Riflessioni senza titolo.

Le immagini mostrate dal TG3 lo scorso sabato notte non mi hanno convinto. I particolari più di tutto. Le inquadrature rivelano gli insorti libici esclusivamente nel momento in cui sparano, mai nel momento in cui il colpo dovrebbe finire a segno. Non ci fanno assistere ai danni verificati. In un frammento addirittura ho notato un insorto provare stupore per lo scoppio provocato da un qualche arnese, anch’esso non inquadrato. Produzione occidentale? Chi lo sa, comunque molto probabile. Non che sia un dettaglio nevralgico intendiamoci, la Nato ha approvato alla luce del sole i rifornimenti a questi ribelli. Questo è.

Guerra da matti. Di Andrea Bodon.

Insomma, un’altra guerra raccontata spizzichi e bocconi, che idea possiamo mai farci seduti comodamente sul divano di una torrida sala d’agosto? Rispetto a sabato, gli eventi si sono mossi velocemente. Molto. Tripoli e Gheddafi sembrano caduti. Continua a leggere

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Haidi e Giuliano, i genitori di Carlo Giuliani.

Haidi Gaggio Giuliani è la mamma di Carlo. Dopo quei giorni è diventata un personaggio nazionale, è andata in Parlamento e si è battuta e si batte perché le morti di Stato non debbano essere archiviate prima di tutto dall’indifferenza delle persone.

Promotrice del sito web: Rete-Invisibili, www.reti-invisibili.net

Undici anni. Di Ambra Coniglione.


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Laura Tartarini. Avvocato.

Lobotomia. Di Luca Marcenaro.

Dieci anni fa, durante il G8, Laura Tartarini faceva parte del Genoa Legal Forum. Nel processo contro i manifestanti ha difeso 7 persone e altre 20 nel processo Bolzaneto.

Ecco le sue considerazioni:

Come e perché nasce il GSF?

Nel suo massimo splendore il GSF era composto da una cinquantina di avvocati e si era riunito perché a Napoli nel marzo del 2001 erano successi degli episodi particolarmente sgradevoli, ovvero dei manifestanti erano stati fermati o addirittura rastrellati negli ospedali e portati all’interno della caserma Raniero e lì, senza che fosse redatto un verbale di arresto vero e proprio (quindi sostanzialmente sotto sequestro) erano stati anche, in alcuni casi, fatti oggetto di maltrattamenti. Allora, memori di quello che era successo a Napoli, decidiamo, pensando che Genova sarebbe stata una Napoli magari un po’ più in grande, di mettere al servizio dei manifestanti questo occhio in più che potesse vigilare sul rispetto dei diritti del cittadino quando diventa manifestante.

E ci siete riusciti?

Beh, questo era il nostro orizzonte, mai più ci saremmo aspettati di dover affrontare quello che ci siamo trovati ad affrontare. Immaginavamo di dover appunto, magari intervenire negli ospedali perché non arrestassero la gente dai letti, piuttosto che dover intervenire su arresti fatti in maniera un po’ più brutale, ma niente di più. Sicuramente non immaginavamo la mattanza che ci siamo trovati ad affrontare successivamente, con tesserini di colleghi che venivano presi e buttati via o messi dentro la mimetica in segno di sfregio o colleghi addirittura malmenati o spruzzati con il gas CS dal comandante Canterini.

Questo non ce lo saremmo aspettati. Continua a leggere

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Don Gallo. Prete.

Don Gallo a Genova è conosciuto anche dalle pietre. Prete con sempre qualcosa di scomodo da dire (scomodo per chi nega, dissimula e mistifica il disagio sociale) durante il G8 Don Gallo e l’associazione San Benedetto al porto gestiscono il bar Clandestino. Questi i suoi ricordi.

Da dove cominciamo Don?

Da Carlo. Carlo è venuto fuori perché un giornalista delle Reuter (non so da che distanza) ha beccato la rivoltella. Chi ha sparato? Polizia, dimostranti? C’è la rivoltella nella camionetta e oltretutto sento a volte Giuliano Giuliani. [NDR che dubita che a sparare sia effettivamente stato Mario Placanica] Quindi responsabilità da tutte le parti.

20 Luglio. Di Roberto Scarso.

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Carlo Bachschmidt. Consulente tecnico ai processi Diaz, Bolzaneto e dei 25.

Caproni. Di Luca Marcenaro

Carlo Bachschmidt durante i processi del G8 è stato nominato dagli avvocati come consulente tecnico per seguire i processi Diaz, Bolzaneto e dei 25. La sua testimonianza ci riporta alcune riflessioni molto pertinenti e documentate, soprattutto per quel che riguarda le condanne abnormi nel processo contro i manifestanti.

Nei giorni del G8 che ruolo avevi?

Ho partecipato all’organizzazione del Genova Social Forum ed ero una delle tante persone che hanno seguito e costruito questo percorso. Stavo prevalentemente a piazzale Kennedy dove c’era l’Infopoint e al Mediacenter.

E all’interno dei processi?

Consulente tecnico nominato dagli avvocati per seguire i processi Diaz, Bolzaneto e dei 25, come anche altre persone che hanno lavorato a questo ufficio durante dieci anni di processi. L’ufficio era il punto di rifermento per tutti gli avvocati in quanto si raccoglievano tutti gli atti processuali e il materiale necessario per ricostruire i fatti in relazione ai processi. Continua a leggere

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Angela Burlando. Ex vice questore.

Dott.ssa Angela Burlando. Ai tempi del G8 vicequestore.

Angela Burlando durante il G8 di Genova ricopriva la carica di vice questore. La sua ricostruzione fornisce elementi utili a comprendere cosa successe, in primis, all’interno delle forze di polizia.

