“Modello Genova” per i venditori abusivi?

Senegalesi in darsena.

Genova. Lungo il porto vecchio, nella zona dell’acquario più grande d’Europa, nel mezzo della fiumana del turismo massificato, delle scolaresche vocianti e dei vecchietti organizzati, si affolla un’umanità colorata e vitale. Un’umanità che si arrangia con le briciole che la società le permette di raccogliere, ultimamente, sempre più spesso, rinfacciando e minacciando di sottrarle anche la possibilità di commerciare per campare. Perché i prodotti venduti sono contraffatti e il loro valore di mercato inquina le dinamiche economiche del mercato legittimo. Facendo concorrenza scorretta a chi segue le regole. Ma c’è di più.

In una delle zone più turistiche della città, i venditori ambulanti diventano gli obbiettivi evidenti del delirio securitario che si fonda sullo spaesamento culturale e la mancanza di prospettive vissute nel nostro paese. Visti come indice di degrado urbano, rappresentano un mondo che l’opinione pubblica vorrebbe nascondere, sottrarre alla vista, confinati nei ghetti e lontani dall’occhio isterico e pauroso dell’italiano medio.

Di destra e di sinistra che sia: ormai non fa più differenza.

Recentemente, dopo l’ennesimo blitz delle forze dell’ordine, la comunità senegalese ha deciso di manifestare il proprio dissenso e assieme all’Associazione 3 febbraio ha incontrato l’assessore alla Città Sicura, Francesco Scidone, per cercare una soluzione al mondo del tarocco e alle sue ripercussioni pubbliche e private. Ecco i numeri del 2010: 115 perquisizioni personali e di locali, 107 identificazioni, 66 fra permanenze illegali e accompagnamenti forzati in questura, 19 arresti e 107 denunce per immigrazione clandestina.

Lei pensa che i senegalesi che vendono merce contraffatta rappresentino un cattivo biglietto da visita per la città?

Chi vende merce contraffatta commette un reato aldilà del cattivo biglietto da visita. Il reato è grave è non è riducibile esclusivamente all’immagine della città, anche se comporta del degrado. Comunque il discorso vale per chiunque venda merce contraffatta e non solo per i senegalesi. Come dicevo il reato è grave perché coinvolge la criminalità organizzata e influenza in maniera negativa l’economia. Infatti, da questo punto di vista, intendiamo perseguire anche chi compra e non solo chi vende.

Genova ha un nucleo di vigili specializzati nella repressione dell’abusivismo. Nel 2010 hanno sequestrato: 3797 paia di occhiali, 4582 ombrelli, 5102 fiori, 2981 borse e varia merce di ogni tipo. Con che scopo sono stati creati i NAC?

Il Nucleo Antiabusivismo Commerciale è stato creato nel 2009 con la finalità di combattere l’abusivismo commerciale in maniera strutturata. Infatti, prima, l’annona avendo decine di differenti servizi da eseguire non riusciva a concentrarsi su questo problema che diventava sempre più esplosivo.

In maniera strutturata sulla carta, ma nella realtà nei 1235 interventi effettuati nel 2010, i NAC contrastano solo l’ultimo anello della catena, cioè il venditore di strada che, essendo senza documenti, si arrangia per guadagnarsi qualcosa. Non le sembra di  accanirsi su soggetti deboli?

Bisogna tener conto delle competenze di ognuno. Pensiamo alla filiera del tarocco come ad una piramide. Questa piramide ha 4 livelli: al più basso il livello del venditore di strada, sopra il livello dei laboratori e dei magazzini, ancora sopra i grossisti e in ultimo, al vertice, la criminalità organizzata. Il Comune, rispetto a questi livelli, non può andare a colpire né i grossisti né la criminalità organizzata. Noi possiamo contrastare il primo e il secondo livello, ed è quello che stiamo effettivamente facendo. Attraverso questi interventi, poi, possiamo certamente fornire delle indicazioni alle forze dell’ordine che hanno gli strumenti per agire a livelli superiori.

Quindi grazie alle vostre segnalazioni le forze dell’ordine hanno raggiunto dei risultati concreti contro chi nella criminalità organizzata si arricchisce con il tarocco?

So che ci sono delle indagini in corso e che c’è stato anche qualche arresto.

Dopo il vostro incontro con i rappresentanti dell’Associazione 3 febbraio i giornali locali hanno presagito un “modello Genova” che coinvolga i venditori abusivi con la disponibilità del Comune. Di cosa si tratta?

