Il suq di Via Turati e il destino degli ambulanti.

Ora di pranzo inoltrata in Via Turati c’è il mercato dell’usato. Abusivo. Più che un mercato dell’usato, tra l’altro, questa riunione di merci ed intenti è un bazar dell’abbandonato, il dismesso, cercato dentro i bidoni e gli Staccapanni di una città che ogni giorno lascia sulla strada i più disparati oggetti. Scarpe a 5 euro, vestiti, magliette, giubbotti, e  poi ancora: caricabatterie di ogni tipo, cd musicali, cianfrusaglie e ogni genere di affare sottratto, da questo riciclaggio inedito, alla discarica comunale e portato ad avere una nuova vita e dignità commerciale dall’ingegnosità e intraprendenza della folla eterogenea dei venditori.

Il bazar di Via Turati. Giorno feriale, ora di pranzo.

Sotto un certo punto di vista il mercato in questione non è tollerato, è abusivo, si dice da più parti. Altri assumono che la merce sia rubata, contraffatta e che il luogo sia un chiaro esempio di degrado urbano da contrastare in ogni modo. Ciò avviene soprattutto nei frequenti periodi in cui la politica si astrae dalle problematiche reali per compiere voli pindarici sul tema sicurezza.

Dal maggio 2009 il Comune di Genova è provvisto di una squadra ad hoc, 30 impiegati fra agenti e funzionari, per contrastare questo fisiologico fenomeno del nostro tempo e del nostro paese: una squadra specializzata di vigili urbani denominata NAC ( Nucleo Antiabusivismo Commerciale) che annovera fra le sue eccellenze la repressione dell’abusivismo ed il sequestro delle merci contraffatte.

Folla di acquirenti e venditori.

Come conferma infatti l’assessore alla Città Sicura Francesco Scidone: “L’obbiettivo di questa squadra è il contrasto efficace dell’abusivismo commerciale, rispetto ai vigili sul territorio, che certo possono compiere degli interventi di primo livello, ma che mancano però della professionalità adatta a intervenire su livelli superiori che comprendano anche indagini successive di identificazione dei depositi e laboratori di merce contraffatta e di verifica di tutti gli anelli della catena del mercato abusivo. Senza dimenticare che non si deve intervenire solo nell’ultimo anello della filiera con il rischio che il discorso diventi quella della caccia fra guardie e ladri, spostando semplicemente il problema, senza incidere in maniera seria su tutto il sistema di sfruttamento di queste attività da parte della criminalità organizzata.”

Prove di acquisto in Via Turati.

Il mercato di Via Turati comunque rientra sotto la zona di sorveglianza delle ronde di quartiere previste, dallo scorso agosto, dal progetto Strade Pulite voluto dai Ministri La Russa e Maroni, con lo scopo di presidiare i luoghi pubblici dove maggiormente è diffusa l’insicurezza: si tratta di gruppi misti, un carabiniere, poliziotto o finanziere accompagnato da due alpini.

Questa concentrazione commerciale di Via Turati è periodicamente e ripetutamente sgomberata e spinta a sgomberarsi: spesso all’arrivo delle ronde, come in ogni situazione di strada e della vita, si da spazio ad un compromesso tacito che regola i rapporti fra i due gruppi contrapposti. Venditori e sgomberatori. I primi vanno via veloce, i secondi arrivano lenti.

I primi vanno via veloce, i secondi arrivano lenti.

La situazione sotto questo aspetto è da ritenersi stabile infatti il mercato è sempre al suo posto, le persone che ci lavorano, adeguandosi al ritmo imposto dalle perquisizioni della forza pubblica, chieste dalla stampa e mediate nel loro rigore dalle scelte politiche, si ritrovano sotto i portici e aspettano il momento giusto per allestire questo esempio dei tempi: flessibile, precario e assolutamente clandestino. In un colpo solo tutti i tratti del nostro mercato del lavoro, senza spazio per alcuni e per altri ben aperto secondo le regole attuali del gioco. Lavoro nero o in regola senza nessun diritto.

