AMT e il consumatore inviperito che accetta il caro prezzo.

Il nuovo biglietto a 1 euro e 50 per la gioia dei consumatori.

Genova, città di finto sinistra, la vedi anche in questi momenti. Scatta il nuovo mese e si porta appresso il tanto discusso aumento del biglietto AMT, trasporto pubblico locale.

AMT, ovvero l’azienda municipalizzata (51% Comune 49% privati francesi) che gestita da anni con il piglio del tanto arrivano i soldi da Stato e Regione, si sveglia oggi (grazie ai tagli Tremontiani) di fronte al baratro della “malagestione”, trovandosi costretta a dover ridurre il servizio offerto e ad aumentare il costo delle tariffe.

Tra l’altro, il buco di quasi 30 milioni di euro non impensierisce certo i ricchi della città, per i quali nulla cambia. Quando si è mai visto un politico sul bus, fuori dal periodo elettorale? E’ il consumatore medio, il cittadino, quello che invece subisce questa nuova angheria. Che, come ci spiega Stefano Salvetti dell’ADICONSUM, è stata anche concertata fra le associazioni a tutela del consumatore, Comune e Azienda. Quindi poteva anche andar peggio?

Salvetti, poteva andar peggio? Come siamo giunti alla situazione attuale dove si alza il biglietto e si diminuiscono i servizi, illustrando, tra l’altro, l’alta considerazione che Comune e AMT hanno dei consumatori?

Stefano Salvetti ADICONSUM:" Il piano tariffario AMT era una valle di lacrime."

Per me è uno scandalo, però la scelta era: o stare sull’Aventino, o scendere in campo. Abbiamo scelto la seconda e almeno siamo riusciti a fare modificare in meglio il piano iniziale. Per tutto dicembre come associazioni in difesa dei consumatori abbiamo discusso con il Comune e AMT della manovra tariffaria. Quella che ci veniva prospettata era una vera e propria valle di lacrime e sangue dal punto di vista degli aumenti prospettati, dei quali, il biglietto a 1 euro e 50 è solo la punta dell’iceberg.

Valle di lacrime e sangue? Che prevedeva il piano?

Partiamo dal biglietto. Primo volevano far arrivare il biglietto integrato bus-treno, che prima costava 1 euro e 20 e durava un’ora e mezza, a 1 euro e 90. La nostra proposta iniziale invece era di arrivare all’euro e 50, ma con due ore di validità. La trattativa si è conclusa sull’attuale situazione e cioè 1 euro e 50 per 100 minuti. Poi c’è il capitolo abbonamenti.

Era previsto che l’abbonamento annuale, nel 2010 ne sono stati venduti 15.600, venisse scorporato in integrato treno-bus e non integrato e quindi, dai vecchi 335 euro sarebbe dovuto salire a 400 euro, per quello non integrato e a 450 euro per quello integrato. Noi ci siamo opposti allo scorporo e adesso nel nuovo piano tariffario sarà venduto a 380 euro. Avevano previsto di abbassare l’età per l’abbonamento da studenti da 26 a 20 anni, tagliando tutta la fascia universitaria, e di alzarne il prezzo da 200 euro a 280 euro. L’età è rimasta inalterata e il prezzo è salito a 240 euro. Per quel che riguarda gli abbonamenti over 65, che costavano 300 euro, per AMT sarebbero stati da abolire. Invece è stato alzato a 330 euro con l’introduzione dell’ISEE sino a 15 mila euro. Ad esempio 2 persone che hanno un reddito annuale lordo di 23.500 mila euro, considerando sempre, che più aumenta il nucleo familiare più scende l’ISEE. Per quanto riguarda le “fasce agevolate” per la prima volta è stato inserito l’ISEE con un tetto massimo di 10 mila euro.

Quanto prevede di guadagnare AMT con questo piano e come è impostata la vostra trattativa?

L’azienda prevede di guadagnare 10 milioni di euro. Adesso entreremo nella seconda fase, molto importante, perché riguarda il taglio delle linee. Si prevedono tagli per 3 milioni e mezzo di Km. Un decimo dell’attuale servizio. La nostra trattativa è impostata non solo sugli aspetti tariffari, ma sul servizio offerto e sulla mobilità urbana in generale e quindi pubblico, privato e parcheggi.

I tagli di Tremonti sono un’opportunità per ripensare la mobilità futura di Genova?

Pur prendendo tragicamente atto dei tagli da parte del Governo, almeno hanno permesso che i nodi di anni di malagestione vengano al pettine.

Come si pensa di strutturare la futura mobilità urbana genovese?

Sono previste 2 zone di interscambio a Marassi e s. Benigno con parcheggio gratuito per chi ha l’abbonamento del mezzo pubblico. Insomma se il cittadino dimostra di muoversi con il trasporto pubblico e, ad esempio, ha bisogno dell’auto per una commissione in centro, si può ipotizzare un monte ore di sosta gratuita come premialità. Quando però, l’assessore Farello dice che in centro vuole aumentare le tariffe a 2 euro e 50, noi rispondiamo solo quando ci saranno più aree di interscambio, fino a quel momento le tariffe di sosta devono rimare congelate. Il cittadino deve essere messo in condizione di usufruire di un servizio pubblico adeguato e frequente, quindi blocchi le tariffe finché non saranno operativele aree di interscambio. Un altro aspetto è che, per far fronte ai tagli delle corse notturne e serali, abbiamo chiesto di fare un accordo con i tassisti per il quale chi esibisce un abbonamento potrà usufruire di uno sconto del 30%. Adesso aspettiamo la risposta di Farello.