Da una parte continueremo i controlli, dall’altra parte alle persone che vogliono regolarizzarsi tenderemo una mano e lavoreremo con loro affinché da problemi si trasformino in risorse per la città.

Considerando che la stragrande maggioranza dei venditori abusivi sono clandestini su che basi lavorerete al “modello Genova”? Come farà il Comune a interlocuire con soggetti considerati irregolari dalla legge Bossi-Fini?

Con l’Associazione 3 febbraio si prevedeva che i venditori regolari formassero una cooperativa che possa successivamente procedere ad assumere le persone non in regola, in maniera da avviare un processo di emersione dal nero sul lavoro e dal nero dei documenti.

Il venditore abusivo rappresenta un’espressione di come nella nostra società, alcuni soggetti svantaggiati, si adoperino per sopravvivere sfruttando le opportunità offerte dal sistema. Lei pensa che credendo nel “modello Genova” e quindi sottraendo per quel che possibile manodopera alla filiera del tarocco, si possano sanare le conseguenze negative del abusivismo commerciale? Non ci saranno sempre nuovi soggetti, senza documenti e senza lavoro, che verranno attirati dalla possibilità di guadagnare due lire per campare alla giornata?

Mi permetto di notare che chi commercia in merce contraffatta non sopravvive “sfruttando le opportunità offerte dal sistema” ma commettendo dei reati. Questa mi sembra una differenza sostanziale rispetto a chi, per esempio, vende asciugamani o collane sulla spiaggia. La nostra iniziativa vuole porre un freno ad una situazione attuale e reale andando oltre il semplice inseguimento dei venditori. Sappiamo benissimo che potenzialmente il problema si può riproporre e ci attrezzeremo di conseguenza ben sapendo che fino a quando l’immigrazione dai paesi poveri sarà gestita a livello mondiale in maniera così vergognosa, anzi, fino a quando il divario tra il sud ed il nord del pianeta sarà gestito in maniera così vergognosa,  non vi saranno soluzioni definitive a questo ed altri problemi simili.

Per un approfondimento sul mondo del lavoro ambulante:

Il video della manifestazione e del presidio sotto il Comune di Genova:
4 marzo 2011 – Corteo senegalesi in via del Campo e presidio sotto il Comune di Genova.

Il Suq di Via Turati e il destino degli ambulanti.

Globalizzazione e guerra fra poveri e nuovi poveri: il commercio ambulante genovese.

Commenda. Dopo il lavoro si torna a casa.

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17 risposte a “Modello Genova” per i venditori abusivi?

  1. Luca Romeo scrive:

    in un certo senso mi ricorda il problema delle lezioni di ripetizione. In se non sono legali ma quanti insegnanti precari sopravvivono grazie ad esse? Senza punire gli anelli deboli della catena come si dice nell’articolo trovo comunque interessante il tentativo di spezzare il circolo vizioso del commercio illegale di materiale contraffatto considerando anche che un Comune non può andare oltre un certo punto di intervento (tipo abrogare la Bossi- Fini!)

  2. Il comune applica la legge quando viene comodo alle leve di potere che lo governano, dimenticando che quei consumatori che acquistano dagli ambulanti non si rivolgerebbero certo ad un negozio di Fendi per comprare una borsa che costa quanto un loro intero stipendio.
    Non mi è mai capitato di vedere una gentile signora impellicciata della borghesia genovese piegata a novanta a scegliere per strada quale finto occhiale di Prada indossare la sera al gala del Carlo Felice.
    Si farebbe meglio ad usare la stessa mano ferma nei riguardi delle inadempienze sulla sicurezza, ad esempio, di Amt, che manda in giro la gente su autobus senza balestre, attentando ai dischi vertebrali dei propri clienti, incollando con adesivi pubblicitari sportelli mai fissati da una manutenzione distratta, con pezzi che si staccano mentre camminano, simbolo di una sciatteria generale che alberga ormai nella mente dei nostri amministratori. Solo parole dove servirebbero fatti.
    Certo, i senegalesi non portano ricchezza alle casse comunali, sporcano per strada come i cani, sono neri e spaventano i nostri bambini, puzzano e soprattutto sono molto molto lesivi del bel paesaggio bucolico che si cerca di propinare.
    Un’ultima cosa: il buon Scidone mi deve spiegare dove sono fabbricate le borse, cosidette, originali. Che abbiano a che fare con le stesse mani che sfornano poi griffe abusive ma assolutamente identiche all’originale per fattura e materiali? Certo, alle case madri fa comodo vedere il proprio marco pubblicizzato in giro per il mondo in forma gratuita, secondo il noto concetto paperoniano che “la miglior pubblicità è la vendita”; anche di un falso, certamente, un po’ come la falsità dei modelli proposti da note firme sempre sull’orlo della causa legale per i contenuti violenti che propinano.

