Sicurezza sul lavoro e controlli. Il punto di vista dei medici. Di Roberto Tafuro

In molte realtà produttive siamo in grosse difficoltà ad assumere questo ruolo di controllori, perchè abbiamo impiegato tanti anni a costruire rapporti di fiducia reciproca con i lavoratori, che sono utili per la gestione di molte situazioni complesse nelle quali, pur cercando di mantenere il ruolo “terzo” che deve essere proprio del tecnico (della salute, nel nostro caso), ci adoperiamo per cercare di trovare soluzioni che permettano di tutelare due beni fondamentali analogamente importanti, ovvero la salute del lavoratore ma anche il suo posto di lavoro.
Va anche rilevato come si crei con le norme su alcool e tossicodipendenza una disparità fra cittadini, che vengono sottoposti a controlli, a parità di attività lavorativa, a seconda che siano dipendenti o autonomi (non mi cambia la vita se vengo investito da un autoarticolato in autostrada, sia che il conducente ubriaco o drogato sia un dipendente sia che sia un “padroncino”), violando quindi un principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi.
E come in questo caso, come in altri, lo Stato abdichi ad un suo compito preciso per scaricarne costi e responsabilità su soggetti terzi.
I SERT non comunicano alla Motorizzazione i dati dei loro assistiti, a tutela del rapporto che hanno con i pazienti. Ebbene, in caso di soggetti seguiti, magari da anni , dai servizi pubblici dovrebbe essere il medico a porre il divieto di uso di mezzi aziendali, mentre il soggetto può tranquillamente fare una strage alla guida della propria auto.

Una serie di cose discutibili, quindi, che si inseriscono in un panorama di
Ci sono quindi molti aspetti della nostra professione che meritano interesse per chi voglia darne una valutazione oggettiva.

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