La storia di Faouzi.

Fouazi. Questa è la sua storia.

La Tunisia

Mi chiamo Faouzi ho 28 anni e sono nato nel dicembre del 1982. Ho due genitori, sette fratelli e una sorella e sono io che mantengo la mia famiglia.

In Tunisia non si muore di fame. Con un euro compri tante cose, non come qui, però la situazione è pesante, la polizia terribile.

Io vengo da Kasserine nelle montagne. Ai piedi del monte Djebel Chambi e precisamente a circa 10 chilometri dal confine con l’Algeria. Sono muratore.

In Tunisia guadagno 1o dinari per una giornata di lavoro. I vostri 5 euro. Il problema è che un mese lavori dieci giorni, un mese venti, il mese dopo non lavori.

E sono io che mantengo la famiglia.

Mio fratello Nabil ha 30 anni, lui è medico. E’ laureato da 8 anni e sono 8 anni che sta a casa. Non lavora.  Non trova lavoro. In Tunisia ci sono troppi medici, la disoccupazione dei laureati è alle stelle. Certo se volesse pagare 20 mila dinari, lavorerebbe di sicuro. Corruzione e nepotismo assumono tutto l’anno.

Corruzione e nepotismo assumono tutto l'anno.

Allora io vado a comprare la benzina in Algeria dove costa la metà. Venticinque centesimi invece che cinquanta, di euro, si intende. Ho un camion e ogni volta compro 20 bidoni da 50 litri. Faccio un viaggio alla settimana, tiro su centocinquanta euro e ci devo pagare le rate del camion di 500 dinari al mese, circa duecentocinquanta euro.

Quando la polizia mi ha sparato, lo sapevo che rischiavo un anno di prigione, la confisca del carico e del mezzo. E così mica mi son fermato al posto di blocco, e quando ho visto le catene in mezzo alla carreggiata sono scappato a piedi. E’ in quel momento che hanno fatto fuoco. E che mi hanno preso nel polpaccio. Alla polizia non piace questo lavoro, ma non me ne danno mica un altro. E sono io che mantengo la mia famiglia.

Il Viaggio e la Francia

Ci ho messo 1300 dinari, settecentocinquanta euro, esattamente 5 viaggi in Algeria. Che però non faccio dal 2009, quando mi hanno sparato. Non ho avvisato nessuno della mia decisione di venire in Europa. Siamo stati tre giorni in mare. Partiti da Sfax, avaria in mezzo al mare, ci portano il pezzo per aggiustare il motore e si riparte.

Lampedusa. Il 6 marzo del 2011. Da lì un aereo ci porta a Bari e poi in treno con i miei amici, senza niente, se non la libertà. Ci abbiamo messo tre giorni per arrivare a Ventimiglia.

In Francia a Lione c’è mio zio. Mi hanno accompagnato sino a Marsiglia e da lì sono arrivato a Lione. Ci sono rimasto dieci giorni, facendo il mio mestiere quando si è potuto.

Il ritorno in Italia e il decreto flussi

Abbiamo sentito che in Italia avrebbero dato un permesso per motivi umanitari ai tunisini e che noi ne avremmo avuto diritto. Così sono tornato. A Genova. Questa settimana devo prendere il mio permesso e poi cerco lavoro, se vedo che non ne trovo me ne vado in Francia. A lavorare. In nero perché il permesso che mi hanno dato vale sei mesi e solo per lavorare qui in Italia. Comunque quel che succede succede, so benissimo che non ci sono lavori stabili. Però…

Però?

Però il decreto flussi non funziona.

E perché?

In Tunisia leggendo sui giornali vediamo che qui in Italia c’è una grossa crisi nel settore dell’edilizia e che c’è bisogno di manodopera. Però quando poi fanno il decreto flussi non prendono mai i muratori. Prendono i laureati che si possono permettere di pagare a chi di dovere la mazzetta ( fino a novemila euro) per essere assunti in maniera regolare e venire in Italia con un contratto di lavoro già pronto. Ma quando arrivano qui, loro sono sempre laureati e se riescono si arrangiano a trovare qualche altro lavoro. E così la mancanza di manodopera specializzata resta.

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10 risposte a La storia di Faouzi.

  1. Ernest scrive:

    Grazie per questo post!