    La speranza è che nel rincorrere un pericoloso senegalese, il vigile non si fratturi una caviglia prendendo in pieno una delle milioni di buche dei nostri marciapiedi. Ma, a questo, ci pensaerà Ottonello, vero?

  3. Il comune applica la legge quando viene comodo alle leve di potere che lo governano, dimenticando che quei consumatori che acquistano dagli ambulanti non si rivolgerebbero certo ad un negozio di Fendi per comprare una borsa che costa quanto un loro intero stipendio.
    Non mi è mai capitato di vedere una gentile signora impellicciata della borghesia genovese piegata a novanta a scegliere per strada quale finto occhiale di Prada indossare la sera al gala del Carlo Felice.
    Si farebbe meglio ad usare la stessa mano ferma nei riguardi delle inadempienze sulla sicurezza, ad esempio, di Amt, che manda in giro la gente su autobus senza balestre, attentando ai dischi vertebrali dei propri clienti, incollando con adesivi pubblicitari sportelli mai fissati da una manutenzione distratta, con pezzi che si staccano mentre camminano, simbolo di una sciatteria generale che alberga ormai nella mente dei nostri amministratori. Solo parole dove servirebbero fatti.
    Certo, i senegalesi non portano ricchezza alle casse comunali, sporcano per strada come i cani, sono neri e spaventano i nostri bambini, puzzano e soprattutto sono molto molto lesivi del bel paesaggio bucolico che si cerca di propinare.
    Un’ultima cosa: il buon Scidone mi deve spiegare dove sono fabbricate le borse, cosidette, originali. Che abbiano a che fare con le stesse mani che sfornano poi griffe abusive ma assolutamente identiche all’originale per fattura e materiali? Certo, alle case madri fa comodo vedere il proprio marco pubblicizzato in giro per il mondo in forma gratuita, secondo il noto concetto paperoniano che “la miglior pubblicità è la vendita”; anche di un falso, certamente, un po’ come la falsità dei modelli proposti da note firme sempre sull’orlo della causa legale per i contenuti violenti che propinano.

    La speranza è che nel rincorrere un pericoloso senegalese, il vigile non si fratturi una caviglia prendendo in pieno una delle milioni di buche dei nostri marciapiedi. Ma, a questo, ci pensaerà Ottonello, vero?

  4. Munnezza scrive:

    OLBIA IL PARADISO DEGLI EXTRACOMUNITARI
    Senegalese vende prodotti taroccati. Nessuno vede, parla o sente…

    Mi chiedo una cosa? Ma questi extracomunitari che vengono a vendere le cianfrusaglie, gli occhiali firmati, CD, le borse firmate chi glieli fornisce? Da chi le acquistano queste cianfrusaglie gli extracomunitari? Sarà mica la delinquenza organizzata che gliele vende come si fa con gli stupefacenti?
    Come mai la Guardia di Finanza insieme alla Polizia di Stato li multa in posti come Rimini, CITTA’ DI CASTELLO, Savona, Martinsicuro, Roma, Firenze, Siena ecc. e invece ad OLBIA No? Evidentemente ad OLBIA d’estate lo spaccio di oggetti taroccati è legale, sbarcano dalle navi con bustoni pieni io li vedo.
    Se volete la prossima estate vi mando pure fotografie.
    Penso che ciò che vendono fornisce alla delinquenza organizzata un valore ormai simile a quello degli stupefacenti.
    Non sono un razzista ma preferirei dare un lavoro dignitoso a queste persone più che far vendere quelle porcherie.
    Insomma diamoci da fare anche ad OLBIA.
    La Guardia di Finanza è insieme tra la gente.

