Permesso a punti, Yara Gambirasio e la stazione di Genova Sampierdarena. Prossima fermata Italia.

La stazione di Genova Sampierdarena. Una mattina qualunque.

Giovedì mattina, stazione Genova Sampierdarena. Dentro la sala d’aspetto del binario 5  i commenti di tre italiani sulla storia di Yara Gambirasio risuonano nell’ovatta di questa sala d’aspetto anonima, in una stazione anonima e trafficata dove, se ascolti con disattenzione mirata il prossimo, esce l’italiano che ti aspetti perché ben conosci: la donna che se ne lamenta accorata e sincera e l’uomo che la rintuzza con raziocinio:

“Io non è che sono razzista però sono troppi e adesso ci vorrebbe un governo più severo. Dovrebbero fare delle retate e  i regolari vanno bene, ma i clandestini? Che poi vengono qui perché sanno che le nostre leggi non sono severe: c’è troppa libertà, c’è troppa violenza. Quello che ha ammazzato i 7 ciclisti vedrai che fra 2 o 3 mesi è di nuovo fuori in attesa di processo”.

La cronaca quotidiana sospinge gli italiani alle conclusioni.

Intanto, dall’altra parte, sulla carta, nei diritti, ma non del binario (solo partiti solitamente più presto alla mattina), sta il popolo degli immigrati, o come li chiamano anche, dei migranti, vezzo linguistico del ventunesimo sul ventesimo secolo. Come previsto dal decreto del 4 giugno del 2010 per loro, da oggi, scatterà il permesso a punti. L’accordo di integrazione, articolato per crediti. Del quale ancora si sa poco, a parte i legislatori. Cominciando dal test di lingua italiana. Il sito al quale ci si dovrà iscrivere dovrebbe essere attivo proprio da oggi, nel frattempo, questo è quel che si vede. Tutta una gran sorpresa insomma e fino all’ultimo. Ci sarà anche un help desk messo a disposizione dal Ministero dell’Interno, non appena sarà attivo il sito, s’intende. Anche se avrebbe dovuto esserlo almeno dal 16 novembre, come dichiarato dalla circolare attuativa per il decreto. Prossima fermata Italia.

La richiesta di poter effettuare il test, sarà eseguita via Internet, siamo a non siamo nel ventunesimo secolo, la Prefettura ha poi 60 giorni per convocare l’interessato. Anche se la lettera di convocazione dello straniero sara generata e stampata in via automatizzata. Strano sfasamento temporale fra il clic per inviare la domanda  e le 1440 ore in cui lo Stato è chiamato a risponderti. Prossima fermata Italia. Nel decreto, si aggiunge poi che:

[…]il contenuto delle prove che compongono il test, i criteri di assegnazione del punteggio e la durata della prova sono stabiliti in collaborazione con un Ente di certificazione, a seguito di apposita convenzione da stipulare con il Ministero dell’interno. Alla stipula della convenzione si provvede nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.[…]

Prossima fermata Italia: gran volontà politica, esigua disponibilità economica. Tanto che, per saldare gli uffici scolastici regionali, ai quali i Prefetti dovranno rivolgersi per far effettuare i test, viene disposto, sempre da circolare, l’accreditamento dei fondi in contabilità speciale.

A corredo del regolamento che disciplina l’accordo di integrazione fra straniero e Stato si trovano tre allegati. Allegato A. Allegato B. E allegato C il più importante.

Nell’elenco delle motivazioni che portano alla sottrazione dei punti spicca con chiarezza l’antigiuridicità prevalente dissuasa sino all’ultimo allegato, l’allegato C. In pratica sarà possibile decurtare punti dal permesso di soggiorno in caso di condanne non definitive. Con l’amministrazione burocratica della giustizia peninsulare, facile immaginare le conseguenze di questa decisione.

L’allegato C stabilisce che si possono punire gli immigrati, decurtando punti da quel foglio di carta che separa l’esistenza di uno straniero dalla delinquenza, per colpa del reato di clandestinità, semplicemente prima che vi sia una condanna. Trascurando la base della civiltà di uno stato di diritto: la non colpevolezza sino ad avvenuta sentenza.

Italiani e stranieri percorrono da oggi, le stesse strade, prendono gli stessi mezzi pubblici, vivono nelle stesse case, mandano i figli nelle stesse scuole, ma per i secondi la vita è oggi a punti, l’esistenza a credito è ormai una realtà conclamata. La discriminazione istituzionale ha aggiunto un nuovo vergognoso tassello e mentre Maroni dice che si tratta di uno degli strumenti più avanzati in Europa sul fronte dell’integrazione,

Roberto Maroni. Ministro dell'Interno.

Mayela Barragan, venezuelana, mediatrice culturale, pensa che sia semplicemente un’altra forma legale per spremere ancora più i soldi agli stranieri.

Isak Navarro, Nuovi Profili, crede che si tratti di un meccanismo che va a colpire il principio di uguaglianza degli uomini di fronte alla legge, infatti il sistema del permesso a punti è vessatorio oltre che dal punto di vista burocratico anche su quello psicologico, strumentalizzando il concetto di integrazione, che con questo sistema intende stabilire chi sia un “buon immigrato” e chi un “cattivo immigrato”, tra l’altro con dei parametri tutt’altro che oggettivi…

Stefani Pironi, insegnate, con un passato nelle classi del carcere di La Spezia è più diretta: perchè come al solito nel nostro paese le cose sono assolutamente prive di logica. Un permesso a punti in un paese che non attua politiche vere di integrazione è solo un modo per cacciare la gente. Vorrei sapere chi tra gli italiani conosce la costituzione, chi verrà cacciato da noi per una somma di multe o chi perchè non ha un contratto d’affitto regolare, come tanti italiani tra l’altro. E poi…verrà cacciato il migrante che lavora in nero o il datore di lavoro che non regolarizza? Insomma è una cosa all’italiana. So che in altri paesi esiste ma è pur vero che gli altri paesi non sono l’Italia. Se non ci sono risorse per insegnare la lingua italiana come ci si muoverà? La legge della Lega è una legge razzista e poco dignitosa. Vorrei vedere Bossi a fare l’esame…

Per ultimo, Mohamed Ben Hammouda, musicista, conclude: è come la patente, prima nessuno le aveva… se poi le danno per prendersele… continueremo a vivere… a guidare…
non credo nello stato.

Permesso di soggiorno CE di lungo periodo: on line le istanze e le convocazioni per effettuare il test di italiano.


Share
Questa voce è stata pubblicata in IMMIGRAZIONE, SOCIETA' e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


+ 4 = dieci

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>