Cosa ricorda del clima fra voi addetti ai lavori nei giorni precedenti al summit?

C’era una preoccupazione che aumentava costantemente, perché gli articoli che comparivano sui giornali determinavano ovviamente una certa apprensione. Si diceva che avrebbero lanciato sangue infetto, che ci sarebbero stati dei pericoli e quindi c’era tutta una situazione, contenuta, nel senso che il poliziotto è abituato a vivere il pericolo quindi sa che fa parte del suo quotidiano, ma comunque un’occasione particolarmente preoccupante. Continua a leggere

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Stefano Bigliazzi. Avvocato

Branco. Di Luca Marcenaro

L’avvocato Stefano Bigliazzi è stato tra i legali protagonisti nel processo Diaz dove ha difeso 4 persone e nel processo Bolzaneto, dove ne ha difese 13. Ecco le sue considerazioni per Il Secolo 21:

Sono passati dieci anni cosa si sente di dire in merito ai processi?

Distinguo i due processi Bolzaneto e Diaz, anche se le situazioni in realtà dal punto di vista di una valutazione processuale-politica sono molto simili. Prima di tutto per tutti e due i processi c’è un accertamento oggettivo dei fatti. L’accertamento oggettivo dei fatti è chiarissimo, a Bolzaneto ci sono stati oggettivamente dei comportamenti che potrebbero essere definiti torture: ci sono state persone pestate, tenute in piedi ore e ore, insultate, non solo con violenze gravissime, ma con violenze lunghe e continuate che hanno portato soprattutto terrore, paura e meccanismi tipici della tortura, che difficilmente è una violenza che lascia conseguenze fisiche enormi, ma che lascia conseguenze psicologiche pesanti. Questo non è in discussione. Penalmente sono state accertate delle responsabilità a buona parte degli imputati, quasi tutti sostanzialmente, anche se per quasi tutti c’è stata la prescrizione visto che la tipologia di reato prevede una prescrizione abbastanza breve [NDR. sempre perché in Italia non esiste un reato specifico di tortura]. Continua a leggere

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Enrico Zucca. Giudice.

Il Pm Enrico Zucca è uno dei giudici del tribunale di Genova che si è occupato del processo Diaz e che ha indagato sulle responsabilità dei poliziotti che fecero l’irruzione e che la ordinarono. Grazie al suo lavoro di inquirente è stata accertata una verità molto differente da quella raccontata dalle forze dell’ordine a caldo nella conferenza stampa immediatamente dopo il blitz e negli anni a seguire. Il depistaggio in atto è stato riscontrato, come le calunnie, gli abusi, i falsi oltre che ovviamente le violenze di quella notte in cui i poliziotti vollero far sfoggio di fronte al mondo della loro sagacia investigativa e si resero invece protagonisti di una pagina fra le più umilianti per la democrazia italiana.

Il processo Diaz ha il merito di aver circoscritto e mandato a sentenza i dirigenti e i manovali di quella notte, ma durante il G8 tante e diverse divise si sono macchiate indebitamente del sangue dei manifestanti e allora perché a suo parere il grosso delle sentenze riguardano appartenenti alla polizia e non sono stati processati e condannati appartenenti ad altri corpi (Carabinieri, Finanza e polizia penitenziaria)?

Lei mi domanda come mai i poliziotti sono stati rinviati a giudizio e non appartenenti ad altre forze dell’ordine. Non è così: nel senso che purtroppo, dell’enorme quantità di denunce ricevute dai cittadini, la maggioranza erano contro persone ignote, certo contro persone in divisa, ma non sapendo chi fosse il responsabile. E in tantissimi casi, sembra un po’ incredibile, ma non siamo riusciti ad identificare le persone appartenenti alle varie forze dell’ordine che in ipotesi si sono rese o si erano rese responsabili di abusi. Continua a leggere

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G8. Per il decennale in arrivo il dossier del Secolo 21.

Sono passati dieci anni. Dal G8 di Genova sono passati dieci anni.
E intanto sotto il ponte della memoria non smette di scorrere il fiume dei ricordi, perché chi è stato testimone di quel che successe in quei giorni non lo dimenticherà mai.
Quella che negli anni ’70 era la gestione del conflitto sociale all’ordine del giorno, noi l’abbiamo vissuta, vista, sentita e inalata tutta in tre giorni.
Ma l’uomo, come le bestie, si abitua alla violenza del simile, si scava una nicchia dove mantenere in silenzio il proprio piccolo simulacro di libertà. Ma ci si deve abituare.
Nel 2001 a Genova non abbiamo avuto il tempo di farlo.

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Maroni e i suoi clandestini.

Come Biancaneve e i sette nani, Alice e le meraviglie, Alì e i 40 ladroni, arriva la conferma che dovremmo ricordare il Ministro degli Interni Maroni per il suo pallino per i clandestini. Maroni e i clandestini. Se li è creati (con il pacchetto sicurezza che istituiva il reato di immigrazione clandestina), non perde occasione per ribadire la pericolosità di queste persone, anzi immigrati, e si compiace di aver finalmente imboccato la strada migliore per fermare quella che la sua compagine e non solo chiama invasione. In periodo di elettori padani irritati, con domenica l’incontro annuale di Pontida e con il viso dolente dalle recentissime due sberle democratiche -magari arriva anche la terza, questa la paura del Ministro- non si può certo stare con le mani in mano. E su quale argomento è più specializzato l’onorevole Maroni? La lotta all’immigrazione clandestina.

Brescia. Presidio contro la sanatoria truffa.

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