  5. Munnezza scrive:

    OLBIA IL PARADISO DEGLI EXTRACOMUNITARI
    Senegalese vende prodotti taroccati. Nessuno vede, parla o sente…

    Mi chiedo una cosa? Ma questi extracomunitari che vengono a vendere le cianfrusaglie, gli occhiali firmati, CD, le borse firmate chi glieli fornisce? Da chi le acquistano queste cianfrusaglie gli extracomunitari? Sarà mica la delinquenza organizzata che gliele vende come si fa con gli stupefacenti?
    Come mai la Guardia di Finanza insieme alla Polizia di Stato li multa in posti come Rimini, CITTA’ DI CASTELLO, Savona, Martinsicuro, Roma, Firenze, Siena ecc. e invece ad OLBIA No? Evidentemente ad OLBIA d’estate lo spaccio di oggetti taroccati è legale, sbarcano dalle navi con bustoni pieni io li vedo.
    Se volete la prossima estate vi mando pure fotografie.
    Penso che ciò che vendono fornisce alla delinquenza organizzata un valore ormai simile a quello degli stupefacenti.
    Non sono un razzista ma preferirei dare un lavoro dignitoso a queste persone più che far vendere quelle porcherie.
    Insomma diamoci da fare anche ad OLBIA.
    La Guardia di Finanza è insieme tra la gente.

    • ilsecolo21 scrive:

      La ringrazio del suo intervento,
      normalmente la filiera del tarocco è in mano a produttori cinesi che hanno imparato l’arte e l’hanno messa da parte, salvo poi riproporla a costi imbattibili per un mercato che prolifera floridamente. Il mercato del tarocco effettivamente raggiunge cifre molto elevate tanto da poter essere considerato una branchia molto importante negli affari della criminalità organizzata. E’ anche certo che il senegalese di Olbia, di Genova o di altre città, rivesta il ruolo dell’ultima pedina della scacchiera, semplice manovalanza, che per indigenza e zero possibilità di trovar di meglio si incontra costretta a vendere merce di sotto prezzo, in spiagge affollate di vacanzieri. La GDF che sequestra una partita al dettagliante, rovina un lavoratore che si è inventato un impiego, i sequestri dovrebbero essere focalizzati a monte, a livello di messa in distribuzione dei grossisti. Purtroppo da questo punto di vista il lavoro appare immane e meno praticabile. Anche perché i nostri porti ricevono una mole di container con prodotti cinesi secondo un afflusso continuo, e senza la possibilità di eseguire dei controlli invasivi che bloccherebbero le logiche degli scambi globali.

  6. Munnezza scrive:

    Prima di tutto un lavoro non si inventa in un paese civile perchè trattasi di una professione e non di un arte.
    La GdF che sequestra una partita al dettagliante, rovina un lavoratore che si è inventato un impiego? Ma quale impiego? Quale lavoro? E’ severamente vietato acquistare prodotti da loro ok? Si rischia una multa dalle 2000 alle 4000 Euro!
    Ho fatto domande la cui risposta doveva essere logica. Le cianfrusaglie, gli occhiali firmati, CD, le borse firmate chi glieli fornisce? Rispondo io: la criminalità organizzata (MAFIA, CAMORRA, ‘NRANGHETA e infine SACRACORONA) una volta che approdano in italia gli extracomunitari.
    I cinesi, I russi e gli Albanesi? E’ la criminalità italiana che ha tutto in mano e tratta con loro es. le armi fornite alla ‘Ndragheta sono vendute dagli albanesi, lo sfruttamento della prostituzione e la droga uguale; sono albanesi skipetari insieme alla ‘Ndrangheta.
    La Mafia cinese è in collaborazione con quella italiana come la mafia russa.
    Sono stati arrestati parecchi mafiosi russi in collaboarazione con la mafia italiana.
    “Mafia russa” alcuni nomi infiltrati in occidente: Artem Tarosov, Leonid Bilunov e Alimzhan Tokhtakhounov (nato in Ucraina) arrestato dalla polizia di stato italiana e riuscito a fuggire e in fine VITALY Dyemochka.
    IN POCHE PAROLE SIAMO IL POPOLO PIU’ CORROTTO AL MONDO! Diamo lavoro sporco e sporchiamo. I controlli non vengono fatti perché il governo italiano ha voluto dimezzare la sicurezza e le istituzioni, stipendi compresi!
    SVEGLIAAAA!!!!!

    • ilsecolo21 scrive:

      Si rischia una multa da 2000 a 4000 mila euro, ma il mercato del tarocco è sempre florido, vi è domanda come offerta. Non è dunque la multa che produce una sua diminuzione. Chiaramente il venditore abusivo è in contrasto con una logica del lavoro basata sul diritto e sul dovere, un suo collega ambulante regolare, ad esempio, si trova a non comprendere perché agenti della GDF in borghese gli abbiano fatto un verbale per uno scontrino non emesso, mentre ai lati del mercato tanti venditori abusivi continuano a fare i loro affari. Questo non toglie che per vivere bisogna lavorare e se le condizioni del mercato non permettono di lavorare in regola, purtroppo, un lavoro ce lo si deve proprio inventare. Sarà davvero che non siamo in un paese civile.

