Verso il 1 Marzo a Genova.

Il primo marzo lo sciopero degli stranieri vuole rappresentare un momento di riflessione sulle tendenze discriminatorie e criminalizzanti che sottendono da anni le politiche e le pratiche che regolano l’immigrazione.

1 marzo 2010. I diritti non hanno confini.

Un fermarsi per guardarsi e riconoscersi, nel popolo del 1 marzo, nel rifiutare una legislazione che colpevolizza la migrazione, decontestualizzandola dalla cornice che l’ha prodotta: colonialismo e post colonialismo, le pratiche di sfruttamento coloniale riproposte in terra occidentale. L’Italia, per valenza territoriale, si trova al confine di un mondo che sta cambiando, ma non può esimersi da compiere il ruolo che la storia le ha riservato, rigettando le responsabilità di dimostrare che significhi essere un paese del diritto, facente parte di una comunità di stati che sul diritto fondano la propria esistenza.

La prima proposta di sciopero arriva dalla Francia: “Una giornata senza di noi” per rendere manifesto il contributo sociale ed economico dei migranti. Nonostante le vessazioni legislative alle quali sono sottoposti. Nel mondo della precarietà il permesso di soggiorno legato all’andamento del mercato scioglie ogni tutela civile dall’ambito della contrattualità del lavoratore, se lavori resti, se perdi il lavoro smammi. Se resti, tuo malgrado, diventi un delinquente, sarai chiamato clandestino, dopo avere abbondantemente preparato quel che resta dell’opinione pubblica a odiarti e vederti come causa di tutti i mali.

Novembre 2009. In Italia quattro donne (Stefania Ragusa, Daimarely Quintero, Nelly Diop, Cristina Seynabou Sebastiani) contattano la promotrice francese (Nadia Lamarkbi) e danno vita al comitato nazionale per promuovere una giornata senza immigrati.

Gennaio 2010 già 40.000 persone hanno dato la loro adesione e sono attivi 25 comitati i locali in tutta Italia.

Il 15 Gennaio 2010 nasce il comitato genovese e in pochi giorni raccoglie oltre 800 adesioni.

Il 1 Marzo si sciopera per affermare il diritto di vivere in un Paese diverso da quello di nascita o quello di origine senza vedersi privati dei propri diritti.

Immigrati ed italiani che non tollerano che la dignità dei migranti venga calpestata da leggi e ordinanze lontane dallo spirito della Costituzione Italiana.

Genova si muove.  Associazioni, comitati e persone propongono momenti d’incontro per una partecipazione informata allo sciopero degli immigrati del 1 Marzo 2010.

Il giallo è il colore di questo sciopero. Potete manifestare la vostra adesione indossando qualcosa di giallo.

Per proporre idee, partecipare attivamente o essere semplicemente informati sugli eventi potete contattarci via mail primomarzo2010@gmail.com, via facebook aderendo al gruppo Primo marzo 2010 – Sciopero degli stranieri – Genova.

Primo marzo per ricordarsi che la precarietà non ha colore e che i diritti del mondo del lavoro, possono esere salvaguardati non lasciando che il potere divida per poter meglio imperare, ma combattendo uniti contro l’economia sommersa, il lavoro nero,  la discriminazione razziale e un potere economico transnazionale che livella la popolazione mondiale secondo le sue esigenze produttive.

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6 risposte a Verso il 1 Marzo a Genova.

  1. silviapedemonte scrive:

    Ciao!!
    Volevo solo segnalare che la mail del comitato genovese è
    primomarzo2010genova@gmail.com

  2. silviapedemonte scrive:

    Ciao!!
    Volevo solo segnalare che la mail del comitato genovese è
    primomarzo2010genova@gmail.com

  3. pietro scrive:

    qui c’è il video dell’incontro con l’avv ballerini organizzato dal comitato venerdì 29.
    Pacchetto sicurezza: istruzioni per l’uso
    http://www.youtube.com/watch?v=93YWiBg71vI

  4. pietro scrive:

    qui c’è il video dell’incontro con l’avv ballerini organizzato dal comitato venerdì 29.
    Pacchetto sicurezza: istruzioni per l’uso
    http://www.youtube.com/watch?v=93YWiBg71vI

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