Il mondo dei mercati ambulanti vive tra l’altro un periodo di forte sofferenza. La crisi economica affligge la categoria come tutti i clienti che si recano, per risparmiare, al mercato sotto casa. Oltre a questo aspetto però la novità che davvero spaventa gli ambulanti si chiama direttiva Bolkestein, approvata il 26 marzo, prevede di aprire questa forma di commercio primaria e importantissima a livello sociale, un mercato in lunga stagnazione e quindi debole, ai capitali voraci di cooperative, società di capitali, SPA e SRL. E infine togliere l’automatico rinnovo delle concessioni decennali, pagate a suo tempo sino a centomila euro, che nel 2015 dovranno essere restituite al Comune per essere rimesse al bando.

Giuseppe Occhiuto dell’AVAL il sindacato indipendente che più si sta muovendo per combattere queste novità funesta afferma: “Mi sto facendo l’idea che si voglia inserire la Grande Distribuzione nel contesto del centro urbano. Questa deregulation totale punta a diminuire tutte quelle regole che consentivano quegli equilibri necessari fra la gente comune con minore potere di acquisto e la gente con possibilità economiche infinite con le quali non potremo mai competere. Da parte del Comune registriamo un comportamento in due direzioni: se da un lato con l’Assessore Vassallo siamo riusciti a far abbassare il COSAP ( tassa di occupazione suolo pubblico, fra le più alte d’Italia) del 15%, dall’altra parte le leggi nazionali che dovranno essere recepite dagli enti locali vanno indubbiamente dall’altra parte. Come categoria, invece, avremmo bisogno di fermare gli effetti negativi della Grande Distribuzione, nella quale si vuole concentrare tutta la ricchezza creando un monopolio assoluto per tutti gli ambiti della distribuzione. Dai mercati ambulanti sino alle tabaccherie e le edicole.

Il mercato di Via Turati, sullo sfondo palazzo S. Giorgio la prima banca d'Europa.

Come accade quotidianamente in Italia la politica complica quello che la vita lascia di per sé già di difficile soluzione, all’interno del mondo dei venditori ambulanti è inevitabile che si crei una demarcazione fra i regolari che pagano fior fior di tasse e gli abusivi che cercano di arrangiarsi, Occhiuto infatti dichiara di questi ultimi, ultimi: ”

Siamo tremendamente arrabbiati, di recente abbiamo avuto un incontro con il Prefetto, Scidone, Vassallo e Mangiardi il capo della polizia municipale, ai quali abbiamo denunciato la dimensione impressionante del problema che è diventato intollerabile. Il Prefetto aveva preso l’impegno di coordinare le forze dell’ordine sotto questo aspetto, ma non è cambiato niente. Nemmeno i NAC servono a qualcosa, c’è bisogno di prevenire, non di aspettare che si compiano i reati per poi intervenire, provocando con le fughe degli abusivi per il mercato solo maggiore insicurezza. Ci serve la presenza sistematica dei vigili annonari che funzionino da deterrente. I NAC sono 22 vigili, e solo i mercati giornalieri sono sei, che cosa devono fare? L’abusivismo è dappertutto, è il trionfo dell’illegalità.

Secondo i dati in possesso dagli uffici comunali che si occupano di mercati e licenze itineranti, questo settore  dell’economia genovese è composto da 1756 operatori dei mercati e da  circa 3000 licenze per il commercio itinerante. Un addetto degli uffici spiega: “Le licenze sono concesse in base alla legge regionale dopo aver richiesto la residenza nel Comune di Genova. Negli ultimi tre, quattro anni il 90% di chi richiede queste concessioni sono cittadini extracomunitari.

Per concludere prima degli approfondimenti, un racconto di un venditore ambulante che può aiutare a comprendere le dinamiche che si possono instaurare nel mondo dei controlli, fra abusivi e licenziatari.

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Per approfondire la posizione della stampa digitare su un motore di ricerca: Mercato abusivo Genova Via Turati.

Sul punto di vista degli abusivi:

Amadou: “Chiedo il permesso a una vita normale.”

Sulla situazione dei mercati ambulanti e sulla direttiva Bolkestein:

Bolkestein, dall’Europa la direttiva ammazza ambulanti.

Sul ruolo degli alpini:

Gli alpini a Genova. Incontro con il Prefetto Cancellieri.

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5 risposte a Il suq di Via Turati e il destino degli ambulanti.