  2. Ben Hammouda scrive:

    Bravo Fabrizio, un articolo chiaro! (se solo potessi aggiustare il nome: Faouzi oppure Fawzi e non Fouazi), ma poi ho perso le loro tracce… volevo salutarli e farli sapere che un loro messaggio arrivera a Kasserine fra 2 giorni…. se sai dove trovarli o hai un contatto… dammi una mano a ritrovarli…
    Grazie!

    • ilsecolo21 scrive:

      Buongiorno,
      so che Faouzi è tra Ventimiglia e Genova. Gli ho consigliato di rimanere in Italia perché è l’unica possibilità che ha di rimanere con un permesso di soggiorno regolare. Nei sei mesi della sua durata dovrà trovare un contratto di lavoro per poi convertire il permesso da motivi umanitari a motivi di lavoro. Il problema è che la realtà insegna che una persona che ha talmente bisogno di lavorare, non solo per sopravvivere ma anche per vivere, è disposta ad accettare ogni tipo di accordo piuttosto che poter rinnovare il proprio permesso. Ogni ipotesi è al loro vaglio. Tra le più quotate cercare persone che accettino di fargli un contratto di lavoro senza doverli pagare o pagandoli una miseria. Ecco come si deve adeguare un ragazzo al quale il nostro paese ha riconosciuto il soggiorno per motivi umanitari. Se qualcuno offrisse un lavoro onesto come muratore contattateci all’indirizzo del Secolo 21: ilsecolo21@gmail.com

  3. Ben Hammouda scrive:

    Bravo Fabrizio, un articolo chiaro! (se solo potessi aggiustare il nome: Faouzi oppure Fawzi e non Fouazi), ma poi ho perso le loro tracce… volevo salutarli e farli sapere che un loro messaggio arrivera a Kasserine fra 2 giorni…. se sai dove trovarli o hai un contatto… dammi una mano a ritrovarli…
    Grazie!

    • ilsecolo21 scrive:

      Buongiorno,
      so che Faouzi è tra Ventimiglia e Genova. Gli ho consigliato di rimanere in Italia perché è l’unica possibilità che ha di rimanere con un permesso di soggiorno regolare. Nei sei mesi della sua durata dovrà trovare un contratto di lavoro per poi convertire il permesso da motivi umanitari a motivi di lavoro. Il problema è che la realtà insegna che una persona che ha talmente bisogno di lavorare, non solo per sopravvivere ma anche per vivere, è disposta ad accettare ogni tipo di accordo piuttosto che poter rinnovare il proprio permesso. Ogni ipotesi è al loro vaglio. Tra le più quotate cercare persone che accettino di fargli un contratto di lavoro senza doverli pagare o pagandoli una miseria. Ecco come si deve adeguare un ragazzo al quale il nostro paese ha riconosciuto il soggiorno per motivi umanitari. Se qualcuno offrisse un lavoro onesto come muratore contattateci all’indirizzo del Secolo 21: ilsecolo21@gmail.com

  4. Ben Hammouda scrive:

    Bravo Fabrizio, un articolo chiaro! (se solo potessi aggiustare il nome: Faouzi oppure Fawzi e non Fouazi), ma poi ho perso le loro tracce… volevo salutarli e farli sapere che un loro messaggio arrivera a Kasserine fra 2 giorni…. se sai dove trovarli o hai un contatto… dammi una mano a ritrovarli…
    Grazie!

    • ilsecolo21 scrive:

      Buongiorno,
      so che Faouzi è tra Ventimiglia e Genova. Gli ho consigliato di rimanere in Italia perché è l’unica possibilità che ha di rimanere con un permesso di soggiorno regolare. Nei sei mesi della sua durata dovrà trovare un contratto di lavoro per poi convertire il permesso da motivi umanitari a motivi di lavoro. Il problema è che la realtà insegna che una persona che ha talmente bisogno di lavorare, non solo per sopravvivere ma anche per vivere, è disposta ad accettare ogni tipo di accordo piuttosto che poter rinnovare il proprio permesso. Ogni ipotesi è al loro vaglio. Tra le più quotate cercare persone che accettino di fargli un contratto di lavoro senza doverli pagare o pagandoli una miseria. Ecco come si deve adeguare un ragazzo al quale il nostro paese ha riconosciuto il soggiorno per motivi umanitari. Se qualcuno offrisse un lavoro onesto come muratore contattateci all’indirizzo del Secolo 21: ilsecolo21@gmail.com

