Riflessioni senza titolo.

Le immagini mostrate dal TG3 lo scorso sabato notte non mi hanno convinto. I particolari più di tutto. Le inquadrature rivelano gli insorti libici esclusivamente nel momento in cui sparano, mai nel momento in cui il colpo dovrebbe finire a segno. Non ci fanno assistere ai danni verificati. In un frammento addirittura ho notato un insorto provare stupore per lo scoppio provocato da un qualche arnese, anch’esso non inquadrato. Produzione occidentale? Chi lo sa, comunque molto probabile. Non che sia un dettaglio nevralgico intendiamoci, la Nato ha approvato alla luce del sole i rifornimenti a questi ribelli. Questo è.

Guerra da matti. Di Andrea Bodon.

Insomma, un’altra guerra raccontata spizzichi e bocconi, che idea possiamo mai farci seduti comodamente sul divano di una torrida sala d’agosto? Rispetto a sabato, gli eventi si sono mossi velocemente. Molto. Tripoli e Gheddafi sembrano caduti.

Un ragazzo senegalese mi stupisce dicendomi che l’80% dei libici è con Gheddafi. Il libico, dice, sotto il regime non paga tasse né bollette, tutto è passato dallo Stato, appena sposato gli viene accordato un appartamento. Lavorano solo gli africani subsahariani laggiù. Come si può fuggire un sistema così efficiente? Evidentemente qualcosa non torna. Il peggio, dice, verrà adesso. Interessi occidentali? Francia e Regno Unito di sicuro orchestreranno per il meglio (loro) le fasi successive. Al tavolo decisivo per le future forniture di petrolio libico occuperanno di sicuro gli scranni più accreditati.

Grandi sorrisi ed impegni pubblici, internazionali.

Ovviamente Gheddafi è famiglia introvabili.

Nel frattempo a Gaza, Hamas ha prima sparato e poi annunciato l’interruzione della tregua. Gli israeliani implacabili hanno risposto come i russi in Cecenia. Certo maniere più sofisticate e più biasimate dalla comunità internazionale (anche perché nella rappresaglia di Stato sono stati ammazzati anche 4 poliziotti egiziani. Faraonici musi, ritiro dell’ambasciatore egiziano da Israele e convocazione dell’omologo israeliano al Cairo).

Sarà che Israele è nel Mediterraneo, ma anche i russi hanno i proprio arabi da sterminare alla bisogna.

In Siria intanto Bashar Assad non perde tempo: duemila siriani sono morti nei moti per scacciarlo dal potere. Un massacro che non riesco nemmeno a immaginare. Mi basta sapere che più volte si è sparato sulle folle adunate ai funerali delle vittime della violenza di Stato. Martiri.

Ed eccoci al Belpaese. Ridicolo Belpaese. In Italia i politici ci fanno sapere che per fare cassa ipotizzano di vendere il 40% del patrimonio immobiliare statale. Per inciso, patrimonio dei cittadini italiani. Ma forse dimenticano che per uno Stato vendere i propri possedimenti è un pò come esternalizzare i costi per un’azienda: fai soldi in fretta, ma poi rischi di perdere il controllo dei costi di gestione. Un esempio? A Genova vogliono vendere la caserma della Guardia di Finanza dietro al mercato  del pesce. Perfetto, si prepari il portafoglio per pagare un altro locale in affitto al Comando regionale della suddetta GDF.

Da qualche parte bisognerà pur sistemarli.

L’afa soffoca è davvero intensa, mi domando fra me e me, ma i politici che ci fanno queste proposte bislacche sono già in vacanza o ci devono ancora andare?

Genova. Gli ambulanti protestano contro la decisione del Comune di spostare i loro banchi da Via Tortosa, visto che la retrocessione della Sampdoria comporta il giocarsi le partire il sabato pomeriggio. Spostare banchi e burattini per motivi di comprovata sicurezza. Domanda: ma non si potrebbe posticipare gli orari delle partire?

Vedremo se la televisione darà il permesso. L’ assessore Vassallo lo ha già fatto. Si dice non vedesse l’ora.

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