà fatta sopra la testa dei lavoratori: insomma, il solito topo che si affida alla benevolenza del suo carnefice.</p>
<p>Quanto più lunga sarà l&#8217;agonia tanto più ci sembrerà naturale ed inevitabile.</p>
<p>Articoli collegati:</p>
<p><a href="http://ilsecolo21.it/societa/italiani-popolo-del-passato/">&#8220;Italiani popolo del passato.&#8221;</a></p>
<p><a href="http://ilsecolo21.it/societa/il-xxi-secolo-a-chi-serve-il-parlamento-italiano/">&#8220;A chi serve il Parlamento italiano?&#8221;</a></p>
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		<title>Italiani popolo del passato?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 23:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsecolo21</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[debito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sistema Italia è indebitato fino al collo, si parla di 1900 miliardi di euro. Oltre al debito pubblico, cresciuto con la gestione screanzata dell&#8217;economia nazionale, l&#8217;italiano medio è anche e soprattutto attanagliato dai debiti che lui stesso si è &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/societa/italiani-popolo-del-passato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6756" class="wp-caption alignright" style="width: 358px"><a href="http://ilsecolo21.it/societa/italiani-popolo-del-passato/"><img class="size-full wp-image-6756" title="monti alla riscossa" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-alla-riscossa.jpg" alt="" width="348" height="403" /></a><p class="wp-caption-text">Super Mario. di Andrea Bodon.</p></div>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 24px;">Il sistema Italia è indebitato fino al collo, si parla di 1900 miliardi di euro. Oltre al debito pubblico, cresciuto con la</span><a style="font-size: 16px; line-height: 24px; text-align: -webkit-auto;" href="http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano"> gestione screanzata dell&#8217;economia nazionale</a><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 24px; text-align: -webkit-auto;">, l&#8217;italiano medio è anche e soprattutto attanagliato dai debiti che lui stesso si è sobbarcato: rate per la macchina, rate per i mobili, persino qualche avanguardista, rate per le vacanze. Se una volta si diceva siamo a rotoli, adesso potremmo dire siamo a rate, cioè abbiamo ma non possediamo. In più ci sono le spese correnti quali affitti, bollette, e tutto quello che serve all&#8217;italiano medio per condurre una vita sempre più difficilmente dignitosa.</span></p>
<p>Questi tempi di debito scandiscono sempre più facilmente la precarietà quotidiana di migliaia di italiani, mentre gli stessi italiani riescono a trovare sempre più difficilmente un impiego che soddisfi le reciproche aspettative.</p>
<blockquote><p>La trappola è perfetta perché scelta con il consenso di tutti, è una trappola che coinvolge la stessa mentalità di chi preferisce avere a tutti i costi, seppur oltre le ragionevoli possibilità d&#8217;acquisto.</p></blockquote>
<p>Oggi come oggi, superato il mito della meritocrazia, bestemmia nel nostro paese, i giovani italiani (dai curriculum più o meno complessi e dalla pazienza più o meno ostinata) scelgono sempre più spesso di rifuggire l&#8217;italica campana di vetro per cercare fortuna all&#8217;estero. L&#8217;emigrazione è abbondante, la storia ritorna. E paradossalmente, ma non troppo, mentre scappano gli italiani, dal sud del mondo arrivano nuove braccia avide di lavoro.  L&#8217;essere umano nel XXI secolo si sposta per lo stesso motivo su differenti livelli e con differente esito e opportunità di successo. La storia si ripete. Tutto tranne l&#8217;Italia dicono i fuggitivi.</p>
<p>Un&#8217;emorragia di globuli rossi in piena salute mentre nell&#8217;organismo Italia continua a circolare sangue raffermo, stantio, vissuto eccome.<br />
<strong>Giorgio Napolitano</strong> è nato nel 1925, ha quasi la tenera età di 87 anni.<span id="more-6687"></span> E sono lui e la sua responsabile fermezza istituzionale ( insieme al baratro di credibilità in cui l&#8217;Italia è sommersa dal punto di vista economico-finanziario vedi <strong>spread</strong> e <strong>default</strong>) che hanno realizzato il miracolo della transizione post <strong>Berlusconi:</strong> le dimissioni del Cavaliere qualcosa che nessuno si sentiva di prevedere 15 giorni prima. Un Cavaliere al quale va riconosciuto un merito, quello di aver fatto un passo indietro: tardivo, ma davvero inaspettato.</p>
<p>Ma il punto è per quanto tempo ancora il paese può affidarsi al Presidente della Repubblica? Che prospettive di sviluppo può auspicare una persona della sua età? Una persona che ha già visto tutto e di più? L&#8217;Italia è sempre più vecchia.</p>
<p><strong>La coppia italiana all&#8217;estero la riconosci perché mediamente è quella senza figli.</strong> Questo significa solo una cosa, lasciando stare le cause:<strong> crisi demografica significa estinzione</strong>.</p>
<blockquote><p>Perché senza giovani chi porta avanti la baracca? Chi sviluppa una società nel suo seno? Chi crea la dolorosa e necessaria dialettica generazionale che fa passare un paese da un&#8217;epoca alla successiva?</p></blockquote>
<p>Proprio <strong>Napolitano</strong>, idolatrato da tutti, incarna al momento questa stasi mortale. Una classe politica che è lo specchio di una società vecchia e avariata perché negli anni, la vita si porta via lo slancio di chi ancora vuol sfidare il futuro. Il popolo intanto lotta coi denti per rimanere a galla, ma è già condannato <em>in primis</em> dal naturale decorso fisiologico dell&#8217;esistenza umana, molto prima che dai mercati.</p>
<p>Così dopo esserci risvegliati dal sogno-incubo berlusconiano, siamo più poveri e meschini e perplessi e trepidanti attendiamo le scelte di Super Mario, il nuovo Gesù in terra che ci siamo meritati. <strong>Mario Monti</strong> ci darà la medicina amara, ci imporrà i sacrifici che chiedono i mercati internazionali insieme all&#8217;Unione Europea. Sacrifici necessari se non altro per comprendere che la pacchia del tirare a campare è davvero conclusa. Luci in sala.</p>
<p>Adesso si deve solo badare a campare. Classe media in caduta libera. E tanto più i piani di austerità di Monti saranno gravosi, tanto prima potrebbe scattare una reazione di buon senso rispetto al trauma avvenuto. Sbattere la faccia contro il suolo. Ricomprendere il senso della gravità. Come gira il mondo del XXI secolo. Nel quale se va bene riusciamo a ritagliarci la parte della comparsa. Solo da un trauma si può cominciare di nuovo, senza i lezzi del passato, ma grazie al contraccolpo del presente.</p>
<p>Per onestà, tra l&#8217;altro, bisognerebbe anche aggiungere che se oggi <strong>Monti</strong> può provare a raddrizzare le sorti di un paese allo sbando (con l&#8217;esperienza del tecnocrata che giustamente non ascolta né la feccia politica né tanto meno il popolo) la colpa non è certo di <strong>Berlusconi</strong>, ma di un&#8217;opposizione mai così imbarazzata e priva di credibilità e di rispetto per gli elettori.</p>
<p>Nel migliore dei mondi possibili, visto che si dice che il vero italiano esce fuori nella sofferenza, si auspica che la sofferenza arrivi, quella vera e presto, che faccia coagulare un popolo attorno ad un avvenire, perché mentre l&#8217;austerity di Monti traumatizzerà quasi inevitabilmente il cittadino medio, per la classe politica il discorso non è per niente scontato, anzi.</p>
<p>Al momento attuale il paese è organizzato con degli apparati statali mediocremente efficaci e gestito da istituzioni desuete e rimaste al XX secolo.</p>
<p>Se non cambia qualcosa, un Qualcosa che conti, come imparare a volersi bene in quanto italiani e a non sopportare ogni genere di accrocchio perché<em> tanto l&#8217;Italia funziona così</em>, le sfide del XXI secolo, come vediamo, ci travolgeranno. E allora che il destino prenda la sua parte, infondo non sta scritto nei libri di storia che i popoli hanno un loro percorso, nascono, si sviluppano e muoiono lasciano ai posteri la soddisfazione di riscoprirli? I Fenici che fine hanno fatto? E gli Assiri, i Babilonesi, gli Hittiti?</p>
<p>Sono tutti nei libri di storia, dove un popolo e le sue meschine altezze almeno qualcosa guadagnano con l&#8217;estinzione: la prima lettera maiuscola.</p>
<p><a href="http://video.sky.it/news/politica/conferenza_stampa_di_mario_monti/v102651.vid">Conferenza stampa di Mario Monti</a></p>
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		<title>Guerriglia a Roma. La città di nuovo sotto shock.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 08:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsecolo21</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione pensionati Roma]]></category>
		<category><![CDATA[scontri Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;inviato Pompilio Struzzo la cronaca minuziosa dei clamorosi eventi che hanno riportato Roma nella spirale della violenza. Questa volta gli scontri alla manifestazione dei pensionati. Pensionati senza freno a Roma. Alemanno disperato. Maroni: &#8220;Reintroduciamo la Linea Gotica.&#8221; Roma &#8211; 29 &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/senza-categoria/guerriglia-a-roma-la-citta-di-nuovo-sotto-shock/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;inviato Pompilio Struzzo la cronaca minuziosa dei clamorosi eventi che hanno riportato Roma nella spirale della violenza. Questa volta gli scontri alla <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_28/nessundorma-protesta-pensionati-garrone-1901971043124.shtml">manifestazione dei pensionati</a>.</p>
<p><em>Pensionati senza freno a Roma. Alemanno disperato. Maroni: &#8220;Reintroduciamo la</em><br />
<em> Linea Gotica.&#8221;</em></p>
<p>Roma &#8211; 29 ottobre.<br />
Con le ferite ancora aperte dopo i gravi fatti che hanno traumatizzato la capitale il 15 ottobre, torna la paura a Roma, in occasione della manifestazione indetta dal sindacato dei pensionati Spi/Cgil. &#8220;Nessun Dorma&#8221; il profetico nome dato all&#8217;iniziativa, e difatti nessuno oggi può godere del meritato riposo del fine settimana. Già dalla notte di giovedì decine di pullman carichi di anziani indignati hanno cominciato ad invadere le strade. La concentrazione era in Piazza del Popolo alle ore 10 di mattina, i pensionati avevano sostenuto nelle settimane precedenti che sarebbero scesi in piazza &#8220;per dire no alle politiche economiche di questo Governo, no ai tagli dello stato sociale&#8221; e che il raduno nazionale sarebbe stato &#8220;una grande manifestazione, pacifica e combattiva&#8221; ed effettivamente i primi attimi si sono svolta senza incidenti, in un gioioso clima di serenità e festa. Ma presto alle allegre e svolazzanti bandiere rosse del sindacato si sono sostituiti i bastoni: impugnati con mano malferma ma decisa, si sono abbattuti con indicibile violenza su quanto capitava alla loro portata.<span id="more-6665"></span></p>
<p>Arzilli vecchietti in passamontagna hanno dato l&#8217;assalto a banche e catene alimentari, oltre naturalmente agli odiati uffici postali percepiti dai deliranti anziani come &#8220;il nemico di classe da abbattere&#8221;, slogan dal retaggio antico di cui francamente non si sentiva proprio il bisogno.</p>