  7. Munnezza scrive:

    Prima di tutto un lavoro non si inventa in un paese civile perchè trattasi di una professione e non di un arte.
    La GdF che sequestra una partita al dettagliante, rovina un lavoratore che si è inventato un impiego? Ma quale impiego? Quale lavoro? E’ severamente vietato acquistare prodotti da loro ok? Si rischia una multa dalle 2000 alle 4000 Euro!
    Ho fatto domande la cui risposta doveva essere logica. Le cianfrusaglie, gli occhiali firmati, CD, le borse firmate chi glieli fornisce? Rispondo io: la criminalità organizzata (MAFIA, CAMORRA, ‘NRANGHETA e infine SACRACORONA) una volta che approdano in italia gli extracomunitari.
    I cinesi, I russi e gli Albanesi? E’ la criminalità italiana che ha tutto in mano e tratta con loro es. le armi fornite alla ‘Ndragheta sono vendute dagli albanesi, lo sfruttamento della prostituzione e la droga uguale; sono albanesi skipetari insieme alla ‘Ndrangheta.
    La Mafia cinese è in collaborazione con quella italiana come la mafia russa.
    Sono stati arrestati parecchi mafiosi russi in collaboarazione con la mafia italiana.
    “Mafia russa” alcuni nomi infiltrati in occidente: Artem Tarosov, Leonid Bilunov e Alimzhan Tokhtakhounov (nato in Ucraina) arrestato dalla polizia di stato italiana e riuscito a fuggire e in fine VITALY Dyemochka.
    IN POCHE PAROLE SIAMO IL POPOLO PIU’ CORROTTO AL MONDO! Diamo lavoro sporco e sporchiamo. I controlli non vengono fatti perché il governo italiano ha voluto dimezzare la sicurezza e le istituzioni, stipendi compresi!
    SVEGLIAAAA!!!!!

    • ilsecolo21 scrive:

      Si rischia una multa da 2000 a 4000 mila euro, ma il mercato del tarocco è sempre florido, vi è domanda come offerta. Non è dunque la multa che produce una sua diminuzione. Chiaramente il venditore abusivo è in contrasto con una logica del lavoro basata sul diritto e sul dovere, un suo collega ambulante regolare, ad esempio, si trova a non comprendere perché agenti della GDF in borghese gli abbiano fatto un verbale per uno scontrino non emesso, mentre ai lati del mercato tanti venditori abusivi continuano a fare i loro affari. Questo non toglie che per vivere bisogna lavorare e se le condizioni del mercato non permettono di lavorare in regola, purtroppo, un lavoro ce lo si deve proprio inventare. Sarà davvero che non siamo in un paese civile.

  8. Munnezza scrive:

    Io so dove andare a controllare ma se siamo in 5 invece che 50 dove andiamo?
    Te lo dico io……
    Abbiamo le mani legate da un dittatore amico del crimine!

  9. Munnezza scrive:

    Io so dove andare a controllare ma se siamo in 5 invece che 50 dove andiamo?
    Te lo dico io……
    Abbiamo le mani legate da un dittatore amico del crimine!

  10. Munnezza scrive:

    La mafia russa in Italia

    La mafia russa si è fortificata dopo la caduta del muro di Berlino, con una rapidità superiore ad ogni immaginazione. E’ una mafia che utilizza una dose di violenza senza pari, con criminali spietati e senza scrupoli. Si pensi, a mo’ d’esempio, che nel 1996 giungeva al punto di compiere una strage in un cimitero di Mosca, provocando tredici morti e trenta feriti, per decimare le fila della “Fondazione degli invalidi della guerra dell’Afghanistan”, una delle poche strutture che hanno diritto di non pagare le tasse, in quel paese, con lo scopo di sostituire via via dirigenti degli “invalidi” con propri uomini. In Italia la mafia russa si occupa di prostituzione (non casualmente sono presenti soprattutto donne), di comprovendite commerciali, di riciclare danaro sporco, di traffico clandestino di persone, che ricompensano la mafia con una cifra che oscilla fra le 200.000 e il milione e mezzo di lire. La mafia russa è strutturata in bande, e a seconda dell’etnia, si è specializzata in determinati crimini: i georgiani nel campo delle estorsioni, i ceceni in quello della droga, i tagichi nelle rapine e tutti insieme nel settore bancario. La mafia russa in Italia è estremamente feroce, sia nei confronti dei russi che non rispettano le regole, che nei riguardi dei loro nemici o di uomini di altre organizzazioni criminali i russi hanno collaborato in Italia con appalti di ogni genere si godono le vacanze nelle navi da criciera a scapito dei loro poveri compaesani. La mafia russa, anche per ciò che concerne il contrabbando e traffici nel settore militare e paramilitare (PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE), ha stretto rapporti d’affari pure con la mafia calabrese, dimostrando di saper avere nel proprio arco le frecce di una delinquenza che va dai reati meno complessi, come la prostituzione, a quelli più raffinati, come il materiale radioattivo.