  5. nefissa scrive:

    qui a todi ,in umbria dove vivo,ho assistito come interprete una quarantina di ragazzi tunisini ,arrivati da Lampedusa e ospiti della regione. Questa storia mi ricorda almeno una 30ina di questi ragazzi ,che con l’illusione di trovare lavoro ,si sono fatti mandare i loro diplomi scolastici dai parenti ….tanti di questi 2 gg dopo aver preso il permesso,sono partiti verso ventimiglia ,nella speranza di andare in francia ,ma credo che pochi sono riusciti a passare. le prime cose che chiedevano ,era di poter avvisare i parenti che erano vivi,ma le istituzioni ,come al solito ,si bloccavano di fronte alla burocrazia… mi si stringeva il cuore a questa richiesta ,mi sono messa nei panni dei genitoro o chi per loro..e per alcuni che avevano fb ..o email ,ho provveduto personalmente a mandare notizie per ,altri non ho potuto ma con la mia solita ”arroganza” ho preteso come primo diritto umano,che si provvedesse a delle schede telefoniche a tempo ,per permettere a questi di avvisare… gli operatori mi intimavano di essere distaccata ,ma non riuscivo ,pensavo che ognuno di loro poteva essere un mio fratello . ancora penso a loro e che fine avranno fatto…auguro a Fawzi e a loro di aver raggiunto le loro mete !!!!!

  6. nefissa scrive:

    qui a todi ,in umbria dove vivo,ho assistito come interprete una quarantina di ragazzi tunisini ,arrivati da Lampedusa e ospiti della regione. Questa storia mi ricorda almeno una 30ina di questi ragazzi ,che con l’illusione di trovare lavoro ,si sono fatti mandare i loro diplomi scolastici dai parenti ….tanti di questi 2 gg dopo aver preso il permesso,sono partiti verso ventimiglia ,nella speranza di andare in francia ,ma credo che pochi sono riusciti a passare. le prime cose che chiedevano ,era di poter avvisare i parenti che erano vivi,ma le istituzioni ,come al solito ,si bloccavano di fronte alla burocrazia… mi si stringeva il cuore a questa richiesta ,mi sono messa nei panni dei genitoro o chi per loro..e per alcuni che avevano fb ..o email ,ho provveduto personalmente a mandare notizie per ,altri non ho potuto ma con la mia solita ”arroganza” ho preteso come primo diritto umano,che si provvedesse a delle schede telefoniche a tempo ,per permettere a questi di avvisare… gli operatori mi intimavano di essere distaccata ,ma non riuscivo ,pensavo che ognuno di loro poteva essere un mio fratello . ancora penso a loro e che fine avranno fatto…auguro a Fawzi e a loro di aver raggiunto le loro mete !!!!!

  7. nefissa scrive:

    qui a todi ,in umbria dove vivo,ho assistito come interprete una quarantina di ragazzi tunisini ,arrivati da Lampedusa e ospiti della regione. Questa storia mi ricorda almeno una 30ina di questi ragazzi ,che con l’illusione di trovare lavoro ,si sono fatti mandare i loro diplomi scolastici dai parenti ….tanti di questi 2 gg dopo aver preso il permesso,sono partiti verso ventimiglia ,nella speranza di andare in francia ,ma credo che pochi sono riusciti a passare. le prime cose che chiedevano ,era di poter avvisare i parenti che erano vivi,ma le istituzioni ,come al solito ,si bloccavano di fronte alla burocrazia… mi si stringeva il cuore a questa richiesta ,mi sono messa nei panni dei genitoro o chi per loro..e per alcuni che avevano fb ..o email ,ho provveduto personalmente a mandare notizie per ,altri non ho potuto ma con la mia solita ”arroganza” ho preteso come primo diritto umano,che si provvedesse a delle schede telefoniche a tempo ,per permettere a questi di avvisare… gli operatori mi intimavano di essere distaccata ,ma non riuscivo ,pensavo che ognuno di loro poteva essere un mio fratello . ancora penso a loro e che fine avranno fatto…auguro a Fawzi e a loro di aver raggiunto le loro mete !!!!!

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