<blockquote><p>Le ricostruzioni sono ancora incerte, ma da quanto siamo riusciti a sapere piccoli gruppi di pensionati non appartenenti ad alcuna organizzazione o sigla sindacale si sarebbero intrufolati nel corteo Spi, impegnandosi ripetutamente in scontri con le forze dell&#8217;ordine e colpendo con una rabbia tanto inaudita da rovinare di fatto le ragioni di una giornata di lotta altrimenti memorabile.</p></blockquote>
<p>I tafferugli sono andati avanti per ore, estendendosi al resto della città dove sono stati contrastati dagli stessi manifestanti, dando luogo ad interminabili battibecchi, ma dove pure i violenti hanno via via raccolto le simpatie di diversi passanti.</p>
<blockquote><p>Casalinghe coi bigodini in testa hanno messo a ferro e fuoco la zona intorno al Circo Massimo; diverse badanti sono state viste rovesciare dalle finestre delle case il contenuto dei cateteri dei propri assistiti sulle forze dell&#8217;ordine, nel disperato tentativo di rallentare l&#8217;avanzata dei celerini.</p></blockquote>
<p>Stando a quanto è trapelato finora sarebbero addirittura rimaste coinvolte nei disordini alcune attempate signore olandesi fermate e successivamente identificate dalle forze dell&#8217;ordine come distaccatesi da un gruppo di turisti giunti in città da pochi giorni:<br />
tutti gli indizi hanno portato gli investigatori ad ipotizzare un quanto mai plausibile asse internazionale della sovversione che, partendo da Vimodrone e ruotando intorno ai covi di Lourdes e Medjugorje, arriverebbe a lambire i Paesi nordici appunto.<br />
Verso sera infine una moltitudine ormai inarrestabile di vecchietti si è riversata nella piazza<br />
di Montecitorio con mazze e bombe carta e, nella nebbia causata dai fumogeni appositamente portati dai facinorosi, ha infine dato l&#8217;assalto alle porte del Palazzo.<br />
Il futuro del Paese dipende adesso da ciò che resta di Roma, ma avvisiamo fin da subito che gli irresponsabili nonnetti hanno scatenato l&#8217;inferno.</p>
<p>Il bilancio è di un&#8217;altra giornata di guerriglia, le colonne di fumo dei cassonetti dati alle fiamme sono state visibili fino a notte inoltrata. Il sindacato ha immediatamente preso le distanze dai fatti, condannando con forza l&#8217;accaduto: &#8220;Vecchi bulli&#8221; è stato il commento del Direttivo.<br />
Secondo gli organizzatori i violenti sarebbero professionisti della devastazione da identificarsi con ex tassisti finiani assoldati a bell&#8217;apposta per creare scompiglio: il tutto resta avvolto da un alone di mistero davvero difficile da dipanare, le risposte a questi inquietanti interrogativi restano nascoste dietro quei passamontagna e quei volti tesi.</p>
<p>Quello su cui dobbiamo trovarci oggi tutti d&#8217;accordo e uniti è il rifiuto e la condanna delle dinamiche perverse imposte da una minoranza di vecchi ad una moltitudine che vuole esprimere pacificamente e legalmente la propria sacrosanta indignazione contro questa pace e contro questa legge.</p>
<p>Il conflitto sociale non è e non può essere il terreno dove lasciare agire indisturbati questi delinquenti sballati di antidolorifico.</p>
<p>&#8220;Pagherete tutto!&#8221; gridavano i poliziotti agli inferociti pensionati, riferendosi ai ticket ASL.</p>
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		<title>Nobel Lampedusa.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 18:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsecolo21</dc:creator>
				<category><![CDATA[IMMIGRAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Contrada Imbricola]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa cariche immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è persa la pazienza a Lampedusa. I tunisini, chiusi in una struttura di prima accoglienza (da dove dovrebbero transitare per raggiungere situazioni più adeguate), in 1200 dentro Contrada Imbricola, un centro che può adeguatamente ospitare al più 850 persone. &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/immigrazione/nobel-lampedusa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/wqV4yXOL900" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
Si è persa la pazienza a <strong>Lampedusa</strong>.</p>
<p>I tunisini, chiusi in una struttura di prima accoglienza (da dove dovrebbero transitare per raggiungere situazioni più adeguate), in 1200 dentro<strong> Contrada Imbricola,</strong> un centro che può adeguatamente ospitare al più 850 persone.</p>
<p>E i lampedusani, che non tollerano più una situazione di portata mediterranea che si concentra nella loro piccola isola, ex perla turistica, ormai inflazionato centro di approdo delle rotte della disperazione.</p>
<p>E alla fine, fisiologicamente, è scoppiata una tensione che si è fatto evidentemente troppo poco per evitare. Da un lato disperati che cercano una possibilità, e la cercano con la strenua forza della necessità della vita, dopo aver navigato e sopravvissuto a rotte di morte di massa e, dall&#8217;altra, gli isolani che pretendono di continuare con la loro esistenza, senza dover subire la condanna di essere diventati base per un rifugio di massa e soprattutto vittime delle conseguenze della sua mala gestione. Le tante promesse che nessuno ha saputo raccogliere e portare avanti, Mr. Maroni e Mr. Berlusconi<em> in primis</em>.</p>
<p>E sull&#8217;isola, dato incendio al centro di accoglienza, i tunisini sono scappati cercando di rendere nazionale la loro protesta e riuscendo a raccontare, con le immagini che li riprendono, la gravità delle loro condizioni.</p>
<p>A Lampedusa è però anche partita la caccia al tunisino e come riporta il <a href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=163770&amp;sez=ITALIA">Gazzettino veneto</a>:</p>
<blockquote><p><strong>Molti abitanti dell&#8217;isola hanno dato vita a una fitta sassaiola nei confronti degli immigrati</strong>, che hanno risposto lanciando a loro volta pietre e suppellettili.</p></blockquote>
<p>Che cos&#8217;è questo se non il punto più basso nella storia recente dei rapporti fra Italia e Nord Africa? Una sassaiola fra disperati ed esasperati. Nel silenzio siderale dell&#8217;opinione pubblica anche l&#8217;<a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0000075_2011_9_21_scontri_lampedusa.html">inevitabile dichiarazione istituzionale</a> assume un gelido e ripetitivo vigore.</p>
<blockquote><p><span id="more-6631"></span></p></blockquote>
<p>Torniamo ai fatti, i Tunisini vogliono rimanere e chiedere permesso di asilo, il <strong>Viminale</strong> li vuole trasferire entro 48 ore per poi rimpatriarli. Come e quando è troppo sapere, ma nell&#8217;assenza di opposizione politica e opinione pubblica ciò non rappresenta poi un grosso problema.</p>
<p>Nel frattempo il sindaco <strong>De Rubeis</strong>, scortato da tre agenti di polizia, in un cassetto dell&#8217;ufficio, tiene una mazza da baseball. E afferma in sequenza:</p>
<blockquote><p><strong> </strong>«Abbiamo sull’isola 1500 deliquenti che ieri hanno dato fuoco al centro. Il ministro Maroni si muova perché noi acceteremo più nessun immigrato. Il presidente Napolitano venga a Lampedusa a darci la solidarietà se davvero l’Italia è unita. Siamo stanchi di questa linea morbida adottata dalle forze dell’ordine nei confronti degli immigrati tunisini. &#8221;</p>
<p>«Mi devo difendere, e sono pronto a usarla [NDR, la mazza], scrivetelo pure. Siamo in presenza di uno scenario da guerra, lo Stato mandi subito elicotteri, navi per trasferire i tunisini che vagano per l&#8217;isola dopo avere incendiato ieri il centro di accoglienza».</p>
<p>&#8220;Ho cercato di parlare con il presidente Berlusconi e il ministro Maroni ma non è mai stato possibile. Non è più il tempo delle chiacchiere e dei ragionamenti buonisti. Il Viminale porti via tutti i tunisini. Ci aiuti il presidente Napolitano che si è sempre dimostrato sensibile nei nostri confronti.Venga da noi.  La situazione è ad alto rischio, occorre fare presto qualcosa&#8221;.</p>
<p>«I miei concittadini hanno ragione e mi chiedono che i tunisini spariscano dalla loro vista. È una situazione che non può continuare. Il Viminale deve intervenire al più presto.&#8221;</p></blockquote>
<p>Spariscano dalla loro vista. Un popolo come quello lampedusano che non è certo famoso per la sua irriducibile lotta allo straniero, lascia passare questo messaggio attraverso il suo più alto rappresentante istituzionale.</p>
<p>Nel frattempo le forze dell&#8217;ordine picchiano a destra e manca, prima i tunisini che hanno dato fuoco al centro e poi i lampedusani che vogliono linciare i tunisini. La situazione è drammatica. <a href="http://affaritaliani.libero.it/cronache/immigrati-lampedusa-guerriglia-urbana-scontri.html">I sindacati di polizia dicono chiaramente che può anche scapparci il morto</a>.</p>
<p>Interpellato in merito l&#8217;avvocato <strong>Alessandra Ballerini</strong> spiega: &#8220;Dal momento in cui tieni delle persone rinchiuse per settimane in quelle condizioni, ci sono gravi responsabilità politiche e penali di chi ha creato questa rabbia e l&#8217;ha lasciata crescere. <strong>Questo è un trattamento assolutamente illegale</strong>, <strong>queste persone sono state private della libertà senza conoscere provvedimenti a loro carico, senza avere avvocati difensori e senza una convalida di un magistrato entro 48 ore. Si tratta di sequestro di persona</strong>. Al momento a Lampedusa è impossibile avviare le procedure per la richiesta di protezione e asilo: nell&#8217;isola mancano i moduli C3 necessari per avviare la pratica. Le autorità presumono che i tunisini non siano richiedenti asilo e nonostante lo possano anche urlare, vengono ignorati. Non è certo la polizia che deve decidere sulla domanda di asilo.&#8221;</p>
<p>Il 30 marzo scorso, sono passati 6 mesi, <a href="http://www.fanpage.it/berlusconi-candida-lampedusa-al-nobel-per-la-pace/">Berlusconi, di fronte ad una folla applaudente e incantata, aveva dichiarato di voler candidare Lampedusa per il Nobel</a>. Adesso come adesso però, probabilmente il suo Governo dovrebbe fare qualcosa di più concreto e questo vale cento volte di più per l&#8217;opposizione italiana, che lungi dall&#8217;essere all&#8217;altezza della situazione, si fa le pulci per beghe interne e si scandalizza ancora per un&#8217;Italia che non ha più niente di cui essere orgogliosa.</p>
<p>Per approfondimento:</p>
<p><a href="http://ilsecolo21.it/immigrazione/maroni-e-i-suoi-clandestini/">Maroni e i suoi clandestini</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Riflessioni senza titolo.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 21:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsecolo21</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le immagini mostrate dal TG3 lo scorso sabato notte non mi hanno convinto. I particolari più di tutto. Le inquadrature rivelano gli insorti libici esclusivamente nel momento in cui sparano, mai nel momento in cui il colpo dovrebbe finire a &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/societa/riflessioni-senza-titolo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le immagini mostrate dal TG3 lo scorso sabato notte non mi hanno convinto. I particolari più di tutto. Le inquadrature rivelano gli <em>insorti</em> libici esclusivamente nel momento in cui sparano, mai nel momento in cui il colpo dovrebbe finire a segno. Non ci fanno assistere ai danni verificati. In un frammento addirittura ho notato un<em> insorto</em> provare stupore per lo scoppio provocato da un qualche arnese, anch&#8217;esso non inquadrato. Produzione occidentale? Chi lo sa, comunque molto probabile. Non che sia un dettaglio nevralgico intendiamoci, la Nato ha approvato alla luce del sole i rifornimenti a questi <em>ribelli.</em> Questo è.</p>