  11. Munnezza scrive:

    La mafia russa in Italia

    La mafia russa si è fortificata dopo la caduta del muro di Berlino, con una rapidità superiore ad ogni immaginazione. E’ una mafia che utilizza una dose di violenza senza pari, con criminali spietati e senza scrupoli. Si pensi, a mo’ d’esempio, che nel 1996 giungeva al punto di compiere una strage in un cimitero di Mosca, provocando tredici morti e trenta feriti, per decimare le fila della “Fondazione degli invalidi della guerra dell’Afghanistan”, una delle poche strutture che hanno diritto di non pagare le tasse, in quel paese, con lo scopo di sostituire via via dirigenti degli “invalidi” con propri uomini. In Italia la mafia russa si occupa di prostituzione (non casualmente sono presenti soprattutto donne), di comprovendite commerciali, di riciclare danaro sporco, di traffico clandestino di persone, che ricompensano la mafia con una cifra che oscilla fra le 200.000 e il milione e mezzo di lire. La mafia russa è strutturata in bande, e a seconda dell’etnia, si è specializzata in determinati crimini: i georgiani nel campo delle estorsioni, i ceceni in quello della droga, i tagichi nelle rapine e tutti insieme nel settore bancario. La mafia russa in Italia è estremamente feroce, sia nei confronti dei russi che non rispettano le regole, che nei riguardi dei loro nemici o di uomini di altre organizzazioni criminali i russi hanno collaborato in Italia con appalti di ogni genere si godono le vacanze nelle navi da criciera a scapito dei loro poveri compaesani. La mafia russa, anche per ciò che concerne il contrabbando e traffici nel settore militare e paramilitare (PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE), ha stretto rapporti d’affari pure con la mafia calabrese, dimostrando di saper avere nel proprio arco le frecce di una delinquenza che va dai reati meno complessi, come la prostituzione, a quelli più raffinati, come il materiale radioattivo.

  12. GARGIULO scrive:

    Il mercato della merce cotraffatta è severamente punita con leggi adaguate.
    Il mercato si aggira con un utile medio 7 miliardi di EURO annui che riempiono le tasche della delinquenza organizzata.
    Il Colonnello della Guardia di Finanza, Fabrizio Martinelli, si occupa da anni di questo problema.

  13. GARGIULO scrive:

    Il mercato della merce cotraffatta è severamente punita con leggi adaguate.
    Il mercato si aggira con un utile medio 7 miliardi di EURO annui che riempiono le tasche della delinquenza organizzata.
    Il Colonnello della Guardia di Finanza, Fabrizio Martinelli, si occupa da anni di questo problema.

  14. ilsecolo21 scrive:

    La ringrazio del suo intervento,
    normalmente la filiera del tarocco è in mano a produttori cinesi che hanno imparato l’arte e l’hanno messa da parte, salvo poi riproporla a costi imbattibili per un mercato che prolifera floridamente. Il mercato del tarocco effettivamente raggiunge cifre molto elevate tanto da poter essere considerato una branchia molto importante negli affari della criminalità organizzata. E’ anche certo che il senegalese di Olbia, di Genova o di altre città, rivesta il ruolo dell’ultima pedina della scacchiera, semplice manovalanza, che per indigenza e zero possibilità di trovar di meglio si incontra costretta a vendere merce di sotto prezzo, in spiagge affollate di vacanzieri. La GDF che sequestra una partita al dettagliante, rovina un lavoratore che si è inventato un impiego, i sequestri dovrebbero essere focalizzati a monte, a livello di messa in distribuzione dei grossisti. Purtroppo da questo punto di vista il lavoro appare immane e meno praticabile. Anche perché i nostri porti ricevono una mole di container con prodotti cinesi secondo un afflusso continuo, e senza la possibilità di eseguire dei controlli invasivi che bloccherebbero le logiche degli scambi globali.

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