Visto e considerato che il futuro della nostre città e della qualità della nostra vita dipende strettamente da come verrà organizzata la mobilità urbana, preferendo il trasporto pubblico a quello privato, cosa ci dobbiamo aspettare dagli amministratori?

Il sol dell’avvenire a Genova sarà nel 2018 quando dai traffici delle ferrovie nazionali verrà disgiunta la linea Voltri-Nervi e verrà utilizzata solo come tratta metropolitana con treni più frequenti. In più ci saranno le due assi Polcevera-Bisagno servite dalla busvia.

L’importante è che non si possono fare i tagli delle linee a spezzatino perché il trasporto pubblico è modellato sulla città industriale di 30 anni fa. Bisogna, invece, che ci sia un confronto con le circoscrizioni, le associazioni e i cittadini per concertare un nuovo piano di mobilità con ATP, AMT e TRENITALIA. A mio parere bisogna ridisegnare le linee del trasporto pubblico modellandole sulle vecchie municipalità. Per il resto se si deve tagliare che si tagli con un criterio di prospettiva verso la logica di mobilità del futuro. Senza investire nell’alta velocità e nelle Frecce rosse  e poi chi se ne frega dei pendolari.

Intanto anche Trenitalia, è proprio il caso di dirlo, ha preso il treno al volo è ha rincarato i biglietti regionali del 25%, ad esempio se per fare 20 km ci volevano 1.90 euro, da oggi si pagheranno 2.40 euro. Il tutto tenendo conto del fatto che Trenitalia, non contenta, già prende i soldi da AMT, infatti come spiega Salvetti:”Sul vecchio euro e venti del biglietto integrato bus-treno, il 10% spettava a Trenitalia che, nel 2010 aveva disdetto l’accordo ritenendolo poco gratificante. Adesso, con le nuove tariffe, Trenitalia prenderà 3 milioni in più per 2 anni.” Più i suoi aumenti di biglietto.

Un doveroso grazie anche a Trenitalia allora.

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7 risposte a AMT e il consumatore inviperito che accetta il caro prezzo.

  1. ilsecolo21 scrive:

    Dati 2010 sul giro di affari del trasporto pubblico su gomma di Genova:

    Venduti:
    12 milioni e 800 mila biglietti, per un totale di circa 15.360.000 euro.
    181 mila abbonamenti settimanali per un totale di circa 2.172.000 euro.
    405 mila abbonamenti mensili, per un totale di circa 14.580.000 euro.
    15.600 abbonamenti annuali, per un totale di circa 5.226.000 euro.
    25 mila abbonamenti per gli studenti, per un totale di circa 5.000.000 di euro
    7 mila abbonamenti aziendali annuali per un totale di circa 2.100.000 euro.
    1 migliaio di abbonamenti over 65, per un totale di circa 300.000 euro
    Escludendo i 320 mila abbonamenti agevolati per le fasce protette con reddito basso (annuali e mensili), il totale è di: 44.738.000 euro.

  2. Angelo scrive:

    Ho appreso con stupore, che agli stranieri clandestini e senza alcun documento viene concessa la tessera annuale AMT al prezzo di 29 euri annui.
    Siamo proprio ridotti in quste condizioni ?
    EVVIVA EVVIVA EVVIVA LO SCIENZATO CHE HA INVENTATO QUESTO.
    firmato: un cittadino che paga le tasse

    • ilsecolo21 scrive:

      La ringrazio del commento Sig. cittadino che paga le tasse,
      ci piacerebbe apprendere con stupore che oltre agli stranieri venisse concessa anche a noi la tessera annuale AMT per 29 euro.
      Noi i documenti li abbiamo e non siamo clandestini, ma purtroppo lo Scienziato che ha pensato tutto questo non pensa né a lei né a noi.
      Il problema però ricordi, non sono gli stranieri, ma gli Scienziati.

      Il Secolo 21

  3. Angelo scrive:

    Ho appreso con stupore, che agli stranieri clandestini e senza alcun documento viene concessa la tessera annuale AMT al prezzo di 29 euri annui.
    Siamo proprio ridotti in quste condizioni ?
    EVVIVA EVVIVA EVVIVA LO SCIENZATO CHE HA INVENTATO QUESTO.
    firmato: un cittadino che paga le tasse

    • ilsecolo21 scrive:

      La ringrazio del commento Sig. cittadino che paga le tasse,
      ci piacerebbe apprendere con stupore che oltre agli stranieri venisse concessa anche a noi la tessera annuale AMT per 29 euro.
      Noi i documenti li abbiamo e non siamo clandestini, ma purtroppo lo Scienziato che ha pensato tutto questo non pensa né a lei né a noi.
      Il problema però ricordi, non sono gli stranieri, ma gli Scienziati.

      Il Secolo 21

  4. damiano scrive:

    veramente ho visto coi miei occhi decine di volte solerti controllori alle prese con banali controlli, chiamare mamma polizia per uno straniero senza biglietto.. il che significa, se oltre il biglietto mancano anche i documenti, venire internati in quei lager che gli italiani chiamano CIE.
    per cui direi che i cittadini che pagano le tasse possono stare tranquilli, i loro oboli sono degnamente impiegati.

  5. damiano scrive:

    veramente ho visto coi miei occhi decine di volte solerti controllori alle prese con banali controlli, chiamare mamma polizia per uno straniero senza biglietto.. il che significa, se oltre il biglietto mancano anche i documenti, venire internati in quei lager che gli italiani chiamano CIE.
    per cui direi che i cittadini che pagano le tasse possono stare tranquilli, i loro oboli sono degnamente impiegati.

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