<div id="attachment_6663" class="wp-caption alignright" style="width: 490px"><a href="http://ilsecolo21.it/societa/riflessioni-senza-titolo/"><img class="size-full wp-image-6663" title="guerra da matti" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/08/guerra-da-matti.jpg" alt="" width="480" height="691" /></a><p class="wp-caption-text">Guerra da matti. Di Andrea Bodon.</p></div>
<p>Insomma, un&#8217;altra guerra raccontata spizzichi e bocconi, che idea possiamo mai farci seduti comodamente sul divano di una torrida sala d&#8217;agosto? Rispetto a sabato, gli eventi si sono mossi velocemente. Molto. <strong>Tripoli</strong> e <strong>Gheddafi</strong> sembrano caduti.<span id="more-6593"></span></p>
<p>Un ragazzo senegalese mi stupisce dicendomi che l&#8217;80% dei libici è con <strong>Gheddafi</strong>. Il libico, dice, sotto il regime non paga tasse né bollette, tutto è passato dallo Stato, appena sposato gli viene accordato un appartamento. Lavorano solo gli africani subsahariani laggiù. Come si può fuggire un sistema così efficiente? Evidentemente qualcosa non torna. Il peggio, dice, verrà adesso. Interessi occidentali? Francia e Regno Unito di sicuro orchestreranno per il meglio (loro) le fasi successive. Al tavolo decisivo per le future forniture di petrolio libico occuperanno di sicuro gli scranni più accreditati.</p>
<p>Grandi sorrisi ed impegni pubblici, internazionali.</p>
<p>Ovviamente <strong>Gheddafi</strong> è famiglia introvabili.</p>
<p>Nel frattempo a <strong>Gaza</strong>, <strong>Hamas</strong> ha prima sparato e poi annunciato l&#8217;interruzione della tregua. Gli israeliani implacabili hanno risposto come i russi in <strong>Cecenia</strong>. Certo maniere più sofisticate e più biasimate dalla comunità internazionale (anche perché nella rappresaglia di Stato sono stati ammazzati anche 4 poliziotti egiziani. Faraonici musi, ritiro dell&#8217;ambasciatore egiziano da Israele e convocazione dell&#8217;omologo israeliano al Cairo).</p>
<p>Sarà che Israele è nel Mediterraneo, ma anche i russi hanno i proprio arabi da sterminare alla bisogna.</p>
<p><a href="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/08/Bashar-Assad.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6602" title="Bashar Assad" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/08/Bashar-Assad.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>In <strong>Siria</strong> intanto <strong>Bashar Assad</strong> non perde tempo: duemila siriani sono morti nei moti per scacciarlo dal potere. Un massacro che non riesco nemmeno a immaginare. Mi basta sapere che più volte si è sparato sulle folle adunate ai funerali delle vittime della violenza di Stato. Martiri.</p>
<p>Ed eccoci al Belpaese. Ridicolo Belpaese. In Italia i politici ci fanno sapere che per fare cassa ipotizzano di vendere il 40% del patrimonio immobiliare statale. Per inciso, patrimonio dei cittadini italiani. Ma forse dimenticano che per uno Stato vendere i propri possedimenti è un pò come esternalizzare i costi per un&#8217;azienda: fai soldi in fretta, ma poi rischi di perdere il controllo dei costi di gestione. Un esempio? A Genova vogliono vendere la caserma della Guardia di Finanza dietro al mercato  del pesce. Perfetto, si prepari il portafoglio per pagare un altro locale in affitto al Comando regionale della suddetta GDF.</p>
<p>Da qualche parte bisognerà pur sistemarli.</p>
<p>L&#8217;afa soffoca è davvero intensa, mi domando fra me e me, ma i politici che ci fanno queste proposte bislacche sono già in vacanza o ci devono ancora andare?</p>
<p>Genova.<a href="http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=41117"> Gli ambulanti protestano contro la decisione del Comune di spostare i loro banchi da Via Tortosa, visto che la retrocessione della Sampdoria comporta il giocarsi le partire il sabato pomeriggio. Spostare banchi e burattini per motivi di<em> comprovata</em> sicurezza. Domanda: ma non si potrebbe posticipare gli orari delle partire?</a></p>
<p><a href="http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=41117">Vedremo se la televisione darà il permesso. L&#8217; assessore <strong>Vassallo</strong> lo ha già fatto. Si dice non vedesse l&#8217;ora.</a></p>
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		<title>Haidi e Giuliano, i genitori di Carlo Giuliani.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 12:09:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mario Placanica]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Alimonda]]></category>

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		<description><![CDATA[Haidi Gaggio Giuliani è la mamma di Carlo. Dopo quei giorni è diventata un personaggio nazionale, è andata in Parlamento e si è battuta e si batte perché le morti di Stato non debbano essere archiviate prima di tutto dall&#8217;indifferenza &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/genova/haidi-e-giuliano-i-genitori-di-carlo-giuliani/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Haidi Gaggio Giuliani</strong> è la mamma di Carlo. Dopo quei giorni è diventata un personaggio nazionale, è andata in Parlamento e si è battuta e si batte perché le morti di Stato non debbano essere archiviate prima di tutto dall&#8217;indifferenza delle persone.</p>
<p><em>Promotrice del sito web: Rete-Invisibili, <a href="http://www.reti-invisibili.net/" target="_blank">www.reti-invisibili.net</a><strong> </strong></em></p>
<div id="attachment_6558" class="wp-caption aligncenter" style="width: 606px"><strong><a href="http://ilsecolo21.it/2011/07/19/haidi-e-giuliano-i-genitori-di-carlo-giuliani/"><img class="size-full wp-image-6558" title="Undici anni." src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/07/Undici-anni..jpg" alt="" width="596" height="1007" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Undici anni. Di Ambra Coniglione.</p></div>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><em><span id="more-6421"></span></em></p>
<p><em>In quei giorni tanti ventenni come Carlo scesero in strada per manifestare. Cosa li spingeva?</em></p>
<p>Dunque, premetto sempre che non parlo per Carlo. Suppongo che sia sceso in piazza, come era sceso tante altre volte prima, nel senso che Carlo ancora al liceo organizzava le manifestazioni, era nel consiglio di istituto e poi avendo due genitori che alle manifestazioni avevano sempre partecipato, era logico che Carlo ci fosse in quei giorni. E difatti c’era. Si è fatto tutto il corteo dei migranti e anche il 20 luglio -si è alzato tardi- e poi abbiamo seguito i suoi spostamenti con le foto, con i filmati, con le testimonianze di chi lo ha incontrato. Si vede chiaramente che lui va in giro chiedendosi che cosa stia succedendo.</p>
<p><em>Poi che succede?</em></p>
<p>E poi per tutta una serie di casi fortuiti arriva sotto il ponte della ferrovia sotto Via Tolemaide mezz’ora prima delle cinque. Naturalmente aveva già visto piazza Manin, corso Buenos Aires, corso Torino, cioè aveva già visto situazioni allucinanti di gratuita violenza da parte delle forze dell’ordine, infatti assiste e lo vediamo in molte situazioni assistere (Carlo non era certamente per spaccare tanto per spaccare e quindi non rientra in quella logica). E poi naturalmente quanto si tratta di resistere all’ennesima aggressione, lui partecipa a fare quella piccola barricata che c’è all’angolo con Via Tolemaide, alla fine di Via Caffa e poi naturalmente li c’è piazza Alimonda e vede una pistola e non gli piace..</p>
<p><em>Facendo un passo indietro, che idea ti sei fatta dei NoGlobal? Chi sono, visto che a dieci anni di distanza tanta gente li ricorda come quelli che saccheggiarono e devastarono Genova?</em></p>
<p>( Ride) In quei giorni a Genova è dimostrato, scritto e ripetuto, che c’era appunto un popolo e un popolo che non è d’accordo con la globalizzazione, con questo tipo di globalizzazione. E che vuole dimostrare il suo dissenso verso le grandi ingiustizie del mondo. Naturalmente ci sono tutti i movimenti possibili, immaginabili. Da Mani Tesi, Rete Lilliput, dai boy scout, agli anarchici, ai centri sociali: è un popolo estremamente vario. Guarda, l’altro giorno, mi ha telefonato una signora che ha tre figli e il più piccolo ha undici anni adesso, quindi allora aveva un anno. Per lui non sono venuti a Genova. Lui ha scoperto da poco di questa cosa  successa a Genova dieci anni fa, questa repressione incredibile e che anche i suoi genitori e i suoi fratelli ci sarebbero stati se lui non fosse stato così piccino. Ecco, chi sono queste persone? Non sono certo incalliti vecchi militanti o vecchi  comunisti come me, no, sono persone normali che non accettano questo tipo di sviluppo che è stato deciso e scelto e che il mercato ha imposto. E quindi ci sarebbero stati anche loro, cioè persone normalissime.</p>
<p><em>Sono passati dieci anni di processi. Che opinione ti sei fatta della giustizia dei tribunali?</em></p>
<p><strong>Intanto dieci anni di processi, ma neanche un processo per Carlo</strong>. Perché Carlo è stato archiviato subito senza processo e molti ancora non lo sanno e pensano che Carlo sia stato archiviato in seguito ad un processo. Invece no. E anche il tribunale di Strasburgo ci ha dato torto. Ai punti su alcuni quesiti ci hanno dato torto dieci a sette, e su altri tredici a quattro, insomma ci hanno dato torto ai punti. Comunque rimane che<strong> un processo penale vero e proprio, con tutte le testimonianze, con tutte le prove, con gli imputati in aula, con la prova in piazza con la camionetta e con la prova dello sparo, non ci è stato.</strong></p>
<p><em>Perché?</em></p>
<p>Io ho una risposta. Soprattutto dopo dieci anni. <strong>Perché un processo su Carlo metterebbe allo scoperto una brutta storia del nostro paese;</strong> metterebbe allo scoperto che cosa ci fanno i servizi segreti, anche infiltrati in quelle giornate in mezzo ai manifestanti, metterebbe allo scoperto la storia di quella catena di comando che è presente in Piazza Alimonda e che è la stessa catena di comando che è presente in Somalia quando viene uccisa Ilaria Alpi. Sto parlando di <strong><a href="http://liguria.indymedia.org/node/129" target="_blank">Giovanni Truglio</a></strong>, di Adriano <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vp0uxM_kvcQ" target="_blank">Lauro</a> che allora era vice questore.<strong> </strong><strong>Un processo su Carlo andrebbe a toccare alcune pagine molte segrete, molto imbarazzanti della situazione dei servizi segreti e delle forze dell’ordine nel nostro paese.</strong></p>