  1. Bestiale mi è piaciuto tutto …ma più che le parole che possono purtroppo lasciare incomprensioni e scetticismo ….perchè in sè io medesimo ho pensato molte volte che alcune cose di quel mercato fossero rubate e quello è un dubbio che nell’articolo senza critica però non viene totalmente dipanato…e soprattutto io per un certo periodo ho dovuto pulire le scale esterne della metropolitana che sono proprio alle spalle del mercatino e ti giuro che solo una persona veramente umile e con umile intendo anche un po cogliona, l’avrebbe fatto ..perchè c’era veramente di tutto a partire dalle feci umane ovviamente il mercatino centra e non …sarebbe semplicemente da rendere più umano se capisci quello che intendo …perchè così è sconveniente anche per loro ….comunque il video era spettacolare dava invece il vero senso di quello che volevano comunicare le parole per intenderci il foglio del permesso non era aria fritta il fatto che c’era stava a significare una non tutela di un cittadino con regolare autorizzazione a esercitare il suo lavoro ..e questa autorizzazione veniva presa e infilatagliela nel culo solo perchè era straniero e questa è una palese dimostrazione della prevaricazione del nostro governo su leggi che decreta e poi in primo infrange è per questo che dico se cazzo c’è un autorizzazione allora creiamogli uno spazio garantito pulito e a norma come c’è in altre città ad esempio roma vabbè continua così comunque …complimenti

    • ilsecolo21 scrive:

      Il ruolo dello Stato che emana leggi discriminatorie e poi infrange quelle di gestione burocratica nei contronti degli stranieri è centrale in questo discorso, a partire dall’autorizzazione al commercio itinerante sino al rinnovo dei permessi di soggiorno, in questo, lo Stato è colpevole senza appello. Anche e soprattutto nel non essere munito di anticorpi per evitare le situazioni nelle quali la trafila burocratica o il semplice abuso del proprio ruolo può condurre a ulteriori e, purtroppo quotidiane, aggiunzioni di discriminazione e sofferenza. Il discorso mercati ambulanti in generale è da vedersi secondo la prospettata riorganizzazione del settore secondo la direttiva Bolkestein, seguendo la quale la Grande Distribuzione, in Liguria leggi COOP, ma non solo chiaramente, andrà accaparrandosi di ciò che rimane di personale e diretto nel commercio in una città post moderna in declino come Genova. Il cambiamento se non sarà osteggiato avrà conseguenze tragiche a livello sociale nel lungo futuro, ma alla classe dirigente questo non sembra minimamente interessare. E’ soprattutto nel mondo del lavoro che si interconnettono e si concretizzano legislazione liberista, economia sommersa e disciplina dell’immigrazione. Ma su questo ti rimando ad un futuro approfondimento sul lavoro nero.

  2. Pingback: Retate in Via Pré: i senegalesi, maschera dei cinesi. | Il Secolo 21

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  4. ilsecolo21 scrive:

    Il ruolo dello Stato che emana leggi discriminatorie e poi infrange quelle di gestione burocratica nei contronti degli stranieri è centrale in questo discorso, a partire dall’autorizzazione al commercio itinerante sino al rinnovo dei permessi di soggiorno, in questo, lo Stato è colpevole senza appello. Anche e soprattutto nel non essere munito di anticorpi per evitare le situazioni nelle quali la trafila burocratica o il semplice abuso del proprio ruolo può condurre a ulteriori e, purtroppo quotidiane, aggiunzioni di discriminazione e sofferenza. Il discorso mercati ambulanti in generale è da vedersi secondo la prospettata riorganizzazione del settore secondo la direttiva Bolkestein, seguendo la quale la Grande Distribuzione, in Liguria leggi COOP, ma non solo chiaramente, andrà accaparrandosi di ciò che rimane di personale e diretto nel commercio in una città post moderna in declino come Genova. Il cambiamento se non sarà osteggiato avrà conseguenze tragiche a livello sociale nel lungo futuro, ma alla classe dirigente questo non sembra minimamente interessare. E’ soprattutto nel mondo del lavoro che si interconnettono e si concretizzano legislazione liberista, economia sommersa e disciplina dell’immigrazione. Ma su questo ti rimando ad un futuro approfondimento sul lavoro nero.

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