Tessera del tifoso: cronaca di un fallimento. Di Giacomo Solano.

Concluso il campionato è arrivato il momento tirare le somme, a bocce ferme,  sulla Tessera del Tifoso. Dopo il primo approfondimento –Tessera del tifoso? Informazioni per l'(a)buso– ecco di seguito per gli appassionati e per i curiosi l’intervista all’ avvocato Giuseppe Milli, penalista, esperto in diritto sulla legislazione inerente agli stadi.

Quali sono state le reali applicazioni della tessera del tifoso voluta dal Ministro Maroni?

Ritengo, senza timore di essere smentito, che a quasi un anno dell’applicazione dello strumento della tessera, mascherato da norma, ma in realtà oggetto di mera circolare amministrativa alla quale nessuna società di seria A e B ha avuto il coraggio civile di disattendere, il vero obiettivo principale prefissato dal Viminale si è pienamente realizzato.

Attenzione però a non confondere questo obiettivo pensando potesse essere davvero la panacea di tutti i mali e cioè la fine della violenza negli stadi.

In realtà la violenza esiste perché purtroppo è intrisa nella società attuale e, nel caso dello stadio, essa è stata solo ipocritamente trasferita e traslocata a qualche centinaia di metri più lontano.

D’altro canto l’insorgere di gravi incidenti in Inghilterra, troppo spesso scimmiottata dalla real-politik italiana, rappresenta una prova certa che il sistema “tolleranza zero” è sinonimo di fallimento totale.

Ed allora quale è stato il vero obiettivo raggiunto?

L’introduzione della famigerata tessera del tifoso è niente altro che un aspetto di un progetto più vasto e globale che prevede la futura creazione degli stadi nuovi (business enorme) e pertanto condizione necessaria doveva essere una radicale mutazione genetica degli occupanti gli spalti in nome del dio Denaro e di un nuovo spettacolo plastificato a modello teatro.

Inoltre c’è stato un gran caos fra settori ospiti per tesserati, settori ospiti creati ad hoc per non tesserati e tifosi di differenti squadre che si mischiano fra loro.

Sì, infatti il problema è stato già oggetto di attenzione da parte dello stesso Viminale che, di recente, ha emesso per il tramite dell’Osservatorio, un documento che in sostanza annuncia una modifica in nuce del regime della tessera del tifoso. Infatti si sono previste per le gare da disputare l’anno prossimo una diversa tipologia a seconda del rischio connesso (grave rischio, rischio e senza rischio) e per la prima di tali categoria sarà predisposto dalle società ospitanti una sorta di settore ospiti ad hoc anche per i tifosi non tesserati. Insomma una rivoluzione copernicana rispetto ai propositi del giugno 2010.

L’introduzione della tessera del tifoso ha avuto conseguenze positive o negative? E quali sono state le conseguenze di tale applicazione?

Ne vedo solo di negative. La conseguenza che è sotto gli occhi di tutti è quella del Maroni-pensiero esposto in una delle tante interviste rilasciate agli organi di stampa alla vigilia del varo della tessera .

Se lo avete dimenticato mi permetto di ricordarvelo: destrutturare i gruppi ultras. Ecco il vero ed unico obiettivo del Viminale. In parte vi sono anche riusciti anche se esistono sacche di resistenza qua e là. I gruppi ultras sono in generale stritolati da una repressione senza quartiere e questo può sembrare ai benpensanti un fatto positivo.

Ed allora vi pongo degli interrogativi. Quale deriva avranno le frange ultras allontanate coattivamente dagli stadi? Il sistema di controllo sociale di massa introdotto negli stadi con daspo, art 416. c.p., galera e chi più ne ha più ne metta non potrà sviluppare un clima incandescente nell’arcipelago giovanile che così strada facendo ha perso il cosiddetto incanalamento sociale delle curve? E gli stadi oltre ad essere sempre più grigi e gelidi non sono soprattutto sempre più vuoti?

La tessera del tifoso, presentata come uno strumento in grado di debellare la violenza negli stadi, è servita al suo scopo o è stata, in questo senso, un flop?

Se ci affidiamo alle statistiche maroniane che parla di circa 800.000 tessere vendute (o regalate alla massa di interisti, milanisti e juventini…) e snoccioliamo il decremento di feriti tra le forze dell’ordine e più daspati tra gli ultras allora è stato un trionfo. Se invece si pensa al fatto che oramai centinaia di gare sono vietate allora è un totale fallimento. Per me il tifo negli stadi non è più spontaneo e per questo non esiste più il piacere di godersi lo spettacolo dei colori e canti di una intera curva. Ormai gli stadi sono dei veri percorsi di guerra. Manca solo il filo spinato.

La tessera del tifoso è stata anche senza dubbio un affare commerciale. É circolata sul web una bella intervista in cui si metteva in evidenza come la tessera del tifoso abbia creato un database di clienti fidelizzati. Lei cosa ne pensa?

Che sia anche un affare commerciale è sotto gli occhi di tutti anche se non vi è stata in effetti un’informazione capillari sugli sconti praticati ai clienti fidelizzati per i gadgets o presso gli Autogrill S.p.a. (che poi è una componente del famoso Osservatorio, basta vedere che fra i componenti di tale osservatorio c’è il signor Antonio Gallo, in qualità di rappresentante della Autogrill S.p.a. ). Sono curioso di sapere quanti tifosi hanno realmente usufruito di tali (tanto pubblicizzati) sconti da tesserato.