<p><em>Chi porta la responsabilità della morte di Carlo?</em></p>
<p>Certamente tutte le persone con una divisa che erano in piazza in quel momento. Tu dirai e chi gli sparato? Io ancora oggi non lo so. Perché mi sono convinta molto presto che<strong> </strong><strong>Mario Placanica</strong>, è una copertura per tanti motivi. Poi per carità può anche essere stato lui. Ma in questo caso la maggiore responsabilità c’è l’ha chi gli ha lasciato la pistola, chi gli ha tolto il lancia fumogeni e non gli ha tolto la pistola. Se è stato lui. Io al novanta per cento penso non sia stato lui e vorrei che lo Stato mi dicesse chi è stato. Punto.</p>
<p><em>E invece a livello politico?</em></p>
<p>Naturalmente a livello politico saliamo ancora in quanto a responsabilità, perché chi ha gestito le giornate del G8 permettendo e anzi incentivando una montatura mediatica incredibile (vogliamo ricordare le barzellette del sangue infetto o dei manifestanti che avrebbero sparato chissa che cosa) buona giusta per certi giornalacci di infima categoria? Chiaramente le responsabilità politiche ricadono su chi ha gestito politicamente quelle giornate.</p>
<p><em>Parlando della verità accertata dai tribunali. Ci sono dei punti oscuri e delle situazioni che non tornano alle quale i tribunali non hanno risposto?</em></p>
<p>Allora intanto non si può mai generalizzare. I tribunali, i giudici, ci sono giudici e giudici.  Per esempio le sentenze che sono state fatte su Diaz e Bolzaneto, soprattutto di secondo grado, sono sentenze estremamente vigorose e molto importanti per comprendere quanto è avvenuto in quelle giornate. Avrei voluto avere qualcuno che si occupasse con altrettanta attenzione, serietà e responsabilità di Carlo e della sua uccisione. <strong>Quelle sentenze per esempio sostengono che soprattutto per quanto riguarda Via Tolemaide (da cui poi derivano i fatti che portano all’uccisione di Carlo) i manifestanti abbiano reagito ad una violenza immotivata delle forze dell’ordine</strong>. E ancora recentemente sono uscite le motivazioni della sentenza su Bolzaneto, i giudici scrivono che è assolutamente ignominioso che persone appartenenti alle forze dell’ordine usino parole, strumenti, atti, di tipo nazi-fascista. Sono parole scritte in quelle sentenze, che però nessuno legge per cui si continua a raccontare la favoletta dei black block che hanno messo a ferro e fuoco la città.</p>
<p><em>Delle figure che sono emerse in questi dieci anni, quale ricordi con particolare stima e gratitudine e quale invece come un simbolo negativo?</em></p>
<p>Non faccio nomi. Ti deluderò (ride). Comunque grande stima per tutte le persone che si sono impegnate seriamente ad approfondire e portare avanti un discorso di verità sui fatti di Genova. <strong>E grande disprezzo più che rabbia nei confronti di tutte quelle forze dell’ordine che non hanno avuto il coraggio di guardarsi all&#8217;interno.</strong> Al di la dei delinquenti in divisa che spaccavano teste e facevano cose di questo tipo, anche tutti gli altri che sono stati a guardare ma non hanno mai avuto il coraggio di testimoniare. Ecco questi hanno il mio profondo disprezzo, perché è vero che è importante salvaguardare un posto di lavoro, la carriera già meno, ma ci sono persone che hanno perso la vita, persone che hanno rischiato la vita, persone che hanno riportato danni permanenti per il resto della loro esistenza, e di fronte a questo non ci deve essere carriera che tenga.</p>
<p><em>Politici, forze dell’ordine, manifestanti. Ognuno in quei giorni aveva le proprie ragioni&#8230;</em></p>
<p>Non si ha mai ragione quando si spacca una testa. I manifestanti, alcuni, io non condivido, hanno spaccato vetrine. Nessuno ha spaccato teste.<strong> </strong><strong>Eppure chi ha spaccato vetrine o magari non lo ha nemmeno fatto si è trovato accusato di devastazione e saccheggio, anche solo per essere stato ripreso in certi momenti e si ritrova oggi con una condanna dai dieci ai quindici anni.</strong></p>
<p><em>Allora esiste in concreto una disparità di trattamento fra forze dell’ordine che in appello sono stati condannati, ma nessuno dei quali transiterà per le patrie galere ed i manifestanti?</em></p>
<p><strong>Non solo non transitano per le patrie galere, ma non perdono neppure il posto di lavoro.</strong> Se la Cassazione dovesse confermare le sentenze per Bolzaneto soprattutto e anche per Diaz, magari qualcuno si, ma la patria galera non la vedono. E poi un ragazzo che dieci anni fa aveva neanche vent&#8217;anni, viene condannato a quindici anni mentre quattro assassini riconosciuti da un tribunale, i quattro poliziotti che hanno ucciso <strong>Federico Aldrovandi</strong>, hanno ricevuto una condanna, in quattro, di 14 anni e sono ancora al loro posto di lavoro. Ecco c’è una disparità insopportabile. Da chi dipende? Dai giudici. Ma i giudici a un certo punto sono anche obbligati a fare i contabili e quindi dipende dalle leggi che si trovano a dover usare. Se per un ragazzo che, faccio un esempio ha rubato, o bruciato una divisa di carabiniere, vengono dati 15 anni è perché c’è una legge che dice che per devastazione e saccheggio vanno dati quegli anni lì.</p>
<p><em>Però c’è una grossa differenza fra incriminare per devastazione e saccheggio piuttosto che per danneggiamento. E poi sulla base di filmati che dimostrano cosa? Spesso solo che tu sei presente.</em></p>
<p>Certo sono assolutamente d’accordo. Ecco non capisco come quattro assassini possano essere condannati a tre anni e poco più a testa. Cosa che viene immediatamente prescritta. Però io non facendo il giudice non voglio insegnare il mestiere a nessuno, so però che occorrono leggi giuste perché un giudice possa applicare una legge giusta.</p>
<p><em>Cosa insegna questa giustizia così dispari a un ventenne di allora e ad un ventenne di oggi?</em></p>
<p><strong>Insegna un senso di profonda ingiustizia e quindi un senso di nessun rispetto e nessuna fiducia nei confronti delle istituzioni</strong><strong>.</strong> La fiducia nelle istituzioni non si può insegnare a parole. Si può insegnare con l’esempio. Se tu hai persone degne di fiducia che lavorano all’ interno delle istituzioni, certamente anche un adolescente imparerà ad avere rispetto per quelle istituzioni. Se tu hai delle persone di bassissimo livello morale e di nessuna possibilità di rispetto, chiaramente come fai a dire a un ragazzino di dodici tredici anni che lui lo deve avere? Vedi, la mia generazione il rispetto per le istituzioni lo ha imparato poi, conoscendo la Resistenza, conoscendo che le istituzioni erano un regalo di chi aveva lottato per liberare il nostro paese dal fascismo e dai nazisti e quindi il rispetto veniva dal rispetto per la Costituzione. Oggi abbiamo esponenti delle istituzioni che per primi non rispettano la Costituzione. Come fai a dire a un ragazzino: “Guarda che tu hai una delle carte costituzionali più belle al mondo, imparala e rispettala?”</p>
<p><em>Durante la tua attività parlamentare è esistita una solidarietà per la tua storia? E questa solidarietà si è mai concretizzata in una volontà politica che facesse chiarezza?</em></p>
<p>Io sono stata eletta perché Rifondazione comunista, alla quale non ero iscritta, mi ha proposto di candidarmi. Io già ero perplessa prima e dopo che ho accettato ero ancora più perplessa (ride), anche perché io mi ero illusa di poter andare in Parlamento e seguire da vicino la commissione di inchiesta sui fatti del G8. Commissione di inchiesta che non c’è mai stata. Per il voto contrario di <strong>Italia dei Valori</strong>, che inneggia tanto alla giustizia, ma non ha voluto che fosse fatta un’inchiesta seria sui fatti di Genova, <strong>per il voto Radicale, mi pare o contrario o per l’assenza del voto Radicale</strong> e soprattutto per l’astensione del presidente della commissione affari costituzionali (che doveva preparare il disegno di legge da presentare alla Camera per istituire la Commissione sul G8): <strong>Luciano Violante,</strong> il cui voto sarebbe stato decisivo, perché il suo voto positivo sarebbe stato sufficiente.</p>
<p><em>Come parlamentare e come mamma che reazione hai avuto?</em></p>
<p>Ma non cambia molto. Nel senso che ho capito che non c’era nessuna volontà di fare chiarezza neppure in Parlamento.</p>
<p><strong>Giuliano Giuliani, papa di Carlo.</strong></p>
<p><em>Perché non c&#8217;è stato un processo per la morte di tuo figlio?</em></p>
<p>Credo che le ragioni per cui non c’è stato un processo siano tante. Intanto la prima questione: è stato il primo fatto di cui la magistratura genovese si è occupata. E lo ha fatto in un clima in cui ancora c’era molta disinformazione, poi indubbiamente chi se ne è occupato ha fatto un lavoro non dignitoso. Perché fidarsi di quanto hanno detto 4 consulenti sul sasso che vola, è una offesa alla logica, alla serietà e all’evidenza.</p>
<p><strong>Poi certamente c&#8217;è anche il fatto che in quell’occasione i responsabili erano un pezzo del settore ordine pubblico che gode maggiormente, rispetto ad altri, di una logica di impunità. Sto parlando dei reparti speciali dei carabinieri.</strong> Quindi c’era anche il fatto di una catena di comando considerata un punto di grande evidenza nella logica militare per la quale hanno lavorato i reparti speciali dei carabinieri. Voglio ricordare che in <strong>Piazza Alimonda</strong> ci sono il tenente<strong> colonnello Truglio, il capitano Cappello, il tenente Mirante, il sottotenente Zappia</strong><strong>,</strong> che rappresentano un’élite di comando che era stata impegnata, con gradi minori ovviamente, già a Mogadiscio in Somalia già nel 1994. Tra l’altro erano sulla nave quanto Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sono stai uccisi. Erano già sulla nave che doveva farli ritornare indietro. E fra le cose delle quale si era occupata Ilari Alpi, come ha più volte scritto in quegli anni Famiglia cristiana, quindi non certo un giornale di estrema sinistra, si era occupata anche del diario del <strong>maresciallo Aloi</strong>, un maresciallo dei carabinieri che era entrato in contatto con la giornalista e le aveva ricordato che tutto quel gruppo di comando era, o invischiato o quantomeno al corrente, delle violenze sessuali dei carabinieri del Tuscania sulle bambine somale. Quindi insomma una cosa non proprio onorevole.</p>
<p><em>E dopo la Somalia?</em></p>
<p>Dopo la Somalia, quello stesso gruppo di comando, ha fatto tutte le cosiddetta campagne umanitarie, cioè le campagne di guerra alle quali l’Italia ha partecipato e cioè il Kosovo, la Bosnia e poi naturalmente l’Iraq e l’Afghanistan. Quel gruppo di comando, il gruppo di elite, come dire messo alle strette, avrebbe dovuto dimostrare che non aveva svolto i suoi compiti in piazza Alimonda. Perché, se può essere vero, ammesso che sia davvero il giovane carabiniere Placanica che spara, che un giovane carabiniere lì si trova impaurito etc etc etc, non c’è nessuna giustificazione per come si sono svolti i fatti da parte di una catena di comando che rappresenta un’elite militare dell’Arma dei carabinieri. Immagino che andarli a toccare sulla responsabilità di quanto accadde in piazza Alimonda, fosse un’impresa.</p>
