Regionali. Laura Paleari: “La vera cura efficace non può prescindere dalla ricerca”

Laura Paleari, ricercatrice.

Laura Paleari è una ricercatrice dell’Istituto tumori del San Martino. Precaria da 14 anni, attualmente si occupa di target terapeutici per il cancro alla mammella: per i non tecnici, raffina in anticipo le cure che i malati assumono.

Per inciso, il tumore del seno colpisce 1 donna su 10. È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 25 per cento di tutti i tumori che colpiscono le donne. In Italia ne sono diagnosticati quasi 40 mila casi all’anno.

Laura mi racconta con due parole la missione del suo mestiere: “La vera cura efficace non può prescindere dalla ricerca.”

Dal 2001 come portavoce del coordinamento precari della ricerca lotta per far ascoltare le rivendicazioni dei lavoratori agli interlocutori istituzionali di turno.

Quali sono i punti principali del vostro programma?

I punti principali sono: acqua pubblica, reddito sociale, energie rinnovabili e nuove tecnologie. No al nucleare, scuola e sanità pubbliche con termine dei finanziamenti al privato, laicità e diritti per tutti. Pochi punti ma sostanziali e concreti. Infatti la realizzazione di tutti e cinque avrebbe, nell’immediato, un effetto sulla qualità della vita della popolazione ligure in termini economici e sociali.

Investire nelle energie rinnovabili, ad esempio, non sarebbe soltanto una scelta mirata a migliorare la qualità dell’ambiente, a tutelare la salute del cittadino e ad abbattere i costi della vita, ma diverrebbe anche una via possibile per aprire nuove opportunità di lavoro. In questo la Germania è un esempio. Puntando sulle energie rinnovabili per combattere la recessione ora in Germania ci sono 250.000 posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, e complessivamente 1,8 milioni di occupati nella protezione dell’ambiente. I posti di lavoro nelle rinnovabili saranno triplicati entro il 2020 e raggiungeranno i 900.000 entro il 2030.

Perché si è pensato allo strumento del reddito sociale? Per chi è stato pensato e come funziona?

Lo strumento del reddito sociale è quanto mai necessario. Nel 2010 il tasso di disoccupazione nel nostro paese si stima pari al 10.5%. A questo si deve aggiungere la quota di lavoratori precari, circa 4  milioni, che si trovano spesso e volentieri lasciati a casa tra lo scadere di un contratto e l’inizio del successivo (quando hanno la fortuna di poter avere un rinnovo). L’Italia è sempre meno una democrazia fondata sul lavoro e gli ammortizzatori sociali sono lasciati eclusivamente alle famiglie. L’impegno e il sostegno devono essere a carico dello Stato. Nel Lazio, con l’istituzione del reddito minimo garantito (sostegno al reddito per disoccupati, inoccupati e precari), Sinistra e Libertà è riuscita a introdurre il reddito sociale, stanziando 13 milioni di euro dal bilancio regionale per i disoccupati nella fascia d’età 30/44 anni. Ad oggi sono state presentate 35mila richieste di cui 13mila assegnate. Se c’è la volontà, anche la Liguria potrebbe attuare la politica laziale.

Ed i ragazzi che dopo anni di studio non trovano un impiego che consente loro di affrancarsi dalla dipendenza dalle famiglie?

Il reddito minimo potrebbe essere un inizio sostanziale, al quale si potrebbe aggiungere anche la valutazione di supporti agli studenti, come in altri paesi d’Europa, ad esempio la possibilità di agevolazioni sugli affitti. C’è bisogno di iniziare una politica concreta in questa direzione per arrivare ad affiancare modelli come quello francese che attualmente ha esteso i sussidi pubblici agli under 25 con almeno 2 anni di lavoro.

A quanto ammonterebbe, in concreto, il reddito sociale?

Sarebbe una somma di denaro pari a circa 580 euro mensili, che i singoli comuni hanno la possibilità di integrare con la previsione di una serie di prestazioni indirette, volte ad esempio, a garantire la circolazione gratuita sui mezzi pubblici locali e la gratuità dei libri di testo scolastici, favorendo la fruizione di attività e servizi di carattere culturale, ricreativo o sportivo e contribuendo al pagamento delle forniture di pubblici servizi. Sempre gli enti locali, nell’ambito delle risorse disponibili, potranno prevedere l’erogazione di contributi per ridurre il canone di locazione. Nulla ovviamente vieta di migliorare questa proposta a livello ligure.

Come lavorerete in caso di elezione con un centro sinistra legato all’UDC? L’identità cristiana vi sta stretta?

Lavoreremo mantenendo fede al principio della laicità. E’ stato più volte dichiarata la scelta di appoggiare Burlando come necessità per evitare che le destre vincano alle Regionali, questo non significa però il dover appiattirsi su posizioni che prevedano un privilegiare la fede e il credo religioso.
Proprio l’8 Marzo, come candidata, ho dichiarato ad esempio l’urgenza che Burlando si esprima in materia di somministrazione della pillola abortiva RU486 che potrebbe essere commercializzata a partire da metà marzo.
Questo è solo un esempio ma, personalmente, se dovessi essere eletta, manterrò ferma la mia posizione a tutela e difesa della laicità, nel rispetto delle diversità, ma a garanzia della libertà di scelta di ogni singolo individuo.

Tu sei una ricercatrice, cosa serve per cambiare il tragico stato attuale del settore ricerca?

Prima di tutto bisognerebbe svecchiare il sistema, aprire finalmente dei percorsi di stabilizzazione/assunzione per i ricercatori. L’Italia è il paese con la maggiore anzianità di personale assunto nella Ricerca e da studi fatti si è dimostrato che la creatività e l’ingegno che portano a fare scoperte sono correlate all’età in maniera inversamente proporzionale. Aumenterei i finanziamenti regionali alla ricerca perchè da tecnico del settore comprendo l’importanza non soltanto sociale di questa professione (in termini di ricadute nella scoperta di nuove cure e terapie per il paziente) ma ne comprendo anche il valore in termini di investimento a medio lungo termine con ricadute sull’occupazione e sull’economia. La ricerca non deve più essere considerata un costo ma un investimento.

In che modo un outsider del mondo della politica può influenzare la politica regionale?

Per mia esperienza un outsider, proprio perchè tale, ha maggior contatto con il quotidiano delle persone, con i problemi, con la realtà. Il mio fare politica da più di 10 anni fuori dai partiti e come dico, dal basso, a contatto con la gente e con i lavoratori, mi ha formato ad un sistema nuovo che personalmente ritengo essere forse l’unica soluzione ai tempi drammatici che stiamo vivendo.
In occasione della presentazione del libro dell’Assesore Montaldo consuntivo sulla sua attività nel settore sanità, Burlando ha affermato che c’è bisogno di politici.

Io dico che c’è bisogno di uomini e donne presenti e competenti che possano contribuire in maniera sostanziale al cambiamento che sta nel riavvicinare i due estremi creatisi in questa società: chi gode di benefici acquisiti e chi non ha diritti.
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