Oltre a quanto detto, la tessera del tifoso si prefissava anche di riportare le famiglie (e in generale le persone) allo stadio. Questo è accaduto? E dei famosi vantaggi per i tesserati si vede traccia?

Basta confrontare i dati e si direbbe proprio di no (http://www.stadiapostcards.com/A10-11.htm e http://www.stadiapostcards.com/A09-10.htm). A parte le scolaresche o le scuole calcio (pubblico precostituito) tutti questi bimbi negli stadi non li ho proprio visti. Quello che noto è il grande disamore e disaffezione generale della gente verso le cose del calcio e più in particolare verso le logiche del cosiddetto calcio moderno. I vuoti sugli spalti e il calo degli abbonamenti parlano molto chiaro.

A Trieste, visti i pochi spettatori, hanno messo un telo con disegnati i tifosi. Cosa ne pensa? La sensazione è che si vada verso un calcio sempre più legato alla fruizione televisiva e sempre meno popolare. É così?

A Triste si è raschiato il fondo del barile. Penso che la tribuna “plastificata” del Nereo Rocco sia il sintomo più evidente della deriva del calcio italiano, comandato sempre più solo dal business e dalle pay-tv.

E sul comunicato della curva maratona uscito recentemente  ci può dare delle delucidazioni? Cosa pensa stia accadendo?

Anche a Ravenna è stato segnalato un caso simile. E a Lecce è accaduto anche di peggio. Penso che tale aspetto è l’effetto collaterale del famigerato art. 9 (a proposito il ricorso collettivo sull’illegittimità di tale articolo proposto da tempo al Tar Lazio slitta di mese in mese). Siamo di fronte ad un vero e proprio controllo sociale di massa e ciò nel silenzio complice delle opposizioni che, sempre più bipartisan, accettano di fatto queste logiche senza colpo ferire. Intanto segnalo che a Lecce, sempre nel silenzio delle opposizioni in Parlamento, sono stati distribuiti circa 300 abbonamenti ai Vips locali, politici e non, senza che il titolo in questione fosse integrato dalla tessera del tifoso (come obbligo per i comuni mortali) e, peggio, senza che recasse il nome e cognome del possessore (alla faccia del biglietto nominale e delle esigenza di tutela della legalità).

I fatti di Torino citati sopra, ci indicano come spesso, quando si parla di tifosi, si sospendano temporaneamente alcuni dei diritti garantiti a tutti i cittadini. Già lo stesso D.A.S.P.O. è un provvedimento limitativo della libertà personale che molti considerano incostituzionale, ci può illustrare il procedimento per cui viene dato un D.A.S.P.O.?

In estrema sintesi il Daspo è una misura special-preventiva che dovrebbe essere irrogata solo e soltanto in presenza di un presupposto inderogabile: un reato. Ebbene molto spesso capita che il reato viene inventato e cucito su misura su Tizio o Caio per giustificare la successiva applicazione di una misura preventiva limitativa della Libertà Personale, non a caso interviene in funzione di controllo l’Organo giurisdizionale Penale (Gip) che convalida l’obbligo di presentazione innanzi alla Polizia (la cd.firma). Ma vi è di più. Molto spesso avviene che il giudizio penale venga “congelato” e di fatto il daspo viene scontato per intero senza che il soggetto daspato possa difendersi pienamente (provando la propria estraneità in un regolare giudizio penale). Magari succede che, una volta scontato il daspo per intero, il soggetto venga dichiarato assolto o, peggio, il procedimento penale si prescriva. Ebbene nessun indennizzo potrà essere richiesto per aver scontato ingiustamente il daspo.

Sempre a proposito di D.A.S.P.O., ora si paventa anche di usarlo anche per manifestazioni non sportive. Questi fatti fanno pensare ai famosi striscioni usciti alcuni anni fa in molte curve che recitavano: “Leggi speciali: oggi per gli ultrà domani in tutta la città”. Lei pensa che lo stadio sia diventato un laboratorio di sperimentazione per provvedimenti repressivi che potrebbero essere usati anche fuori dall’ambiente stadio per colpire categorie scomode e “antagoniste”?

Direi di sì. Un primo esperimento da laboratorio voleva essere attuato dopo i fatti di Roma (la cosiddetta Dama) ma, forse, anche a seguito delle voci della Dottrina in materia penale che ha parlato di chiara incostituzionalità della misura adottanda, tutto pare si sia arenato. Anche in un recente congresso a Roma si sono levate alte le voci insigni di costituzionalisti e cultori del diritto che hanno stigmatizzato il daspo e la Dama.

Per finire, se vuole aggiungere qualcosa che non è emerso nel corso dell’intervista ma che le sembra utile dire…

Il tempo è galantuomo e darà ragione o torto a questo o quello. Chi vivrà vedrà. Ma quando due anni fa dicevamo che prima o poi i tifosi saranno presi con la carrozza dalle società pur di riempire uno stadio miseramente vuoto, spettrale e grigio ( Trieste docet…) non esageravamo. Ora aggiungo un’altra facile profezia. Non appena sarà ultimata la “pulizia etnica” dei “tifosi scomodi” spunteranno come funghi gli stadi nuovi (business enorme). Volete scommettere qualcosa?

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