<p><em>Ma perché un De Gennaro, che adesso è ai vertici dei servizi segreti, e dunque sembra anche egli un intoccabile è stato processato e condannato e invece questa catena di comando no?</em></p>
<p>Intanto per una delle cose più negative compiute da <strong>Massimo D’Alema </strong>quando era al Governo. Ci fu<strong> l’assegnazione di quarta forza armata, dopo esercito, marina ed aviazione, all’arma dei carabinieri. Che in base a questo fatto è diventata ancora più potente e ancora più sottratta ai controlli di quanto non fosse prima. Con un livello di autonomia rispetto alla vita civile molto più forte di quanto non ne avesse prima. E quindi dotato di una logica assolutamente militare</strong>. Voglio ricordare una frase agghiacciante che disse il capitano Mirante, all’epoca dei fatti di piazza Alimonda solo tenente, quando venne a testimoniare in Tribunale al processo ai 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio (altro delirio della magistratura genovese, per quanto riguarda il mio giudizio). Questo capitano Mirante, interrogato più volte su come bisogna regolarsi nello scontro, continua a parlare di guerra. L’avvocato che lo interroga a un certo punto dice: “Capisco lei parla di guerra perché ha una mentalità giustamente militare, ma qui stiamo parlando di ordine pubblico.”  Il capitano Mirante risponde con un’assoluta tranquillità: “ E’ la stessa cosa. Cambiano solo gli strumenti dell’offesa” A mio giudizio agghiacciante che si consideri l’ordine pubblico come guerra è una cosa da delirio.</p>
<p><em>Anche se chi c’era in quegli attimi non può negare che di guerriglia urbana si trattasse o no?</em></p>
<p>Allora questa è una cosa assolutamente importante da chiarire. La guerriglia urbana e cioè l’azione di rottura delle pavimentazioni stradali, dei bancomat, delle vetrine, delle automobili- assolutamente, indisturbati, senza che nessuno li ostacolasse- sono cose compiute dai cosiddetti black block, guidati per le strade di Genova da infiltrati delle polizia e dei carabinieri. Non scherziamo più su queste cose: queste azioni le svolgono assolutamente indisturbati dalle 11.30 del mattino sino alle 13.30. Sulle scalinate del forte S. Giuliano ci sono 4 in divisa nera con in mano delle spranghe. C’è una fotografia di una funzionario di polizia con una con la tuta nera da black block.<img class="alignright size-medium wp-image-6499" title="un'amabile conversazione" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/07/unamabile-conversazione-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></p>
<p>Quando i centralini della questura e dei carabinieri sono intasati dalle telefonate di cittadini genovesi allarmati, scandalizzati e preoccupati, allora le forze cosiddette dell’ordine si decidono a intervenire e lo fanno contro i ma-ni-fe-stanti. Massacrati quelli della rete Lilliput in piazza Manin dalle 15.00 del pomeriggio in poi e massacrati, il corteo dei disobbedienti, che era autorizzato, e colpito in via Tolemaide. Poi c’è un altro fatto. Certo i manifestanti, in questo caso i disobbedienti, rispondono con un po’di violenza, sacrosanta, ai carabinieri che li hanno ingiustamente caricati. E questa cosa che sto dicendo è scritta nella sentenza sia di primo grado e riconfermata in appello, del tribunale di Genova che ha giudicato i 25 manifestanti.  VIDEO: <a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2011/07/23/g8_genova_dieci_anni_dopo.html">In migliaia a Genova per ricordare il G8.</a></p>
<p><em><img class="aligncenter size-large wp-image-6495" title="Haidi (2)" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/07/Haidi-2-1024x768.jpg" alt="" width="640" height="480" /></em></p>
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		<title>Laura Tartarini. Avvocato.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 11:38:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dieci anni fa, durante il G8, Laura Tartarini faceva parte del Genoa Legal Forum. Nel processo contro i manifestanti ha difeso 7 persone e altre 20 nel processo Bolzaneto. Ecco le sue considerazioni: Come e perché nasce il GSF? Nel suo &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/genova/laura-tartarini-avvocato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6475" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://ilsecolo21.it/2011/07/19/laura-tartarini-avvocato/"><img class="size-large wp-image-6475" title="Lobotomia" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/07/Lobotomia-732x1024.jpg" alt="" width="640" height="895" /></a><p class="wp-caption-text">Lobotomia. Di Luca Marcenaro.</p></div>
<p>Dieci anni fa, durante il G8, <strong>Laura Tartarini</strong> faceva parte del <strong>Genoa Legal Forum</strong>. Nel processo contro i manifestanti ha difeso 7 persone e altre 20 nel processo Bolzaneto.</p>
<p>Ecco le sue considerazioni:</p>
<p><em>Come e perché nasce il GSF?</em></p>
<p>Nel suo massimo splendore il GSF era composto da una cinquantina di avvocati e si era riunito perché a Napoli nel marzo del 2001 erano successi degli episodi particolarmente sgradevoli, ovvero dei manifestanti erano stati fermati o addirittura rastrellati negli ospedali e portati all&#8217;interno della caserma Raniero e lì, senza che fosse redatto un verbale di arresto vero e proprio (quindi sostanzialmente sotto sequestro) erano stati anche, in alcuni casi, fatti oggetto di maltrattamenti. Allora, memori di quello che era successo a Napoli, decidiamo, pensando che Genova sarebbe stata una Napoli magari un po&#8217; più in grande, di mettere<strong> al servizio dei manifestanti questo occhio in più che potesse vigilare sul rispetto dei diritti del cittadino quando diventa manifestante</strong>.</p>
<p><em>E ci siete riusciti?</em></p>
<p>Beh, questo era il nostro orizzonte, mai più ci saremmo aspettati di dover affrontare quello che ci siamo trovati ad affrontare. Immaginavamo di dover appunto, magari intervenire negli ospedali perché non arrestassero la gente dai letti, piuttosto che dover intervenire su arresti fatti in maniera un po&#8217; più brutale, ma niente di più. <strong>Sicuramente non immaginavamo la mattanza che ci siamo trovati ad affrontare successivamente, con tesserini di colleghi che venivano presi e buttati via o messi dentro la mimetica in segno di sfregio o colleghi addirittura malmenati o spruzzati con il gas CS dal comandante Canterini.</strong></p>
<p><strong> Questo non ce lo saremmo aspettati.<span id="more-6423"></span><br />
</strong></p>
<p><em>Quante persone hai difeso nell&#8217;ambito dei processi post G8?</em></p>
<p>Ho difeso 7 persone nel processo dei manifestanti, poi 12 nel processo Diaz e una ventina nel processo di Bolzaneto. In più due spagnoli arrestati in piazza Manin ed altri ragazzi in processi sparsi per resistenza a fatti in seguito agli arresti del venerdì.</p>
<p><em>Dei casi che hai seguito quali sono più rappresentativi di quel che successe?</em></p>
<p>Al di la dei casi singoli io credo che i processi Diaz a Bolzaneto rimarranno nella storia comunque, per quello che è successo e perché quello che è successo è arrivato in un&#8217;aula di Tribunale in corte di Appello ad una condanna anche di personaggi abbastanza in vista della polizia italiana. Tutti quanti guardiamo i film sull&#8217;Irlanda relativi alla nota vicenda, per cui dopo 20 anni sono stati presi i capi dei servizi che avevano guidato l&#8217;operazione e accusato i sei. In Italia è successa una cosa abbastanza simile, nel senso che<strong> </strong><strong>alla Diaz c&#8217;erano soprattutto i vertici della polizia italiana. Quelli che per anni ci siamo sentiti ripetere che erano innocenti per forza perché erano i migliori che abbiamo</strong>. Forse dovremmo cercarne altri migliori. In maniera meno ottimistica spero poi che dall&#8217;altra parte, rimarrà alla storia anche<strong> </strong><strong>il processo a carico dei manifestanti</strong> e spero che ci rimarrà come esempio da non ripetere, nel senso che<strong> </strong><strong>è stato un grande momento di surrealtà giuridica</strong>, che però un gruppo di giovani ed in alcuni casi giovanissimi, rischiano di dover pagare molto caro.</p>
<p><em>Perché?</em></p>
<p>Basti pensare che il venerdì ci furono una ventina di arresti fatti su piazza, quindi di persone prese in mezzo agli scontri, che andarono serenamente a giudizio per resistenza aggravata e in alcuni casi danneggiamento, come sempre succede e che quindi si sono prescritti nel corso degli anni. Ne abbiamo fatto l&#8217;ultimo l&#8217;anno scorso, di persone arrestate in cima a Via Tolemaide e arrestate appunto per resistenza e danneggiamento. Le persone arrestate invece a seguito di misura cautelare e successivamente quindi 25 poi processati andarono a giudizio immediatamente per devastazione e saccheggio. Che è un reato che prevede una pena da otto a quindici anni.</p>
<p><em>Hai parlato di surrealtà giuridica cosa intendi dire?</em></p>
<p>Credo che sia la Procura della Repubblica che ha deciso di contestarlo sia poi, i giudici di primo grado e di appello che hanno deciso di dar ragione alla Procura siano tutti in assoluta buona fede e per altro sicuramente conoscono di diritto più di quanto ne conosca io e ne conoscerò mai io in tutta la mia vita. Dopo di che credo che magari non dai singoli magistrati che hanno diciamo così gestito i processi, ma un po&#8217; più in generale forse, c&#8217;è stata anche una sorta di sperimentazione giuridica sulla tenuta di alcune norme piuttosto che altre. A Genova si è contestata la devastazione e saccheggio e si è deciso per esempio di non contestare il nuovo articolo del 270 inserito nel 2001, proprio per chi rischiava di interrompere vertici internazionali, che invece è stato contestato a Cosenza. Per cui credo che<strong> </strong><strong>di fronte a un movimento che all&#8217;epoca era veramente molto forte e metteva un po&#8217; in crisi generale le strutture di governo interno e internazionale, nell&#8217;ambito della magistratura si sia anche cercato, come penso sia ovvio che sia, uno strumento giuridico in grado di fare i conti con i  nuovi comportamenti che venivano messi in campo da questo movimento</strong>. A Genova si è scelto quello, nel 2002 Cosenza si è scelto il nuovo 270 e sono stati arrestati Francesco Caruso, Casarini e altre persone per aver organizzato una manifestazione a Genova tesa a interrompere un vertice internazionale.</p>
<p><em>Come avvocato ci sono state delle difficoltà nel tutelare i tuoi clienti?</em></p>
<p><strong>Non più di quelle che incontro tutti i giorni nel tutelare gli stranieri o gente che finisce nella serata sbagliata in mano alla volante sbagliata</strong>. E&#8217; chiaro che sono stati processi difficili, quello alla Diaz soprattutto è stato un processo molto difficile. Quello ai manifestanti anche, perché comunque a Genova si sono trovati per la prima volta ad affrontare un meccanismo di lavoro da parte della Procura (che la Procura di Milano per altro adotta da anni ad esempio nei processi contro Berlusconi) che consisteva in:</p>
<blockquote><p>un mega fascicolo a carico di ignoti nel quale la difesa non può mettere il naso proprio perché è a carico di ignoti. E dal quale invece la Procura estrae come fossero conigli dal cappello delle prove mano a mano che il processo va avanti. Per cui come si può capire è una situazione abbastanza sgradevole e non usuale.</p></blockquote>
<p>Dopo di che anche al processo Diaz ci sono state delle difficoltà, perché chiaramente era un processo contro la polizia e quindi <strong>la polizia non solo non ha indagato su se stessa, ma addirittura il Viminale nel suo complesso ha cercato di ostacolare il più possibile l&#8217;accertamento della verità</strong>. E&#8217; anche vero che obbiettivamente erano processi talmente grossi, per i quali c&#8217;era talmente tanta attenzione dell&#8217;opinione pubblica, che comunque ha comportato una certa attenzione da parte di tutti, anche da parte dei magistrati e soprattutto da parte dei magistrati che si trovavano a giudicare quelle situazioni. <strong>Altrettanta fortuna spesso non la si ha tutti i giorni quando si cerca di tutelare persone cadute dal lato sbagliato della compagine sociale, dagli stranieri senza permesso di soggiorno, fino ad arrivare a stranieri che magari di notte nel centro storico incappano o fanno innervosire la volante sbagliata.</strong></p>
<p><em>Spiegaci meglio che significa il meccanismo del giudizio a carico di ignoti dove la difesa non può verificare le prove contro i propri assistiti?</em></p>
<p>Nel momento in cui c&#8217;erano già le 25 persone arrestate a già a processo, quindi già imputate, c&#8217;era comunque ancora un mega fascicolo a carico di ignoti, che si chiamava media 360 e che conteneva per esempio tutto il materiale video filmato (svariate settimane di video) dal quale la Procura attingeva per trovare fotogrammi a carico di questi 25 che erano già a processo.<strong> La cosa sgradevole è che essendo un fascicolo a ignoti ovviamente nessun difensore poteva metterci dentro il naso</strong>. E&#8217; una furberia procedurale che ripeto non è che hanno usato soltanto loro perché la Boccassini ed altri a Milano ci vanno avanti da anni nei processi contro Berlusconi.</p>
<p><em>Non sarebbe stato più logico se guardando il materiale video la Procura avesse scelto quelli relativo ai 25 e li avesse incriminati in base al materiale raccolto? In modo che poi anche voi avvocati poteste accedere al materiale?</em></p>
<p>Però durante un processo vengono sempre fuori degli altri elementi. Se pensi che per esempio siamo riusciti a far capire ai giudici che Via Tolemaide era stata una carica senza motivo, perché l&#8217;<strong>avvocato Tambuscio</strong> ha trovato tutta una sequenza di immagini nelle quali non soltanto si vedeva l&#8217;inizio e quindi che i manifestanti non lanciavano nulla, ma si vedeva anche questa carica brutalissima fatta con i manganelli utilizzati spesso al contrario e lì, obbiettivamente, chi comandava quel plotone si è trovato in difficoltà a giustificare il processo. Ma questo è venuto fuori a processo già iniziato.</p>
<p><em>Dopo la carica avvenuta senza motivo in Via Tolemaide si è arrivati poi sino alla morte di Carlo Giuliani. Perché i dirigenti dei carabinieri che avevano la responsabilità di questa carica non sono stati rinviati a giudizio come i vertici della polizia che avevano responsabilità in altri frangenti?</em></p>
<p>Per esempio perché durante il processo ai 25 alla fine quando venne emessa la sentenza, era scritto che rispetto al <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0vh41kchl1w" target="_blank"><strong>Capitano Bruno</strong> e altri due responsabili della carica in Via Tolemaide</a>, gli atti venivano mandati alla Procura affinché indagasse sull&#8217;ipotesi di falsa testimonianza.<strong> </strong><strong>La Procura della Repubblica non ha mai fatto un atto di indagine. Per cui adesso il processo è prescritto perché la falsa testimonianza si prescrive in 5 anni.</strong></p>
<p><em>Che aria tirava in quei giorni in Procura ?</em></p>
<p>L&#8217;aria che tirava prima del G8 è interessante, e cioè era un&#8217;aria del<em> mammaliturchi </em>generalizzata, cosa che ha fatto si per esempio che a un certo punto il procuratore capo abbia consentito di fare un provvedimento come quello di differimento dei colloqui con parenti e difensori degli arrestati durante le manifestazioni, che è un provvedimento obbiettivamente alquanto bizzarro e che ha consentito per esempio che succedesse quello che è successo nella caserma di Bolzaneto. Insomma la tensione che si respirava era un po&#8217; questa. <strong>Addirittura c&#8217;era la previsione di un numero di arrestati talmente alto, fra le 3 mila e le 5 mila persone, che si decise di fare dei centri di identificazione non nelle carceri o nella questura, ma addirittura a Bolzaneto e a San Giuliano.</strong> Secondo me durante il G8 fino alla Diaz andava bene tutto nel senso che, comunque sia la città era stata devastata ed era necessario che qualcosa venisse fatto. Anche dal punto di vista dei magistrati magari sono state avvallate delle operazioni anche un po&#8217; sull&#8217;onda del fatto che qualcosa andasse fatto come una reazione che andasse portata avanti come necessaria. Purtroppo dopo la domenica della Diaz forse qualcosa cambia. Perché <strong>ricordo che i giudici che sono intervenuti alle convalide degli arresti, in Alessandria e nelle altre carceri dove erano stati portati i ragazzi della Diaz, erano molto molto impressionati dalle condizioni in cui si trovavano</strong>. E ricordiamo che era una situazione nella quale questi ragazzi non erano ancora parte offesa, ma imputati di un reato gravissimo come devastazione e saccheggio. Ciò nonostante è apparso immediatamente chiaro a tutti i giudici che sono venuti nelle carceri che si trattava di una situazione in cui sicuramente era successo qualcosa di un po&#8217; più grave.<strong> Tanto che, tranne uno, nessuno dei giudici che hanno fatto le convalide ha ritenuto di convalidare l&#8217;arresto effettuato.</strong></p>
<p>Da quel momento lì un po&#8217; le cose cambiano.</p>
<p><em>Cosa intendi?</em></p>
<p>Se devo dare una valutazione personale, mi sarebbe piaciuto che fossero cambiate un po&#8217; di più. Mi sarebbe piaciuto che quello che è successo nel 2001 servisse anche un po&#8217; da metro di giudizio di una serie di comportamenti che purtroppo, per scarso addestramento giuridico etc etc, le nostre forze di polizia hanno spesso e volentieri.<strong> Il verbale fatto male, al limite con il falso è una consuetudine ora mai.</strong></p>
<p><em>Cioè?</em></p>
<p>Un esempio?<strong> Arrivo in piazza dove ci dovrebbe essere lo scambio di fumo e soldi fra degli spacciatori e scrivo che ho visto lo scambio fra fumo e soldi e poi in aula mi vengono chiesti dei particolari e mi rendo conto che non l&#8217;ho davvero visto lo scambio, ma l&#8217;ho presunto, perché poi quando li ho fermati uno aveva i soldi e l&#8217;altro aveva il fumo. E questa roba qua è comunque tutt&#8217;ora assolutamente normale, mentre io mi sarei aspettata che dopo quel che successo nel 2001 e come abbiamo visto lavorare i “migliori” della polizia italiana, anche i giudici su questo aspetto fossero un po&#8217; più attenti nel quotidiano, perché poi purtroppo non è il grande processo che cambia la cultura delle forze di polizia, ma i micro processi di ogni giorno, in cui i giudici su alcune cose stanno un po&#8217; più attenti. Purtroppo questo non si è verificato.</strong></p>
<p><em>Che aria tira oggi per il decennale?</em></p>
<p>Mi pare che già ora ci sia abbastanza fibrillazione. A me è capitato di parlare con un procuratore del quale non faccio il nome che sostanzialmente ha detto non voglio noie nel mio locale. Non tollereremo nessun tipo di situazione..</p>
<p><em>Si parlava anche di arresti preventivi?</em></p>
<p>Forse visto quel che è successo in altre città l&#8217;ipotesi non è così lontana. Credo che ci sia preoccupazione.</p>
<p><em>E da parte degli organizzatori del decennale?</em></p>
<p>Da parte degli organizzatori rilevo la scarsissima voglia di fare qualcosa che non siano delle commemorazioni ufficiali. C&#8217;è un programma di eventi e dopo di che? Se noi guardiamo che tutti gli anni rispetto ad alcuni fatti orrendi accaduti in Italia, come ad esempio l&#8217;omicidio di Dax, o di Fausto e Iaio, per dirne due, si svolge un corteo di solidarietà per ricordare l&#8217;omicidio, a Genova sono passati dieci anni e abbiamo avuto un morto ammazzato e svariate decine di feriti gravi e delle brutture come Diaz, Bolzaneto e compagnia cantante. <strong>In più a tutt&#8217;oggi abbiamo 7 persone che rischiano più di dieci anni di galera a testa per aver fatto quelle giornate.</strong> Ecco di fronte a tutto questo mi verrebbe da pensare che il cosiddetto movimento, questo decennale lo voglia partecipare anche per rivendicare quantomeno la verità. Celebrare quello che c&#8217;è da celebrare, ma anche chiedere veramente che sotto alcuni punti di vista sia fatta giustizia. C&#8217;è una serie di eventi, ma il cuore non c&#8217;è. Non so perché si verifichi, se sia ancora lo spavento di dieci anni fa, soprattutto per quelli che c&#8217;erano stati all&#8217;epoca.</p>
<p><em>Che impatto hanno avuto quelle giornate sulla realtà genovese?</em></p>
<p>Uno tsunami del genere ha avuto un forte impatto non solo sulla realtà del movimento a Genova, ma anche sulla città in generale. Io continuo a fare dei processi per resistenza o ingiuria alla polizia, contro le persone le più insospettabile, come l&#8217;automobilista che viene fermato perché passato con il rosso, ed uno degli insulti più frequenti che vengono utilizzati è: “Siete gli stessi del G8”. Credo che queste giornate abbiamo colpito molto la città nel suo tessuto sociale più profondo.</p>
<p><em>Quali sono i meriti e le lacune della verità giudiziaria accertata?</em></p>
<p>Credo che la verità sia talmente bella e rara, che nel momento in cui la pronunci è già falsa. La verità aggettivata, ovvero quella giuridica, quella storica etc etc, sono sempre qualcosa di diverso dove vale di più l&#8217;aggettivo che il sostantivo verità. Per quanto riguarda quella giudiziaria, ha tutti i limiti che ha qualcosa che si forma nel freddo delle aule di tribunale e nella ristrettezza del materiale probatorio che entra in quelle aule. Poi è chiaro che i processi come quelli del G8 in cui il materiale probatorio è ampissimo perché i giudici consentono l&#8217;esplicazione dei mandati accusatori e difensivi, c&#8217;è stata comunque la possibilità di fare entrare talmente tante prove che un po&#8217; di verità si è riusciti a ricostruirla. Ad esempio nel processo dei 25 e anche nella Diaz è stata accolta integralmente da parte della corte, la ricostruzione fatta dal nostro consulente <strong><a href="http://ilsecolo21.it/2011/07/19/carlo-bachschmidt-consulente-tecnico-ai-processi-diaz-bolzaneto-e-dei-25/" target="_blank">Carlo Bachschmidt</a></strong>, che era una costruzione fatta tramite video, radio, comunicazioni della questura, precisa al secondo. Ecco secondo me quello è qualcosa che si avvicina alla verità processuale. Per la verità storica ognuno penso abbia la propria.</p>
<p><em>Tornando al processo per i fatti di strada si è scelta l&#8217;imputazione di devastazione e saccheggio o di danneggiamento e resistenza aggravata. Quali sono le differenze per l&#8217;imputato?</em></p>
<p>In appello quelli che avevano solo danneggiamento e resistenza aggravata si sono prescritti, mentre nel processo dei 25, considerando che la devastazione e saccheggio si prescrive in un&#8217;era geologica, ad alcuni gli hanno addirittura aumentato la pena.</p>
<p><em>E&#8217; vero che tanti nel processo dei 25 non sono stati condannati sulla base di una colpevolezza certa, ma sulla base di filmati, anche discontinui fra loro?</em></p>
<p>Ci sono alcuni che hanno delle immagini e che non hanno fatto assolutamente nulla. Per esempio <strong>Dario Orsino</strong> ha delle immagini in cui guarda gli scontri e poi ne ha una in cui con la fidanzata spinge il carrello del DIperDI con dentro delle cose. Dopo di che la prova che il DIperDi lo abbia sfasciato lui o che abbia fatto il reato di danneggiamento non c’è. Tanto meno la sua fidanzata, che si è presa comunque anche lei una roba che assomiglia a 7 anni.</p>
<p><em>Ma come è possibile la magistratura non deve accertare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio?</em></p>
<p>In realtà la linea che che si segue attualmente è quella di riscontrare dei comportamenti individuali, su Genova è bastato il concorso morale, cioè l&#8217;aver partecipato a quel corteo, del supposto blocco nero ed essersi trovati in più luoghi ove si sono verificati dei danneggiamenti e per avere in qualche modo agevolato anche la condotta altrui con la propria presenza.</p>
<p><em>Dal punto di vista della tutela del cittadino di fronte alla legge, questo tipo di approccio secondo te cosa implica?</em></p>
<p>Indica la ferocia con cui la magistratura ha deciso di fare i conti con quello che è stato il G8 del 2001. Perché poi se vediamo le manifestazioni successive: penso sopratutto al 14 dicembre a Roma di quest&#8217;anno dove ci sono stati episodi comunque di danneggiamento anche piuttosto vistosi, nessun pubblico ministero di Roma si è nemmeno sognato di contestare la devastazione e saccheggio, ma giustamente e normalmente hanno contestato dei reati da manifestazione, come la resistenza aggravata e il danneggiamento, ma non di più.</p>
<p><em>E&#8217; preoccupante che possano aver condannato anche a 16 anni per il concorso morale e non per delle prove evidenti di colpevolezza?</em></p>
<p><strong>Il concorso morale ha una sua dignità dal punto di vista giuridico nel senso che si tratta di percorsi di agevolazione di reati anche diciamo senza avere dei comportamenti pratici. Il problema è che in una manifestazione dove c&#8217;erano il venerdì da ventimila a centomila persone o addirittura 300 mila il sabato, arrivare a sostenere che è sufficiente l&#8217;immagine dove si vede il lancio di un sasso, piuttosto che aver spinto un carrello del Diperdi per accollarsi tutto quello che è successo in quelle giornate di scontri a Genova, è abbastanza bizzarro.</strong> E&#8217; fa preoccupare soprattutto per le manifestazioni, nel senso che a quel punto chiunque partecipi a una manifestazione in cui qualcuno abbia dei comportamenti, diciamo di danneggiamento, rischia di essere mandato in concorso morale.</p>
<p><em>Quindi è un fatto preoccupante?</em></p>
<p>Trascorsi dieci anni, questa preoccupazione che avevo molto nel 2001, non ce l&#8217;ho quasi più, perché ho visto che in realtà la magistratura poi successivamente ha fatto delle altre scelte. Cioè <strong>il reato di devastazione e saccheggio non è stato quasi più contestato, nemmeno allo stadio, ed io spero che anche la Corte di Cassazione rispetto agli imputati del G8 ne tenga conto</strong>. E&#8217; vero che anche leggendo le notizie di stampa di questo periodo, relative ad un proposta di mantenere un identico livello repressivo ossia di fare una patta, sostanzialmente fra manifestanti e forze dell&#8217;ordine, pare sia stato rifiutato dalla Procura della Repubblica di Genova. Ci mancherebbe, però sicuramente è vero che ci sia stato un atteggiamento rispetto ai manifestanti, benché pochi rispetto alla quantità di quelli che si trovavano in piazza, da pugno di ferro.</p>
<p><em>Spiegami meglio questa che hai chiamato patta?</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6550" title="L'eclissi della democrazia" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/07/Leclissi-della-democrazia.jpg" alt="" width="192" height="298" />Nel libro di <strong>Vittorio Agnoletto e <a href="http://lorenzoguadagnucci.wordpress.com/" target="_blank">Lorenzo Guadagnucci</a></strong><a href="http://lorenzoguadagnucci.wordpress.com/" target="_blank"> </a>è uscito un ragionamento che in quel libro pare abbia fatto il <a href="http://ilsecolo21.it/2011/07/13/enrico-zucca-giudice/" target="_blank">Dottor Zucca </a>e che io per altro trovo abbastanza normale, nel senso che noi più o meno, questa notizia l&#8217;avevamo avuta tutti all&#8217;epoca, quindi era sicuramente una notizia che girava, di una proposta ufficiosa da parte del Ministero dell&#8217;Interno di diciamo evitare di perseguire troppo duramente la polizia per i comportamenti visti duramente il G8 e allo stesso tempo non calcare troppo la mano sui manifestanti. Proposta che per altro, come dicevo, è stata rifiutata dalla Procura della Repubblica, ma che secondo me in qualche modo deve essere circolata per lo meno nella testa di chi ha deciso che su 100 mila persone che si trovavano in piazza ne bastavano 25, che però sarebbero state condannate a delle pene abnormi.</p>
<p><em>Ma qui secondo te si può parlare appunto di patta?</em></p>
<p>Assolutamente no. Però sicuramente c&#8217;è stata non so se una decisione o se veramente hanno avuto dei problemi ad identificare le persone. Però una volta identificati questi 25, essendo anche molto pochi rispetto a quello che era successo, su questi 25 si è concentrato un volume di fuoco repressivo obbiettivamente abnorme.</p>
<p><em>Secondo te su che basi hanno scelto questi 25 piuttosto che altri, su tutta la gente che era in piazza si intende?</em></p>
<p>Loro dicono su identificazioni delle DIGOS italiane, di aver mandato le foto in tutta Italia e di essere riusciti a identificare tramite DIGOS locali soltanto questi. Dicono altresì che le polizie straniere non abbiano per nulla collaborato nell&#8217;identificazione dei manifestanti stranieri.</p>
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		<title>Don Gallo. Prete.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 10:50:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Genova 2001-2011. Dossier G8]]></category>
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		<description><![CDATA[Don Gallo a Genova è conosciuto anche dalle pietre. Prete con sempre qualcosa di scomodo da dire (scomodo per chi nega, dissimula e mistifica il disagio sociale) durante il G8 Don Gallo e l&#8217;associazione San Benedetto al porto gestiscono il &#8230; <a href="http://ilsecolo21.it/genova/don-gallo-prete/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Don Gallo </strong>a Genova è conosciuto anche dalle pietre. Prete con sempre qualcosa di scomodo da dire (scomodo per chi nega, dissimula e mistifica il disagio sociale) durante il G8 Don Gallo e l&#8217;associazione San Benedetto al porto gestiscono il bar Clandestino. Questi i suoi ricordi.</p>
<p><em>Da dove cominciamo Don?</em></p>
<p><em> </em> Da Carlo. Carlo è venuto fuori perché un giornalista delle Reuter (non so da che distanza) ha beccato la rivoltella. Chi ha sparato? Polizia, dimostranti? C&#8217;è la rivoltella nella camionetta e oltretutto sento a volte Giuliano Giuliani. [NDR che dubita che a sparare sia effettivamente stato Mario Placanica] Quindi responsabilità da tutte le parti.</p>
<div id="attachment_6484" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://ilsecolo21.it/2011/07/19/don-gallo-prete/"><img class="size-large wp-image-6484" title="20 luglio" src="http://ilsecolo21.it/wp-content/uploads/2011/07/20-luglio--1024x816.jpg" alt="" width="640" height="510" /></a><p class="wp-caption-text">20 Luglio. Di Roberto Scarso.</p></div>
<p><span id="more-6419"></span> <em>Da quali tutte le parti Don?</em></p>
<p>Gente come Fini e altri che erano a Forte S. Giuliano. Poi il sindacato. Se ci fosse stato il servizio d’ordine della CGIL, CISL, UIL. Servizio d’ordine quindi gruppi magari, che so io delle cosiddette allora si chiamavano Tute Bianche, i manifestanti non sarebbero stati soli. C&#8217;è poco da fare, guerriglia o no, all’inizio la guerriglia comincia il venerdì pomeriggio. Comincia con Tolemaide. Venerdì Manin, Piccapietra, non parliamo di Casaregis all’inizio, sabato Felice Cavallotti. E’ chiaro che a un certo momento la rabbia, la furia, io non voglio giustificare nessuno, però io che sono il responsabile della piazza devo mettermi in condizione. E allora come vi siete organizzati che eravate un casino fra finanza, carabinieri e polizia. Ecco dove è la grande mancanza di un servizio d’ordine che dovevano svolgere i sindacati, io gliel&#8217;ho sempre rinfacciato. Voi avete abbandonato il movimento dei giovani. Perché l’organizzazione non era venuta per mettere sotto assedio Genova, assolutamente.</p>
<p><em>Se dovesse scegliere delle immagini impresse nella sua memoria per evocare quei giorni, quali sceglierebbe?</em></p>
<p>Prima direi che dal lunedì, e cioè dall&#8217;inizio della settimana che concludeva con le manifestazioni, alla scuola Pascoli ci sono stati incontri con esperti di cui nessuno ha mai parlato. Come immagini però sceglierei subito il corteo multicolore, gioioso, dei migranti. Ero vicino a Manu Chao col tamburo e a Roy Paci con la tromba. Era un momento di gioia, di incontro, di speranza. Come se fosse chiaro che nessuno si libera da solo. Era un’occasione di vera partecipazione, fino al giovedì sera era stata una serata bellissima. Il giovedì dicevo ho visto un mondo intero che cominciava, camminando, a domandare. Siamo scesi giù da Carignano e oltretutto partire dalla collina di Carignano sembrava agli organizzatori il punto ideale per cattolici e non cattolici: l’antica città di Genova. Questa è l’immagine di quello che doveva essere. A un certo momento noi gridavamo: “Noi la vogliamo la globalizzazione, ma dei diritti. Noi vogliamo che sia affermata la forza del diritto e non il diritto della forza.” Questo era un grido gioioso. Siamo arrivati fino ad Albaro senza incidenti di nessun tipo. Scendendo da Corso Aurelio Saffi, passammo a 15 metri dalla questura. La questura non era presidiata, per nulla. Non è che ci fosse un cordone o dei blindati, niente.Siamo ancora a giovedì e poteva finire con una grande manifestazione.</p>
<p><em>E il giorno successivo?</em></p>
<p><em> </em> Il venerdì a mezzogiorno sono andato con <strong>Franca Rame</strong> allo stadio Carlini [NDR dove dormivano i disobbedienti]. Lei voleva visitare e parlare ai ragazzi, naturalmente raccomandando la non violenza. Erano un gioco queste specie di armature. Che poi il pomeriggio vengono giù da Corso Gastaldi. Corteo autorizzato di arrivare all’inizio di Via XX Settembre. Dopo il Carlini con la Franca siamo andati in Piazza Manin con la rete Lilliput : una festa, con bambini da tutte le parti e siamo scesi cantando in Via Assarotti. Tant’è vero che arriviamo a venti metri dallo sbarramento della polizia, e tutti volevano arrivare alla rete. Franca Rame aveva un mazzo di fiori da dare ai poliziotti. Il comandante, conosco io gradi, tenente colonnello, si toglie il casco, mi viene incontro e mi abbraccia: “Don Gallo son stato un suo allievo alla Don Bosco, come sono contento di trovarla.” E io gli faccio, visto che dietro cominciavano a rumoreggiare: “ Questi qui son pacifici vogliono andare alla rete” Poi di sua iniziativa mi dice: “ Digli che lascio libero il marciapiede di destra che scende appresso alla rete” E così libera il passaggio dei due marciapiedi e può ripartire la nostra sfilata sino a che torniamo a Manin. A quel punto vengo alla Lanterna a mangiare e di ritorno per andare verso piazzale Kennedy dove avevamo il bar Clandestino, trovo a Manin le macchine in fiamme. Ci fu colpa dei black block. I cosiddetti no global non c’erano erano tutti già che scendevano in Corso Gastaldi, Via Tolemaide. Corteo autorizzato. Allora domando alle forze dell&#8217;ordine: “Come mai tirate subito i fumogeni in Via Tolemaide?” Questi sono gli interrogativi. Ancora oggi bisogna distinguere perché la piazza era comandata dalla polizia, come mai per primi attaccano i Carabinieri della Tuscania[NDR: III battaglione Lombardia]? E li guarda quant’è che si gira per i tribunali.</p>
<p><em>Se lei dovesse pensare a tutti gli episodi diffusi di guerriglia urbana che considerazioni si sente di fare?</em></p>
<p>Io voglio sottolineare una cosa: come mai sino al giovedì non era successo niente. Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì. Niente. Come mai? Li scatta un ordine. La Burlando [NDR.Vice questore all'epoca dei fatti, oggi in pensione] una volta tra noi dice: “A me come graduata non mi ha mai interpellata nessuno”. <strong>Tutto ruota attorno alla trappola e alla provocazione grave di Via Tolemaide, addirittura avevamo il lancio di lacrimogeni da sopra, dalla ferrovie. Quindi era già preparata</strong>. Un particolare, venerdì sera tardi mi ha cercato Fabrizio Del Noce, giornalista della Rai, in collegamento con Porta a Porta, dove c’era Fini e via dicendo e alla fine, mi hanno fatto intervenire per qualche minuto. Io gridavo che Via Tolemaide era stata una vera trappola.  <em>E il sabato?</em> Quando al venerdì sera eravamo già nel deserto dei tartari, molti erano già partiti, anche se il giorno dopo ci sarebbe stato il corteo finale. Tra l’altro sono capitato nel troncone all’inizio di corso Italia, dove il black block aveva spaccato di nuovo il corteo. <strong>Arrivo poi a piazzale Kennedy e i nostri ragazzi piangevano, la guardia di finanza li aveva attaccati</strong>. Non si capisce quindi questa furia anche il sabato. Ti dico un particolare, che se tutti quelli che sono stati danneggiati, avrei tanti episodi….se tutti quelli che avevano ricevuto violenze..</p>
<p><em>Se tutti quelli che hanno ricevuto violenze….</em></p>
<p>Beh, diversi: la minoranza, ha ricevuto un risarcimento e ancora adesso se ne parla. Ma la stragrande maggioranza che ha ricevuto delle offese no.</p>
<p><em>Dopo dieci anni ognuno di noi ha tirato le proprie conclusioni rispetto alle sentenze dei tribunali. La giustizia dei tribunali ha risarcito chi ha subito arresti sommari, cariche arbitrarie ed abusi di ogni tipo?</em></p>
<p>Solo la minoranza che ha fatto la regolare denuncia. Ma una minoranza, proprio minoranza. Se tu calcoli che voi avete scritto al sabato la presenza di oltre 300 mila persone. Una minoranza, ma proprio una minoranza. Questo è. Tanto è vero che dobbiamo arrivare all’inizio dell’estate del 2010 per avere l’appello per il processo sui poliziotti. Ed è stato una <em>baccata </em>tremenda. Infatti lamentele e qui e la. Lamentele? E andate a vedere gli atti. Io conosco il pm, che poi è Zucca. Dice, fatti conto sei io vado a giocherellare su queste cose qua. Eh. Quello delle molotov è una loro testimonianza. Dopo aver fatto la testimonianza: “Guardi che le molotov le ho trovate io.” Sapeva. E’andato in questura a dare le dimissioni. Quindi il risarcimento è stato minimo, minimo. Solo per chi ha seguito l’iter.</p>
<p><em>Altre questioni da sottolineare rispetto alla giustizia dei tribunali?</em></p>
<p>C’è anche quel processo con delle condanne a una ventina di ragazzi, cosiddetto dei manifestanti, che noi in occasione della richiesta del pm, erano 230 anni, avevamo organizzato un corteo, alla prima riunione la CGIL c’era. Gli ho persino detto: “Menomale che ci siete stavolta”. Alla seconda riunione alla chiamata del porto perché si pensava fosse un po’ più allargata, la CGIL si era già ritirata per non parlare di CISL e UIL. Dovevamo fare un corteo per dire: “Belin, Pm mi sa che esageri.” E allora tutti contro al Prefetto, perché tutti lo invitano a non concedere l’autorizzazione.</p>
<p><em>Dopo dieci anni qual‘è la sua riflessione sui fatti del g8, che lezione ha imparato dal Genova 2001?</em></p>
<p>La lezione? Ho sempre una grande speranza nella coscienza dei cittadini e soprattutto anche nei giovani. Mai come in questo momento, io che sono un frequentatore di centri sociali, c’è una presa di coscienza maturata. Senza velleitarismi, settarismi anche da  parte dei centri sociali, per non dire il movimento studentesco. Uniti contro la crisi. C’è stato un grosso incontro a Roma fra Fiom e studenti, quella scelta della non violenza. C’è un base. Tanto è vero che è in preparazione il decennale e la gioia mia che sta emergendo sempre più, la scelta irrinunciabile della non violenza. Questo nelle nuove generazioni.  <em>Ne è cosi sicuro?</em> E si anche se naturalmente i problemi sociali, se tu pensi siamo al 30% della disoccupazione giovanile e questo può creare come una rivolta interiore. Però sono cani sciolti, direi che l’organizzazione è molto attenta e quindi ha maturato, dieci anni, che è vero che siamo senza futuro, una realtà, un’analisi, però noi vogliamo conquistarcelo. E’ la scelta che ormai è epocale, pur nel rispetto di qualunque rivoluzione, vedi oggi nel Maghreb, però via via mi sembra che dopo anni, partendo dalla resistenza che è lotta armata, arriva il sessantotto, e P38 poi abbiamo il periodo BR, però poi dal 1992, l’anniversario non della scoperta, ma della conquista dell’America, l’incontro con la resistenza indio-afro popolare, un pensare e agire locale e un pensare e agire globale. Tra l’altro bisogna non dimenticare che dopo il G8 abbiamo una grossa manifestazione a Firenze, un milione di persone. Dove addirittura la Fallaci, buonanima, dai suoi regali appartamenti di Manhattan, supplica Firenze a non lasciarsi distruggere dai No global.</p>
<p><em>Torniamo al G8: cosa è stato Bolzaneto?</em></p>
<p>Io ho tanti amici nelle forze dell’ordine. Quanti servitori dello Stato di diritto ho stimato, apprezzato per abnegazione, sacrificio, senso del dovere, quanti han pagato con la vita lasciando le famiglie. Non crederò mai che le forze dell’ordine improvvisamente siano diventate scriteriate. Non è possibile. Ci vogliono risposte chiare, trasparenti.<strong> Perché non attivare anche la commissione parlamentare affari costituzionali? E l’Europa attende perplessa. Se hanno fatto quello che hanno fatto da Bolzaneto alla Diaz è perchè sapevano che potevano farlo</strong>. Tanto è vero che li han promossi tutti. E si continua, ancora oggi: non c’è chiarezza. Tutte le volte davano ancora una lettura del G8 come se tutti i giovani fossero venuti a distruggere Genova. Io ho parlato con dei protagonisti, c’era anche un giornalista sportivo il quale figlio è finito a Bolzaneto. E belin li han massacrati. Oltre tutto non sta in nessuna legge che un detenuto stia in un posto come quello, un detenuto va portato in carcere. Era una forma di intimidazione che però secondo me, <strong>De Gennaro</strong> ha fallito perché moltissimi non gli sono andati dietro. Io non so, una testimonianza dovrebbe avere una fonte, quello dei canti fascisti si sentiva, lo han sentito, ma loro avevano portato lì duecento casse da morto. Eh belin, secondo me, avevano dato prova a Napoli e poi hanno veramente scelto la repressione, cioè colpire il movimento, come avviene e come è  sempre avvenuto.</p>
<p><em>Si ricorda di aver visto con i suoi occhi degli episodi di violenza da parte delle forze dell&#8217;ordine?</em></p>
<p>Sono le otto di sera era ancora chiaro, siamo d’estate, eravamo in una piazza Brignole completamente deserta, all’incrocio di Via Buenos Aires, davanti all’attuale Corte Lambruschini. Silenzio. Di fronte due grossi pulmini della polizia con sette, otto, nove poliziotti davanti in piedi. Guardiamo. Deserto. Corso Buenos Aires. Deserto. Alle otto. A un certo momento dalla parte del tunnel da Marassi, arriva una macchina rossa, adagio, adagio, arriva qui lenta, passa davanti ai poliziotti, si infila, lentamente, in corso Buenos Aires: a questo punto io non mi accorgo che cosa avviene al passaggio. Sento sgommare uno dei grossi pulmini, partono e van dritti verso la macchina rossa che è dal marciapiede dell’Augustus, ( io dico la fracassano) si fermano, alla fine mi ricordo di aver visto scendere quello di sinistra. Insisto deserto. Io, e Fabio Scaltriti che era il mio autista. E c’era quello di Italia Uno con la televisione. Ho visto scendere quello lì con la pistola in mano, come questo grosso pulmino copre la macchina piccola sento gridare. E allora, anche io ho le mie paure, però dopo trenta secondi attraverso la strada, arrivo e il commissario in camicia mi dice: “Buonasera Don Gallo”. Questi qui che picchiavano il ragazzo per terra. “Ma quale buona sera, commissario!” Gli ho detto. Uno voleva portare via la telecamera. Spunta ti dico anche una testimone, era allora la vice questore Angela Burlando, in divisa, lei rimane ma come?</p>
<p><em>E che succede?</em></p>
<p>Primo ho chiamato l’autoambulanza, mentre identificavano il ragazzo, il ragazzo tra l’altro mi dice: “Don Gallo, Don Gallo mi fai da garante?” Ma quale garante? Non aveva di documenti. Guardo dentro la macchina e c’erano due ragazzi, fategli voi da garante. Mi dicono: &#8221; Bonne soir messier&#8221;. Erano due francesi, ragazzini. Arriva l’autoambulanza. Passando i giorni dicevo, belin, questo qui è possibile, era di Genova, mi conosceva. Mi tornava in mente. Dopo tre mesi arrivano qui con l’avvocato, che naturalmente e giustamente gli ha consigliato di fare una denuncia. Il ragazzo ventenne aveva perso l’occhio. E mi diceva l’avvocato: “Don Gallo è disposto a fare il testimone?” E ci mancherebbe altro. Oltretutto poi dopo avevo incontrato la Burlando e gli avevo detto ma quel commissario lì? Perché i poliziotti venivano dalla Sicilia uno mi fa “Caro Reverendo, noi vogliamo tornare a casa!” E allora che fai picchi? Cosa fai dei marcantoni! Di dove sei? Sicilia. Mi aveva detto la Burlando che era un commissario della questura di Genova. Anche Fabio era con me, quello di Italia Uno aveva ripreso qualcosa, erano autorizzati, tremava come una foglia, giovani. Comunque un mese, due mesi, tre mesi, si vede in famiglia…..mai più sentiti. Sono passati dieci anni. L’avvocato gli aveva detto se qui volete pigliare un risarcimento se non fate denuncia….</p>
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